Artisti dell'Associazione Regresso Arti
1-10 giugno 2007 - Fano, Rocca Malatestiana
inaugurazione 1 giugno ore 18,00
Interverrà Stefano Aguzzi, Sindaco di Fano e Assessore alla
Cultura
Presenterà Maurizio Cesarini

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“DIFENDI CONSERVA PREGA” sono le parole che Pier Paolo
Pasolini ripete in “Saluto e augurio”, ultima poesia in
friulano de “La Nuova Gioventù” scritta nel 1974, anno della
sua morte.
“DIFENDI CONSERVA PREGA” è anche il titolo di questa
operazione artistica, che ha avuto inizio in aprile con la
ripulitura delle Mura Malatestiane a Fano e che vede qui
negli spazi della Rocca la sua fase finale creativa –
espositiva.
Regresso Arti, in accordo con l’Assessorato alla Cultura e
l’Assessorato ai Beni Monumentali del Comune di Fano, ha
offerto il proprio servizio di pulizia da graffiti e smog in
cambio della disponibilità della Rocca per poter organizzare
un evento artistico che comprenderà Pittura, Scultura,
Mosaico, Incisione, Fotografia, Video, Poesia, Musica.
Questo, grazie allo “spontaneismo armato di buona volontà”
del nucleo “Regresso Pro Civitate”, che cerca di imporsi,
attraverso operazioni intellettuali ed operative, sul
degrado e l’incuria dei nostri spazi urbani e mentali.
Per coinvolgere il visitatore nel processo di produzione
artistica, nelle celle della Rocca verranno allestiti
laboratori aperti di Incisione e Mosaico.
L’intento è quello di sensibilizzare i cittadini affinché si
riapproprino della città e ne abbiano cura e quello di far
conoscere ai giovani forme di espressione altre rispetto
alla prevaricazione, al vandalismo ed al gusto della
trasgressione, oggi come non mai mosse da un feroce
conformismo omologante.
Già nel ’68 Pasolini denunciava un certo modo di intendere
la contestazione:
"I contestatori distruggono esattamente quel che il potere
neo-capitalistico vuole abbattere”: i legami tradizionali,
religiosi, l’attaccamento alle radici, il senso comunitario,
la solidarietà con gli altri, il senso dell’autenticità,
dell’austerità, del mistero. E impongono esattamente ciò che
il neocapitalismo vuole imporre: il primato del fare, il
feticismo della roba, la proiezione totale nel futuro, il
culto del progresso, la teologia del cambiamento.(...)
Ancora Pasolini, nel documentario “Le Mura di Sana’a”,
individua il male insito nel progresso:
“Ormai, del resto, la distruzione del mondo antico, ossia
del mondo reale, è in atto dappertutto. L’irrealtà dilaga
attraverso la speculazione edilizia del neocapitalismo; al
posto dell’Italia bella e umana, anche se povera, c’è ormai
qualcosa di indefinibile che chiamare brutto è poco”.
La rivoluzione oggi possibile non può più quindi consistere
in un mutamento totale rispetto al passato, ma nel recupero
di valori che lo sviluppo industriale ha distrutto.
Rivoluzione quindi culturale: il recupero, la conservazione
di modi d'essere non borghesi, la difesa della diversità
dell'antico nelle persone e nelle cose, devono essere le
trincee del rivoluzionario di oggi.
Raccogliamo quindi l’esortazione di “Saluto e Augurio” in
cui Pasolini si rivolge ad un giovane:
“Dentro il nostro mondo, dì di non essere borghese, ma un
santo o un soldato: un santo senza ignoranza, o un soldato
senza violenza.”