Segnala questa pagina

E-mail del destinatario:

 

urbino urbino urbino pesaro fano montefeltro provincia di pesaro urbino fermignano urbania fossombrone fermignano urbania

sito ottimizzato x internet explorer ris. video 1024 x 768  necessario flash player 7

 

URBINO ROMANA - LA PRIMA CINTA MURARIA

Storia  Personaggi celebri  Itinerari

Porta Maia

 

 

Resti di mura urbiche - giardino episcopio

 

 

Resti di mura urbiche - via Budassi

 

 

Mura romane nell'edificio dell'Arcivescovado

 

 

Pilastro della Porta minor nel muro del palazzo Brandani (via Saffi)

 

 

Foto Foto Foto

 

Su nessuna notizia certa è possibile contare circa i primi abitatori del territorio urbinate, anche se Plinio il Vecchio, Marrone e Procopio da Cesarea nei loro scritti affermano che le origini di Urbino sono antichissime.
Sappiamo per certo che i Galli Senoni occuparono il territorio e sottomisero i Celti nel IV sec. a.C. e che nel 285 circa a.C. subentrarono i Romani. Da tale data inizia la romanizzazione di Urbino (Urvinum Metaurense).
Procopio, storico del VI sec. al seguito di Belisario,scrive:”Urbino è posta su una collina rotonda e piuttosto alta,non però dirupata né del tutto impraticabile…….. solo per essere scoscesa è di accesso difficile; v’ ha però un accesso in piano da settentrione….” (traduzione del Camporetti,1969).
In base ai pochi reperti archeologici ed alle testimonianze fornite da B.Baldi è possibile, tenendo conto dei suggerimenti degli esperti e della natura del terreno,ipotizzare un tracciato delle mura romane, con l’indicazione del cardo massimo e del decumano massimo del piccolo abitato, risalenti al II secolo a.C. (Prof. Mario Luni,1977)
La cinta di mura si distendeva a partire dall’attuale via Puccinotti e precisamente dal muro esterno della casa di Laura Battiferri dove si scorge un antico arco scolpito a fogliami –l’antica Porta Maia-; continuando poi a destra,verso il palazzo vescovile,nel cui orto sono ben visibili i resti delle vecchie mura romane ,e procedendo in tale direzione fino a raggiungere l’odierna via Saffi dove si possono vedere il pilastro della Porta minor nel muro di palazzo Brandani e probabili altri resti delle antiche mura nelle fondamenta della Chiesa di S. Paolo.
Dal lato opposto le tracce murarie sono meno evidenti, comunque dalle fondamenta della Chiesa di S.Paolo le antiche mura procedono a monte della via S.Girolamo, e sotto il monastero di S.Chiara, lungo il giardino del vecchio tribunale fino a raggiungere palazzo Passionei, continuando a monte di via Budassi per terminare a porta Maia.
La vecchia cinta muraria rimase immutata per vari secoli: ai tempi della conquista bizantina, (VI sec. d.C.) Porta Maia offriva l’accesso al piano….
Il Cardo Maximus attraversando tutta la dorsale del poggio terminava a Sud con Porta S.Paolo (incrocio di via Saffi con le vie S. Gerolamo e Piave), a nord con Porta Maia (circa all’angolo tra le vie Vittorio Veneto e Nazario Sauro.)
Il Decumanus Maximus ,quasi sicuramente,occupava il tracciato dell’odierna via Veterani (Porta Posterla) per terminare in corrispondenza del Castellare, tra il Duomo e il Palazzo Ducale (Porta Nuova).
Di conseguenza il centro abitato era diviso in quattro parti: la prima quadra,compresa tra porta Maja e Porta Nuova,era la quadra del Vescovado;la seconda era compresa tra Porta Nuova e Porta S.Paolo-Quadra di Porta Nuova; la terza ,detta Quadra di S.Croce,si estendeva dalla Porta di S.Paolo alla Porta Posterla; la quarta,Quadra di Posterla, si estendeva da Porta Posterla a Porta Maja.
Urvinum metaurense, municipio Romano dal 46 a.C., continua a svilupparsi col passar dei secoli oltre la cerchia muraria (burgi extra - moenia).

Veduta di Urbino su una stampa del XV sec.

 

A cura della Prof.ssa Annarita Bossi

 

CERCA NEL SITO

boleano:

 

case

urbino pesaro fano