|
Incisori della Scuola di Urbino |
Sassoferrato, 4-7 luglio
La XVIII mostra di: “Edizioni d’Arte numerate –Bartolo da
Sasoferrato” quest’anno propone un simbolico omaggio al
Maestro Pietro Sanchini ed una selezione di artisti incisori
che, per continuità lavorativa, consentono una lettura
stilistica della Scuola di Urbino. Attraverso le opere di
Patrizio Ambrosini, Vitaliano Angelini, Leopoldo Ceccarelli,
Mario Ceccarelli, Giorgio Focarini, Giuliano Garattoni,
Mauro Patarchi, Otello Sisti, Giulio Serafini e Fernando
Tiboni, l’esposizione vuol suggerire anche una riflessione
sullo stato attuale dell’incisione urbinate. E’ importante,
infatti, offrire un momento d’informazione e di riflessione
su uno spaccato significativo della realtà artistica
marchigiana qual è quello urbinate. L’incisione feltresca,
infatti, non è stata un momento effimero dell’arte regionale
e nazionale la cui luce si è spenta con quei maestri che
l’avevano resa celebre nella metà dl XX secolo ma è tutt’ora
vitale e propositiva. Tra l’altro, è bene ricordarlo, ha una
sua peculiarità diversificandosi dalle incisioni prodotte da
artisti d’altre scuole perché presenta le caratteristiche
proprie dell’impaginazione tipografica e non pittorica.
Parlare della Scuola d’Urbino allora, inevitabilmente,
significa ricordare che in essa si sono formati gran parte
dei maestri dell’incisione regionale, da Castellani a
Carnevali, Bruscaglia, Ceci, Sanchini, Ciarrocchi, D.
Pettinelli, poi Bompadre, Panni, Piacesi, Battistoni, Ricci,
Valentini; Bruno da Osimo e lo stesso Bartolini hanno avuto
rapporti con Urbino, ecc. Se significa, per certi vers,i
tornare alle radici di una realtà artistica, non significa,
però, fermarsi alla memoria di un passato, per quanto
importante sia, semmai vuol dire, ricostruire un tessuto che
consente l’individuazione sia della continuità sia del
contributo innovativo che gli artisti operanti oggi danno a
quell’artisticità
Sarebbe, tuttavia, improprio affermare o pensare che gli
incisori urbinati, oggi, siano solo quelli presenti nella
mostra allestita in concomitanza con il XXVIII Congresso
Internazionale di Studi Umanistici. Con questi artisti, di
sicuro rilievo, si è voluto soprattutto ribadire la vitalità
propositiva di una Scuola incisoria che, riafferma e
rivendica, nell’ambito più vasto della cultura artistica
italiana, una sua originalità ed autenticità di valori
estetici. Questi si basano su valutati ed armonici
bilanciamenti fra composizione tipografica e immagine; nella
pagina del libro, infatti, la stessa tecnica incisoria è
coinvolta e vincolata da quei valori d’equilibrio ed
armonia, dalla rigorosità dei criteri propri
dell’impaginazione tipografica, dalla sintesi formale, dalla
consonanza, dalla qualità compensata del bianco e nero.
Questo l’obiettivo che rende la mostra sassoferratese, che
va dal 4 al 7 luglio 2007, un momento importante, pur se
temporalmente breve, nel quadro delle offerte culturali
marchigiane di questa estate.

|