Comedia in Comedia

 

L’ARTE SPRIGIONATA: Carcere e Città nel Laboratorio teatrale della Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro

 

Il riscatto di Policinella  e il giuoco della Commedia

 

Mercoledì 22 alle ore 9.30 e giovedì 23 novembre alle ore 13.30 al Teatro di Via Fontesecco 88 a Villa Fastiggi presso la Casa Circondariale di Pesaro sono in programma le ultime due rappresentazioni dello spettacolo Comedia in Comedia della Compagnia de “Lo Spacco”, un’originale formazione di attori e attrici costituitasi attraverso le più recenti sperimentazioni sceniche in Carcere.

Si avvia in questo modo a conclusione il quarto anno di ricerca a cura del Teatro Aenigma diretto daVito Minoia, coadiuvato dall’attore Paolo Polverini.

Un laboratorio artistico e sociale al tempo stesso, che negli ultimi anni ha coinvolto un centinaio di detenuti e che quest’anno vede ancora una volta la partecipazione di una classe della Scuola Media “Galilei”. I ragazzi della IIB assisteranno allo spettacolo degli attori-detenuti nella mattinata di Mercoledì e svilupperanno un proprio progetto espressivo sulla Commedia dell’arte nel corso dei prossimi mesi, sempre con la guida degli esperti del Teatro Aenigma e nell’ottica di un incontro conoscitivo del ‘Pianeta Carcere’ interrogandosi, insieme ai loro professori (ed in collaborazione con i loro genitori) sul disagio sociale e sulle possibilità di prevenirlo.

“L’Arte Sprigionata” è il titolo attribuito ai momenti di visibilità pubblica dell’esperienza voluta dall’ Amministrazione Penitenziaria in collaborazione con il Comune, l’Ambito Territoriale-Sociale di Pesaro, il Teatro Aenigma.

“Naturale è stato il passaggio (afferma Vito Minoia) dalla messa in scena dell’UBU ROI di Alfred Jarry del 2005 (documentato dalle immagini del film Ubu al fresco di  Maria Celeste Taliani recentemente presentato in apertura del Fano International Film Festival) a quella di un Canovaccio manoscritto del ‘Filone Meridionale’ della Commedia dell’arte. La tecnica della recitazione ‘a soggetto’, già utilizzata nel lavoro precedente per favorire il coinvolgimento di attori non italiani in una ricerca di espressione scenica alternativa a lunghi testi da memorizzare, trova le sue origini proprio nella tradizione italiana delle compagnie di Comici ‘girovaghi’ del Cinquecento e Seicento che per primi scelsero il Teatro come professione. Quella della Commedia dell’arte è una storia particolarmente interessante che tutto il mondo ci invidia e che segna altre importanti tradizioni sceniche: ne sono testimoni, ad esempio, Goldoni, Shakespeare, Moliére o ancora fino ai giorni nostri anche Totò, De Filippo, Fo e tanti altri. Con la ‘Commedia all’improvviso’ si assiste all’ingresso delle prime donne in scena (altro simbolo di emancipazione). Nei primi tempi non esisteva un ‘Copione dettagliato’ dello spettacolo (che arriverà solo più tardi con la Riforma voluta da Carlo Goldoni): tutta la messa in scena ruotava intorno ad un ‘Canovaccio’, solitamente scritto dal Capocomico (l’attore più anziano, con maggiore esperienza), che costituiva una sorta di struttura drammaturgica sulla base della quale gli attori potevano costruire un giuoco d’improvvisazione, basandosi su un ‘repertorio’ di trovate acquisite nel corso delle prove.”

Il Canovaccio scelto per la rappresentazione in carcere proviene dalla raccolta di ‘manoscritti meridionali’ più precisamente intitolata“Zibaldone dei soggetti da recitarsi all’Impronto copiati da Antonio Passanti detto Orazio il Calabrese per comando di  Annibale Sersale Conte di Casamarciano”, un volume donato da Benedetto Croce (che era collezionista di quel genere di testi) alla Biblioteca Nazionale di Napoli.

Lo scenario ci dà un’idea del repertorio delle compagnie comiche  che recitavano a Napoli e nelle province napoletane nell’ultimo quarto del Seicento, con al centro le avventure burlesche di Pulcinella.

Simbolo di fame e povertà, ma al tempo stesso anche di ingegno e di buoni propositi, ‘Policinella’ torna ad essere a Pesaro sinonimo di ‘riscatto’ attraverso l’arte. Un modo nuovo per immaginare, ‘nuovi scenari’ per la prevenzione e la sicurezza  o  percorsi diversi di inclusione sociale mediante l’educazione alla teatralità.

 

Il Coro in Antigone da Bertolt Brecht, Casa Circondariale di Villa Fastiggi, maggio 2003, foto di Maria Celeste Taliani

 

 

Approfondimento:

“La comunicazione teatrale” è il titolo del laboratorio attivato all’interno della Casa Circondariale di Villa Fastiggi-Pesaro dall’Associazione Culturale Teatro Aenigma. Da ottobre 2002 ad oggi un centinaio di detenuti hanno partecipato alle attività promosse. L’obiettivo principale è stato quello di stimolare la creatività, permettendo ai singoli partecipanti di rappresentarsi e prendere coscienza dei propri mezzi espressivi  e comunicativi. A livello più specificatamente teatrale, sono stati prodotti i seguenti allestimenti/eventi: Antigone da Sofocle- Brecht (Maggio 2003); Teatro-Forum (ottobre 2003 con replica presso il Teatro Sperimentale nel novembre 2003); Le Serve di Jean Genet (Teatro Raffaello Sanzio di Urbino – Giugno 2004); Il Teatro di Jean Genet - “Le Serve” e “I Negri” (dicembre 2004); UBU Roi di Alfred Jarry (dicembre 2005, in collaborazione con la classe III B della Scuola Media “Galilei” di Pesaro).

Sul progetto sono stati prodotti i documentari  di Maria Celeste Taliani Dentro e oltre: vite parallele (2004), UBU al fresco (2006) e il volume Per uscire dall’invisibile (2004) a cura di David Aguzzi, Vito Minoia. Il 30 Agosto 2006 all’esperienza è stato assegnato il Premio Nazionale Franco Enriquez per l’Impegno sociale e artistico.

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