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FEDERICO DA MONTEFELTRO

Federico nacque a Gubbio il 7 giugno 1422 da una nobildonna e dal conte Guidantonio, figlio del Conte Antonio da Montefeltro, dal quale aveva ereditato la Signoria di Urbino con tutto il territorio del Montefeltro.
Federico era figlo illegittimo,ma, in assenza di eredi legittimi, Guidantonio aveva ottenuto la bolla di legittimazione che permetteva al figlio di vivere a corte e di succedergli con tutti gli onori. Dopo la morte di Rengarda, la prima moglie, Guidantonio sposò in seconde nozze Caterina Colonna, nipote del papa Martino V, la quale appena ottenne la certezza della maternità, pretese che Federico venisse allontanato da Urbino. Guidantonio amava molto Federico, ma si rese conto che era impossibile tenere presso di sè il figlio; lo affidò alle cure di Giovanna Alidosi,vedova di Bartolomeo Brancaleoni,Signora di S.Angelo in Vado,come promesso sposo di Gentile, figlia sua e di Bartolomeo, unica erede della Signoria di Bocca Trabaria. Federico rimase 8 anni presso Giovanna Alido si che influì positivamente sulla sua educazione ,soprattutto a livello affettivo.
Nel 1433 Guidantonio consegna Federico come ostaggio ad Andrea Dandolo, procuratore veneto garante di pace, che lo trasferisce a Venezia in base agli accordi della pace di Ferrara firmata dal Pontefice Eugenio lV e dal duca di Milano Filippo Maria Visconti, di cui era stato alleato il Montefeltro.
Federico proprio negli anni della sua adolescenza fece una piacevole esperienza tra Venezia e Mantova, presso Gianfranco Gonzaga, dove venne trasferito dopo 15 mesi. Nei due anni di permanenza ebbe la possibilità di seguire assieme ai figli del Gonzaga gli insegnamenti del pedagogo Vittorino da Feltre nella sua “Casa gioiosa”. Federico farà tesoro di quanto appreso che non tralascerà mai di manifestare oltre all’amore per l’arte,per gli storici e i filosofi del passato, un senso di maturità e di equilibrio, tanto da preferire le vie diplomatiche alla Guerra. Durante il soggiorno a Mantova l’Imperatore Sigismondo conferì a Federico l’investitura di cavaliere.
Nel 1436 Federico tornò nella sua piccola Signoria di Massa Trabaria. Nel 1437, all’età di 15 anni, celebrò il Matrimonio con Gentile Brancaleoni di anni 21.
Nel 1427 Caterina Colonna aveva generato l’erede al trono, Oddantonio,l’erede legittimo della Signoria di Urbino.
Dopo la morte di Bernardino Ubaldini,capitano della compagnia di Ventura della Signoria feltresca, Guidantonio,dopo vari contrasti in seno alla famiglia comitale, affidò l’incarico di capitano proprio a Federico, che nel 1438 partì al soldo del Visconti di Milano con molto entusiasmo. D’ora in poi Federico deve unire all’attività di capitano di Ventura quella della difesa di Urbino contro l’eterno nemico Pandolfo Malatesta di Rimini.
Nel 1443 alla morte di Guidantonio, la Signoria di Urbino viene ereditata dall’unico figlio legittimo,Oddantonio, al quale però viene a mancare il danaro delle condotte che tradizionalmente arrivavano al contado. Oddantonio si trova nella condizione di inasprire la pressione fiscale seminando un forte malcontento tra la gente che manifesterà sempre maggior risentimento al nuovo Signore Federico non aveva alcuna intenzione di aiutare il Fratellastro in difficoltà; così facendo però contribuì alla crisi che si rese irreversibile. Il popolo di Urbino dopo un anno e mezzo di regno di Oddantonio era talmente esasperato che la congiura per la sua eliminazione viene agevolata e favorita anche da connivenze presenti a Palazzo nel momento in cui un piccolo gruppo di persone vi entrò con estrema facilità.
Dopo l’eliminazione fisica di Oddantonio, per Federico fu facile ottenere la fiducia dl popolo di Urbino che gli affiderà il Ducato.
