TEATRO FORUM

 

una forma di comunicazione sociale con valenza trattamentale e riabilitativa

 

Attori professionisti e attori detenuti, insieme in tournèe negli istituti penitenziari marchigiani. Replica conclusiva al Teatro Battelli di Macerata Feltria

 

Da martedì 13 a giovedì 15 febbraio 2007 una Compagnia integrata, composta da attori del Teatro Aenigma di Urbino e attori della Compagnia de Lo Spacco della Casa Circondariale di Villa Fastiggi di Pesaro, presenterà negli istituti penitenziari di Ancona Montacuto, Fossombrone, Pesaro, uno spettacolo di Teatro-Forum. L’esperienza si concluderà, con una replica aperta al pubblico, con ingresso libero, venerdì 16 febbraio 2007 alle ore 20.15 presso il Teatro Battelli di Macerata Feltria, con il coinvolgimento Casa Mandamentale presente in quel territorio.

In scena Enzo Cappelli , Romina Mascioli, Ciro Onofri, Francesca Pioggia, Paolo Polverini, Giuseppe Schettin. Drammaturgia e regia Vito Minoia. Conduce il Forum Roberto Mazzini. Documentazione fotografica Franco Deriu, video Maria Celeste Taliani.

La rappresentazione ruota intorno alla vicenda di Danilo, il protagonista, appena scarcerato grazie all’indulto, che al suo rientro a casa troverà grosse difficoltà di reinserimento. Lo aiuteranno sua moglie o sua figlia, l’assistente sociale del Comune o il suo ex datore di lavoro? Come lo accolgono i suoi vecchi amici? E lui stesso cosa può fare?

La vicenda drammatizzata si presenta al pubblico in tutta la sua problematicità. A stimolare una interazione tra la scena e la platea interviene Roberto Mazzini (presidente dell’Associazione Giolli per la promozione del Teatro dell’Oppresso in Italia) invitando gli osservatori a trasformarsi in “spett-attori” alla ricerca di suggerimenti concreti quali ‘agenti di cambiamento’.

Il Teatro Forum permette allora di sondare quel confine labile esistente tra Teatro e Vita, ponendosi alcuni importanti obiettivi quali la riduzione del disagio psico-sociale delle persone coinvolte, la sperimentazione di rapporti interpersonali e l’inserimento sociale in condizioni di disagio.

 

Teatro-Forum, un’immagine di Franco Deriu durante le ultime prove della rappresentazione nella Casa Circondariale di Villa Fastiggi, febbraio 2007

 

Questa particolare modalità di lavoro teatrale, formulata dal regista brasiliano Augusto Boal ideatore del “Teatro dell’Oppresso”, nasce in Perù, casualmente, per l'insoddisfazione di una spettatrice che non riusciva a veder realizzati dagli attori i propri suggerimenti. Il conduttore del Forum, chiamato Jolly, non giudica i diversi interventi ma interpella il pubblico sulla realtà ed efficacia delle soluzioni proposte. Si tratta quindi di un dibattito, però svolto con i mezzi e il linguaggio teatrali. Il  Forum  può  essere considerato anche una sorta  di  brainstorming  su  temi sociali,  durante il quale si prova a sciogliere le  "meccanizzazioni"  che guidano  le nostre risposte ai problemi; come tale è apprezzabile anche se non porta  a scoprire la soluzione a quello specifico problema; sperimentarsi nella situazione fittizia ma protetta e vedere la molteplicità di idee del gruppo può essere un utile passo avanti per affrontare meglio una situazione difficile e complessa.

L’iniziativa è Patrocinata dal Ministero della Giustizia (Dipartimento Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e Direzioni degli Istituti coinvolti), dalla Regione Marche nonché dal Comune di Macerata Feltria e dalla Comunità Montana del Montefeltro-zona B per la replica di venerdì sera al Teatro Battelli.

 

Romina Mascioli

Ufficio Stampa Teatro Aenigma

tel. 333 6564375

 

 

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Approfondimenti:

 

Il TEATRO AENIGMA  svolge dal 1987, presso l’Università di Urbino, una qualificata attività di ricerca nel campo della pedagogia teatrale e del Teatro per ragazzi e giovani. Sviluppa la propria attività, a livello nazionale, sia dal punto di vista produttivo che organizzativo. Attua iniziative di carattere pedagogico rivolte alla scuola e al territorio, articolate in laboratori e produzioni teatrali per e con i ragazzi, stage d’aggiornamento per insegnanti, operatori culturali e giovani. Sviluppa, inoltre, qualificati studi e sperimentazioni sul linguaggio teatrale con finalità educative e socioterapeutiche, partecipando nel 1996 alla fondazione della Rivista Europea “Catarsi-Teatri delle diversità”.

Nell’ambito delle attività di Teatro e Carcere e grazie anche al sostegno del Ministero della Giustizia  nel 2002 è stato inaugurato il progetto “La Comunicazione Teatrale” a favore dei detenuti della Casa Circondariale di Villa Fastiggi – Pesaro, al quale ha fatto seguito nel 2004 l’apertura di un laboratorio teatrale presso la Casa Circondariale di Monteacuto in Ancona e nel 2005 di un terzo laboratorio presso la Casa Mandamentale di Macerata Feltria.

