Il Prof. Puliani ricorda l’attività dello scrittore/regista a favore degli ebrei BECKETT e il NAZISMO
7/27 gennaio - Teatro Comunale di Cagli
Per la GIORNATA della MEMORIA nell’ambito della kermesse finale con il regista Giancarlo Cauteruccio dedicata a Samuel Beckett in programma al comunale di Cagli (sabato 27 gennaio, ore 21.15, ingresso libero), il prof. Massimo Puliani, curatore del festival 101 Beckett, in collaborazione con Agnese Mezzanotti e Alessandro Forlani, ha annotato testimonianze e aneddoti biografici riferiti al rapporto “Beckett e il Nazismo”.
Nel 1938 mentre si facevano minacciosi i fragori di guerra,
Beckett scrisse all'amico George Reavey: "Ho ascoltato
Adolph il pacificatore alla radio l'altra sera e mi è
sembrato di udire l'aria che esce lentamente da un pneumatico
forato...comunque vadano le cose io resterò qui, al settimo
piano con la mia manciata di sabbia." Citazioni manifeste o nascoste si possono rintracciare nei testi stessi, dalla prosa al teatro, fra cui "Catastrofe" (1981) dedicato ad Vaclev Havel e scritto per l'Associazione Internazionale per la Difesa degli Artisti andato in scena proprio a Cagli il 20 gennaio scorso nella versione di Paolo Graziosi. Il personaggio muto su un piedistallo veste una uniforme che rammenta quelle degli internati nei lager. In "Cosa dove" (1983) si allude ad una tortura da lager di qualcuno. Sempre a Cagli, nell’incontro con Franco Branciaroli, l’attore ha espresso che "quel pazzo che dipingeva e vedeva solo cenere" in “Finale di Partita” è a Hitler. E in altri passaggi della pièce vi sono allusioni ad altri dittatori (Mussolini e Stalin). |
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