IL TEATRO AENIGMA OSPITE D’ONORE A LIEGIcon lo spettacolo “Tilt!” di Lech Maria Raczak
La Compagnia Marchigiana rappresenta l’Italia nella XXIV edizione dei Rencontres Internationales de Theatre Universitaire in programma fino al 4 marzo
Dopo aver organizzato nell’estate scorsa il Sesto Congresso Mondiale del Teatro all’Università (Urbino 21-27 luglio 2006), il Teatro Aenigma sarà ospite d’onore al XXIV Festival promosso dall’Università di Liegi, l’appuntamento più ambito a livello internazionale per chi opera teatralmente in campo accademico. Nel ricco programma dell’iniziativa che comprende opere da Belgio, Olanda, Argentina, Stati Uniti, Francia, Turchia, Germania, Bielorussia, Burkina Faso, Russia, Albania, Estonia, spicca il nome del Teatro Aenigma in rappresentanza dell’Italia con lo spettacolo “Tilt!” curato drammaturgicamente e diretto dal Maestro Polacco Lech Maria Raczak, il regista più apprezzato della ricerca teatrale polacca contemporanea, già direttore di Teatri Stabili in Polonia e autore di spettacoli che hanno fatto la storia del Teatro Europeo negli ultimi quaranta anni. La rappresentazione coinvolge cinque giovani interpreti formatisi nelle fila dei Teatri Universitari di Urbino e Trento (Romina Mascioli, Paolo Polverini, Pietro Piva, Bruno Soriato, Stefania Siclari), la partecipazione –in voce registrata – di Umberto Ceriani (grande interprete del Piccolo Teatro di Milano con la direzione di Giorgio Strehler). Le musiche originali sono di Luciano Daini. La realizzazione scenica si ispira al testo Il Ping-pong (1954) di Arthur Adamov, autore francese fondatore insieme a Beckett e Ionesco del Teatro dell’Assurdo, recentemente ricordato proprio a Urbino, nell’ambito del Congresso Mondiale di Luglio, dal maestro Gianfranco De Bosio e da Pino Paioni direttore del Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica. La trasformazione di «un sogno o un sentimento personali in una fatalità inflitta all'umantità» (citiamo Adamov) è il tema centrale della rappresentazione, in cui il destino umano è esemplificato dal caso di un inventore di un biliardo elettrico che, perduto nel nonsense dell'esistenza, si ritrova a finire i propri giorni modificando continuamente le regole del gioco da lui stesso inventato. Opera fortemente legata al Teatro dell'Assurdo Ping-pong traduce l'attenzione dell'autore per il linguaggio in quanto indicatore del disagio psichico e, soprattutto, quale segnale incontrovertibile della mancanza di senso in cui l'uomo appare immerso. A Liegi, in Belgio, terra solo a dicembre scorso unitasi in un gemellaggio ideale con la Regione Marche, sarà presente anche Vito Minoia, docente di teatro di Animazione all’Università di Urbino e direttore del Teatro Aenigma per un intervento all’interno del simposio “I nuovi scenari del Teatro Universitario Internazionale” e per una riunione del Consiglio direttivo della International University Theatre Association, della quale è stato rieletto Vicepresidente fino al 2010. Di ritorno a Urbino la Compagnia sarà impegnata anche quest’anno nell’organizzazione della Sesta Edizione di “Teatri e Contesti”, Festival Internazionale delle Arti all’Università degli Studi “Carlo Bo” con un programma che riserverà varie sorprese, tra le quali la presenza eccezionale per la prima volta in Italia del Teatro dell’Università di Santiago del Cile per un seminario abbinato allo spettacolo Salomè di Oscar Wilde.
Romina MascioliUfficio Stampa Teatro Aenigma tel. 333 6564375
Stefania Siclari e Paolo Polverini in Tilt! di Lech Maria Raczak, produzione Teatro Aenigma foto di Franco Deriu, Teatro La Vela 2006
Approfondimenti:
LECH MARIA RACZAK (Krzyzanowo, Polonia 1946) laureato nel 1969 alla facoltà di Lettere dell' Università "Adam Mickiewicz" con una tesi di laurea nel corso di Teatrologia del Prof. Ziomek sui primi anni di attività del Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski. Nell' anno 1964 fonda assieme ad alcuni colleghi di Lettere il teatro studentesco"Teatr Osmego Dnia”, che dirigerà fino al 1993. L’esperienza di Raczak e del Teatr Osmego Dnia è considerata in Polonia uno degli esempi più significativi di contestazione al regime autoritario filosovietico degli anni ’70 e ’80 quando la Compagnia subì inizialmente il divieto di rappresentare all' estero ed in alcune regioni della Polonia, poi il divieto di scrivere della propria attività sulla stampa, infine il divieto di rappresentare in tutta la Polonia e lo scioglimento d' autorità del gruppo, fatto che ha costretto il Teatr Osmego Dnia a rappresentare nelle Chiese e poi, nel 1986, a emigrare. Tra gli spettacoli, divenuti avvenimenti della vita teatrale polacca, ricordiamo “Dobbiamo accontentarci di quello che chiamano paradiso in terra?" (1975), "Svendita per tutti" (1977), "Oh, come abbiamo vissuto dignitosamente!"(1979), "Più che solo una vita"(1981), "L' ascesa"(1982), "Assenzio"(1985), "Autodafè"(1985), "Se un giorno, in una città felice..."(1986), "Terra di nessuno"(1991). Fra le regie, un posto a parte, occupano gli spettacoli in spazi aperti, iniziati nel 1978 con l' azione "Poesia nella strada"; fra quelli più significativi : "Rapporto da una città assediata"(1983), "Se un giorno, in una città felice..."