I cittadini pretesero dal nuovo Signore il riconoscimento dell’amministrazione comunale autonoma (con entrate fiscali autonome) e il diritto di grazia. Il Signore avrebbe conservato il potere di eleggere il podestà e i suoi ufficiali, di riscuotere la più importante imposta diretta, di legiferare e il controllo militare.
Dopo la metà del 1400 iniziò la più importante opera della sua vita: il Palazzo Ducale.
Con il lungo regno di Federico(1444-1482) la corte dei Montefeltro si colloca al centro dell’intricata politica degli stati italiani. La pace di Lodi,sancita nel 1454, promuove un graduale miglioramento economico che porterà allo sviluppo della nuova cultura “umanistica”.
Federico viene a trovarsi al centro del nuovo gioco politico, diplomatico, militare, essendo alleato degli Aragonesi di Napoli,capitano al servizio del pontefice, e degli Sforza di Milano,gonfaloniere della Chiesa e capitano della Lega italica. Viene insignito nel 1474 dell’ordine della Giarrettiera da Edoardo d’Inghilterra, dell’ordine dell’Ermellino da Ferdinando d’Aragona e del titolo di Duca dal Papa.
I proventi di tali rapporti vengono usati anche per ospitare a corte i migliori talenti del secolo.
Oltre al palazzo ducale varie sono le opere civili, religiose e militari realizzate da Federico. L’architetto che progettò la maggior parte delle opere militari e civili fu Francesco di Giorgio Martini. Nel 1460 viene celebrato il matrimonio con Battista Sforza di 13 anni,figlia di Alessandro , Signore di Pesaro e nipote del Signore di Milano. E’ un matrimonio politico ma ben presto si rivelerà una buona unione. La sposa bambina, crescendo, rivelerà eccellenti doti di equilibrio oltre ad un eccellente livello culturale.
In 12 anni di matrimonio la contessa partorì 6 femmine e solo nel 1472 dette alla luce il tanto sospirato erede, Guidobaldo. Battista sforza morì a Gubbio a 26 anni,il suo corpo fu tumulato nella chiesa di S.Bernardino ,voluta da Federico come mausoleo dei Montefeltro.
Gli anni ’59, ’60, ’61, ’62 furono molto redditizi per Federico sia a livello economico che culturale.
Le sue gesta di capitano di ventura continueranno per tutto il decennio ’70-’80 al soldo del papa Sisto lV e del re di Napoli. Inoltre i rapporti tra Federico e i suoi sudditi continueranno sempre nel segno del rispetto e della fiducia reciproca, tradizione ,che permarrà anche con i Della Rovere.
Nel 1479 Federico è impegnato nella campagna di guerra per conto del Papa e di re Ferdinando d’Aragona contro i Medici di Firenze,n cui dà una ulteriore prova di valore vincendo e conquistando terre, cosicchè il Magnifico è costretto a recarsi a Napoli per trattare la pace. La trattativa andrà a buon fine anche per merito di Federico.
Nell”80 Federico si prodiga per favorire la ripresa dei rapporti fra il Papa e Lorenzo dei Medici. Inoltre concede in sposa la figlia Costanza al principe Antonello di Sanseverino, appartenente ad una delle famiglie nobili più famose e potenti del Regno di Napoli.
Federico come Capitano supremo della Lega Italica il 23 aprile 1482 parte da Urbino per Ferrara allo scopo di mettere pace tra questa città e Venezia. Nel bel mezzo delle ostilità si diffonde in ambedue gli eserciti un’epidemia di febbri mortali. Si parla di 20.000 vittime tra morti in guerra e morti di febbri. Ai primi di giugno Federico viene colpito da un primo attacco di febbri, al quale ne farà seguito un altro, più grave in Agosto. Costretto a lasciare il campo di guerra, viene ospitato da Ercole d’Este, signore di Ferrara. La morte lo colse il dieci settembre all’età di 60 anni. La salma di Federico venne deposta nella chiesa di S. Bernardino, dove si trova tutt’ora.


A cura della Prof.ssa Annarita Bossi