- note di consuntivo -
Oltre che giusto è doveroso prendere, come suol dirsi, carta e penna per parlare ancora di una esposizione che sarebbe già terminata se non fosse stato chiesto di prolungarla di una settimana prima di chiuderla definitivamente. Dopo un mese, infatti, “ATTRAVERSO IL TEMPO –continuità dell’incisione urbinate” si concluderà ed il suo bilancio di partecipazione , di valutazione ed apprezzamento può essere definito molto positivo. Ulteriori aspetti postivi vanno individuati nel fatto che la città, in certo qual modo, ha ritrovato i suoi incisori e che gli incisori si sono sentiti apprezzare dai cittadini nel loro lavoro appartato e silenzioso. Si è, cioè, ristabilito quel dialogo, tra la città e gli artisti, che apparentemente sembrava non esserci più. Questo è un primo dato culturale di rilievo. Se dovessimo affermare che l’apprezzamento è stato unanime, però, non potremmo farlo. Come solitamente avviene, c’è sempre qualcuno che trova da ridire sul lavoro di chi lavora – se così non fosse bisognerebbe preoccuparsi. Non vogliamo, però, trasformare questa in una sede per sterili polemiche o per improprie e superflue giustificazioni. Intendiamo, invece, evidenziare la profonda, autentica soddisfazione che ci deriva proprio da quelle voci fuori dal coro che non hanno saputo o voluto apprezzare il lavoro che è stato fatto. Siamo convinti , infatti, che se l’esposizione, nella quale ci siamo spesi, fosse stata del tutto irrilevante, banale o priva di senso, nessuno avrebbe usato inutilmente delle parole. Valeva la pena, però, e parole ne sono state sciupate; non molte ma quanto basta per farci inorgoglire un poco del risultato di quelle fatiche. Al di là di tutto ciò, la ragione che dà autentico spessore all’evento è da individuarsi nel fatto che, finalmente, la città, il territorio e la cultura incisoria italiana (ci si perdoni l’affermazione solo apparentemente supponente) hanno potuto constatare inequivocabilmente, nei fatti, che l’incisione urbinate non è finita, che essa non è stata un momento effimero la cui luce si è spenta con quei maestri che l’avevano resa celebre nella metà dl XX secolo. Sarebbe anche improprio, tra l’altro, affermare o pensare che gli incisori urbinati, oggi, sono solo quelli presenti nella mostra allestita nei saloni del collegio Raffaello di Urbino. Non era questa la finalità né l’intenzione della mostra. Con quella si è voluto solamente ribadire la vitalità propositiva di una Scuola incisoria che, travalicando il limite istituzionale e didattico da cui era partita, riafferma e rivendica una propria originalità ed autenticità di valori estetici, nell’ambito più vasto della cultura artistica italiana. Infine per la buona pace di chi non ha saputo cogliere questi aspetti o non ha potuto frenare il proprio disappunto dovuto al fatto di non essere stato incluso in questa prima proposta, diremo che nessuno voleva fare scelte o dare imprimatur di alcun tipo. Volevamo volare alto, intesi a riaffermare i valori importanti attestati per quasi un secolo da chi dell’incisione ha fatto una propria ragione d’ essere e da coloro che in questa città, in primo luogo, ma anche altrove, hanno raccolto l’insegnamento proseguendone la strada. Sappiamo bene che gli artisti presenti nell’esposizione non sono i soli incisori urbinati attivi; se così è, allora, ed è così, gli assenti anziché denigrare quanto fatto, con la generosità di chi, come noi, sa che chi fa sbaglia, si espongano oppure tacciano .
Vitaliano Angelini Presidente di “URBINO-ARTE, arte, cultura e conoscenza” |
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