Dal 21 al 26 luglio 2006 il Teatro Aenigma, in collaborazione con  l’International University Theatre Association ha organizzato a  Urbino il Sesto Congresso Mondiale del Teatro all’Università stimolando riflessioni approfondite sulla specificità del Teatro Sociale a livello internazionale.

 

La COMPAGNIA DE LO SPACCO è il nome del gruppo teatrale nato all’interno della Casa Circondariale di Villa Fastiggi di Pesaro grazie al laboratorio “La Comunicazione teatrale” attivato dall’Associazione Culturale Teatro Aenigma. Da ottobre 2002 ad oggi un centinaio di detenuti hanno partecipato alle attività promosse. L’obiettivo principale è stato quello di stimolare la creatività, permettendo ai singoli partecipanti di rappresentarsi e prendere coscienza dei propri mezzi espressivi  e comunicativi. A livello più specificatamente teatrale, sono stati prodotti i seguenti allestimenti/eventi: Antigone da Sofocle- Brecht (Maggio 2003); Teatro-Forum (ottobre 2003 con replica presso il Teatro Sperimentale nel novembre 2003); Le Serve di Jean Genet (Teatro Raffaello Sanzio di Urbino – Giugno 2004); Il Teatro di Jean Genet - “Le Serve” e “I Negri” (dicembre 2004); UBU Roi di Alfred Jarry (dicembre 2005, in collaborazione con la classe III B della Scuola Media “Galilei” di Pesaro); Comedia in Comedia (novembre 2006, di nuovo stimolando una collaborazione con gli studenti della Scuola Media “Galilei”)

Sul progetto sono stati prodotti i documentari  di Maria Celeste Taliani Dentro e oltre: vite parallele (2004), UBU al fresco (2006) e il volume Per uscire dall’invisibile (2004) a cura di David Aguzzi, Vito Minoia. Il 30 Agosto 2006 all’esperienza è stato assegnato il Premio Nazionale Franco Enriquez per l’Impegno sociale e artistico.

 

AUGUSTO BOAL E IL TEATRO DELL’OPPRESSO

 

Chi è Augusto Boal

Nato a Rio de Janeiro nel 1931, è stato regista del Teatro de Arena (São Paulo) dal 1956 al 1971, quando viene espulso dal Brasile esiliandosi prima in Argentina, poi in Perù (dove inizia a formulare i giochi dell'arsenale politico del Teatro dell'Oppresso), infine in Francia dove si stabilisce fino al 1991, creando le tecniche del Flic-dans-la-tete.

Di ritorno a Rio de Janeiro, è eletto Vereador (una sorta di consigliere comunale) per il Partito dos Trabalhadores e svolge il suo Mandato Político-Teatral applicando il Teatro Legislativo a Rio ed in altre città brasiliane ed europee (Londra). E' autore di testi drammaturgici e di libri teorici, alcuni dei quali tradotti in trentacinque lingue. È  attualmente ancora attivo con iniziative formative in tutto il mondo.

Il Teatro dell’Oppresso si basa sul dialogo tra pubblico e attori come simbolo del dialogo che dovrebbe intercorrere tra tutte le parti sociali e le persone. Influenzato dal pensiero del filosofo e pedagogista Paulo Freire (autore della pedagogia degli oppressi), Boal ha diffuso il suo metodo viaggiando in tutto il mondo.

 

Cosa significa “Coscientizzazione”?

Ci si riferisce alla ricerca pedagogica e politica di Paulo Freire. L'obiettivo della coscientizzazione è di potenziare le conoscenze e le risorse dei gruppi facilitando un processo di apprendimento che diventa coscienza critica, "transitiva" e dialogica e potenzialità di "liberazione". La coscientizzazione è una pratica diffusa in molti paesi soprattutto in Sudamerica, centrata sulla fiducia nel "sapere" degli oppressi e sul ruolo problematizzante del conduttore che educa-e- apprende dialogando.

 

Come viene usato il Teatro dell’Oppresso in Italia e nel mondo?

Il Teatro dell’Oppresso è un lavoro di ricerca che un gruppo compie su una situazione di disagio per trasformarla, pertanto si lavora con tutte le persone

dagli insegnanti agli studenti, sul conflitto, l’AIDS, il bullismo e l'intercultura;

da tossicodipendenti in comunità a malati di mente nel Servizi sociali;

con adolescenti e bambini, con genitori e Presidi, con operatori sociali di ogni tipo;

nei quartieri dove emergono conflitti tra generazioni.

In Brasile si lavora con contadini e senza terra, in India con pescatori e bambini di strada, in Canada con gli indiani, in Inghilterra nelle prigioni minorili, in Svezia a scuola sull’alcolismo, in Bosnia sul conflitto e la ricostruzione, e in molti altri modi ancora.

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