|

Mosaico superiore - Prima fase:
geometrie e simboli appartenenti
alla tradizione bizantina

Il Clipeo (scudo)

Le lamie (mosaico superiore)

Particolare del mosaico
inferiore
|
|
La Cattedrale di Pesaro è
ubicata nel luogo che
corrisponde a quello limitrofo
alle mura di cinta e in
prossimità di una delle quattro
porte urbiche dell’antica città
romana. Da questa porta,che si
trova oggi di fronte
all’ingresso della curia,
iniziava la via principale, il
“decumano”(attuale via G.
Rossini e via G.Branca fino a
porta Collina). La facciata
presenta linee romanico
-
gotiche relative alla chiesa del
XIII secolo,la cui costruzione
iniziò alla fine del 1200 e si
concluse nel 1357 con il
completamento del campanile.
L’attuale Cattedrale dalle forme
architettoniche di stile
neoclassico,interamente
ristrutturata nella seconda metà
del XIX secolo su progetto
dell’architetto fermano
Giovanbattista Carducci,venne
ricostruita sul duomo romanico
-
gotico del XIII sec., a sua
volta edificato su una basilica
del VI sec.,la quale sorgeva sui
resti probabilmente di un
edificio (forse di una “Domus
ecclesiae”) adibito al culto
cristiano.
I lavori di scavo iniziati nel
1990 e diretti da Maria Luisa
Polichetti
( allora sovrintendente
ai Beni ambientali e
architettonici delle Marche)
hanno portato alla luce il vasto
mosaico pavimentale superiore
completo di datazione, indicata
da un’iscrizione,rimasta
sconosciuta,in quanto sepolta,
all’architetto Carducci: il
clipeo.
La basilica del mosaico
superiore è stata costruita
sicuramente sotto il pontificato
di Pelagio I (556-561). Il
clipeo rinvenuto è situato nella
porzione del litostroto in
prossimità dell’ingresso
centrale.
Il clipeo è un tondo iscritto in
un quadrato , il cui perimetro è
percorso da una cornice a
treccia con agli angoli quattro
aquile. All’interno del tondo
emerge una scritta a lettere
grandi, nella quale si
legge:”Con l’aiuto di Dio e con
l’intercessione della Beata
Vergine Maria, Giovanni, uomo
illustre e stratega di rango
consolare,originario della
provincia della Misia,ha fatto
costruire dalle fondamenta
questa Basilica, con ogni
devozione”. Si tratta quasi
sicuramente del generale
Giovanni che combattè per
l’imperatore d’oriente
Giustiniano,a fianco di
Belisario prima e di Narsete
poi,durante la guerra
gotico-bizantina, che si
concluse nel 553 dopo aver
provocato rovine,incendi e
distruzioni. Giovanni contribuì
alle ricostruzioni gestite da
Belisario,tra le quali quella
della nuova Basilica.
Nella seconda metà del VI sec.
venne costruito il nuovo
pavimento a mosaico a 50 cm.
circa dal
sottostante,appartenente ad un
edificio adibito al culto
cristiano del IV sec.
Il mosaico pavimentale superiore
della cattedrale di Pesaro,
contemporaneo a quelli scomparsi
delle basiliche ravennati
S.Apollinare in Classe e S.
Vitale, è suddiviso in 20
tappeti e rappresenta una
interessante sintesi della
storia religiosa e sociale dal
VI al XIII sec., dal periodo
bizantino alla nascita delle
nazionalità europee.
Alla stesura originaria del
mosaico del VI sec. appartengono
vari frammenti di tappeti
musivi:l’emblema col pavone, il
primo intercolumnio di sinistra,
la fascia perimetrale a foglie
d’acanto con frutti rossi,
alcune parti iconiche della
navata centrale, i brani
superstiti della navate
laterali.
Il linguaggio geometrico e
simbolico della tradizione
bizantina ( nel VI sec. dal
punto di vista storico si
assiste al ritorno dell’autorità
di Costantinopoli) è basato
sulla specularità dei pannelli,
sulla ripetizione dei simboli
paleocristiani,come colombe,
anatre, cervi,lepri,pavoni,e su
riferimenti cristologici, come
pesci e grappoli d’uva.
Nel corso dei secoli il
pavimento ha subito rifacimenti
(tra l’XI e il XII sec. e
soprattutto tra il XIII e il XIV
sec.). Si riconoscono di
conseguenza linguaggi
diversi,relativi a motivazioni
religiose e sociali mutate.:
riferimenti a testi letterari,
come i Bestiari, il Liber
monstrorum(XI-XI sec.),il ciclo
troiano(la nave posta vicino al
presbiterio) che spostano la
comprensione verso comuni radici
cristiane medioevali europee
evidenziando altre dimensioni
religiose e simboliche e
collegamenti con tradizioni
francesi, bretoni e germaniche.
Vengono raffigurati animali
fantasiosi e spesso
terrificanti, come le lamie,
antichi uccelli vampireschi,che,
secondo la leggenda, succhiavano
di notte il sangue ai bambini,
fatte rappresentare dalla domina
Marota, moglie di un notabile
della Pesaro comunale. Oppure
vengono rappresentate le
sirene,il centauro sagittario
che scocca la freccia contro una
coppia di cervi, il grifone che
assale il cinghiale, il ghepardo
che sbrana un’antilope; oppure
si inserisce un nuovo repertorio
composto di seppie, granchi,
colombe, uccelli rapaci entro
moduli alterati dell’originaria
stesura del VI sec.
Compaiono inoltre i nomi dei
vari committenti appartenenti ai
ceti dominanti,che fanno
inserire figure appartenenti
all’immaginario collettivo non
solo delle classi al potere ma
anche di quelle medio-basse. Le
parti medioevali del mosaico
superiore rappresentano immagini
non meno importanti di quelle
risalenti al VIsec. Conoscere
bene tutto il litostroto
significa sapersi muovere in
vaste dimensioni di tempo e di
spazio e capire percorsi della
storia e della religione,che ci
portano al di là dei confini
cittadini, concentrati in un
unico luogo: la Cattedrale di
Pesaro.
Sotto il pavimento del VI sec.
riportato oggi alla luce, si
celano i resti di locali di
culto cristiani di alto valore
storico(VI-V sec.). E’ certo che
non si tratta di una basilica in
quanto la struttura basilicale
cristiana vera e propria si
consolida alquanto dopo l’editto
di Milano del 313,con il quale
Costantino concede ai cristiani
libertà di culto e proclama la
fine delle persecuzioni. Il
primo impianto della Cattedrale
si sviluppa attraverso 4 vasti
ambienti pavimentati a mosaico.
Gli elementi a
disposizione,anche se
scarsi,fanno ritenere che nel
grande locale centrale i tappeti
siano distribuiti in senso
longitudinale su tre file. Tale
distribuzione sarà mantenuta
anche a proposito dei tappeti
del mosaico superiore.

A cura della Prof.ssa Annarita Bossi
|