(1986), "La carne"(1989). La Compagnia è accolta a braccia aperte in Polonia dopo la caduta del muro di Berlino. Nel 1993 Raczak lascia l’esperienza artistica del Teatr Osmego Dnia e viene nominato per tre anni direttore artistico del Teatr Polski, Teatro Stabile della città Poznan, ma nel 1991 aveva già fondato, sempre a Poznan, e ne è tuttora direttore artistico, il più grande Festival di Teatro per gli spazi aperti dell' Europa dell’Est "Malta", che si tiene tutti gli anni tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Attualmente diversi sono gli organismi di produzione teatrale, in Polonia ma anche in altre regioni europee, che chiedono al Maestro polacco di firmare la regia di importanti eventi spettacolari (in particolare collabora stabilmente con i Teatri Stabili di Gniezno e Legnica). Il legame con il Teatro Universitario di Urbino, avviato con le prime esperienze di Pedagogia teatrale nel 1988, quando il Teatr Osmego Dnia era esule in Italia, è cresciuto, arrivando con gli anni alla progettazione di veri e propri percorsi di formazione per attori e per registi promossi dal Teatro Aenigma, per il quale ha curato anche la regia dei seguenti spettacoli con attori di provenienza internazionale: "Rappresentazione della vita di San Giovanni Battista alla maniera di Giovanni Santi" (1994); "La Pietra e il dolore" (1996) dall'omonimo scritto di Karel Schulz dedicato alla vita di Michelangelo con le scenografie di Jurek Piotrowicz; “Beckett, non io?” (1999) dedicato a Samuel Beckett in occasione del decennale della morte; “I veleni di Cagliostro” (2001) dedicato a Giuseppe Balsamo, Conte di Cagliostro
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Il TEATRO AENIGMA, diretto da Vito Minoia - docente di Teatro di Animazione alla Facoltà di Scienze della Formazione, dal 1987 attua presso l' Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo" un intenso programma di studi, ricerca e produzioni teatrali, ospitando artisti di provenienza internazionale.Tra gli spettacoli più rappresentati ricordiamo “Nof 4” (1993) sulla scrittura murale di Fernando Nannetti nell’ex manicomio di Volterra, “La vita è solo un’ombra che passa sulla terra” (1996) sul lenzuolo-graffito Gnanca na busìa della contadina mantovana Clelia Marchi, “Chissà se i pesci piangono” ispirato alla vita e alla poesia di Danilo Dolci (2000) co-prodotto con la Compagnia del Teatro del Sole-Ente Nazionale Sordomuti di Catania, “Il Pianeta irritabile” (2003) traduzione teatrale del romanzo omonimo di Paolo Volponi. Memorabile rimane la co-produzione e tournée internazionale del “Cymbeline” di William Shakespeare (1993) realizzato in cinque lingue con la partecipazione di 84 attori provenienti dalle Università di Besançon, Djon, Liegi, Urbino, Iasi, Vilnius, Edimburgo, Glasgow.Il TEATRO AENIGMA ha rappresentato i propri spettacoli in diverse città in Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Belgio, Romania, Lituania, Polonia, Marocco, Grecia, Spagna, Slovacchia.Negli ultimi anni ha sviluppato rilevanti attività pedagogiche e sperimentazioni nei territori del Teatro Sociale (Teatro in relazione all'handicap, carcere, disagio psichico, ecc.) partecipando nel 1996 alla fondazione della rivista europea Teatri delle diversità ed attivando alcune significative esperienze di Laboratorio presso il Centro Socio Educativo “Margherita” a Casinina di Auditore (dal 1997) e presso alcuni istituti penitenziari marchigiani (Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro dal 2002, Casa Circondariale di Ancona Montacuto dal 2004).Il Teatro Aenigma è, inoltre, coinvolto attivamente nelle attività promosse dall' A.I.T.U./I.U.T.A. (International University Theatre Association), fondando nel 2002 “Teatri e Contesti – Festival Internazionale delle Arti all’Università degli studi Carlo Bo”..Dal 21 al 26 luglio 2006, in collaborazione con l’A.I.T.U. ha organizzato all’Università di Urbino il Sesto Congresso Mondiale del Teatro all’Università.
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Adamov Arthur (Kislovok 1908 - Parigi 1970), autore drammatico francese di origine armena. Fin dal 1924, ha scelto di vivere ed operare in Francia. Fortemente influenzato da Artaud, Strindberg, Kafka e dall'espressionismo tedesco - cui bisogna sommare la profonda fascinazione esercitata dalle teorie di Freud - A. dà vita nel 1946 a La confessione (L'aveu), vera e propria rivelazione dell'angoscia dell'autore di fronte al vuoto esistenziale, che si concretizza in un processo di progressiva distruzione del linguaggio. Dal 1947 al 1953, A. scrive sei pièce, messe in scena da giovani registi come Jean Vilar, Jean-Marie Serreau o Roger Planchon. Da La Parodie (1947) a L'invasion (1950), da La grande et petite manoeuvre (1950) al Professeur Taranne del 1953, i suoi testi paiono allontanarsi da uno psicologismo tradizionale e dal teatro metafisico per cercare di trasformare - secondo le sue stesse parole - «un sogno o un sentimento personali in una fatalità inflitta all'umantità». |
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