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RAFFAELLO SANZIO

Raffaello, nato in Urbino nel 1483, ebbe i primi insegnamenti dal padre Giovanni Santi, pittore minore della cerchia di Melozzo da Forlì ed autore di una “Cronaca rimata”ricca di notizie sugli artisti della Marche e dell’Umbria alla corte di Piero della Francesca.
Dopo la morte precoce del Padre, Raffaello si reca a lavorare nella bottega del Perugino. Di questo primo periodo fanno parte “Il sogno del cavaliere” (Londra, Galleria nazionale),
“L’incoronazione di S.Nicolò da Tolentino” (Milano- Brera)
Nel 1504 dipinge “Lo sposalizio della Vergine”(Milano-Brera) dove ripete lo schema compositivo della “Consegna delle chiavi” del Perugino.
“Ritratto di Gentildonna”,la cosiddetta “Muta”che si trova nel Palazzo ducale,dovrebbe identificarsi con Giovanna Feltria della Rovere, figlia di Federico da Montefeltro e Madre di Francesco Maria, futuro Duca di Urbino
Dal 1504 al 1508 Raffaello vive a Firenze, dove studia in maniera approfondita le opere di Michelangelo e Leonardo. Le opere del periodo fiorentino sono tutte madonne, tra le quali” Maddalena Doni” (1506), “La Madonna del Cardellino” (1507). L’ultima opera del periodo fiorentino è “La sepoltura di Cristo” (1507).
Raffaello giunge a Roma nel 1508,dove incontra l’architetto Bramante,la cui cultura artistica si era formata in Urbino. Tra i due si stabilisce un sodalizio artistico in quanto la concezione architettonica del Bramante e quella pittorica di Raffaello coincidono:ambedue tendono a rappresentare lo spazio nella figura attraverso la modulazione delle linee curve che sono il solo collegamento possibile tra le cose e lo spazio che le comprende tutte.
Raffaello negli affreschi delle stanze vaticane si ispira alle idee di Bramante.
Dopo la morte del Bramante , la direzione artistica della costruzione di S. Pietro viene affidata a Raffaello che rispetta in pieno la linea bramantesca.
I grandi affreschi di Raffaello nella stanza della Segnatura (Città del vaticano)evidenziano la continuità tra pensiero antico e pensiero cristiano: “La scuola di Atene”, “La disputa del Sacramento”, “Il Parnaso” e “Le virtù”(1508-1511). Seguono gli affreschi della stanza di Eliodoro(1511-1514):”La cacciata di Eliodoro”, “La Messa di Bolsena “,”La liberazione di S. Pietro”. Ultima opera è la “Trasfigurazione”( pinacoteca vaticana). Morì nel 1520 a Roma ed è sepolto nel Panteon.


A cura della Prof.ssa Annarita Bossi