UGUCCIONE DELLA FAGGIOLA

 

Capitano d’armi, Uguccione nacque a Montecerignone nel 1250 e viveva nel piccolo castello della Faggiola.
Uguccione , dopo le prime esperienze in Armi contro i Guelfi di Bologna, nel 1285 combattè e vinse contro i guelfi di Arezzo. In questa città ricoprì per quattro anni la carica di podestà.
Fu eletto capitano Generale dai Ghibellini di Cesena, Forlì, Faenza ed Imola. Fu per questo scomunicato dal Papa Bonifacio VIII nel 1296.

Uguccione comprò alcuni castelli sulle alture di confine tra la Toscana e la Romagna; ne fece costruire uno su una altura che prese il suo nome “la Faggiola”. Sembra che la Faggiola di Uguccione fosse quella di Montecerignone dove è nato ma era legato anche alla Faggiola di Casteldelci dove trascorreva buona parte del suo tempo. Nel 1300 fu eletto alla carica di Podestà di Arezzo, vinse e scacciò i Guelfi di Gubbio.
Successivamente , dopo che Uguccione si riappacificò con Malatesta di Verrucchio e Guido III Da Polenta, il pontefice gli tolse la scomunica.
Quando gli aretini lo mandarono come ambasciatore dal papa Bonifacio VIII, venne da questi accolto calorosamente. Strinse amicizia con Dante Alighieri, il quale nel 1308 trovò il modo dall’esilio di fargli giungere la prima cantica della “Divina Commedia”.
Nel 1313 successe all’imperatore Arrigo VII come capo degli eserciti Ghibellini, sconfisse e conquistò Pisa, dove incontrò di nuovo l’amico Alighieri. Divenne podestà e capitano del popolo di Pisa.

A Lucca le soldataglie di Uguccione rubarono il tesoro che il Papa Clemente aveva fatto raccoglire nella città per trasferirlo in Francia, nella nuova residenza papale. Il capitano Uguccione continuò negli anni successivi a combattere contro i Guelfi di Toscana riportando importanti successi, tanto da accattivarsi i favori dell’imperatore Ludovico il Bavaro. Purtroppo però a causa della sua crudeltà verso i nemici, una sommossa popolare riuscì a liberare Pisa e Lucca.
Si rifugiò nel Montefeltro poi si trasferì a Verona dove Dante Alighieri lo raggiunse. Fu nominato Podestà di Vicenza e continuò ad accanirsi contro i guelfi. Morì nel 1319 proprio mentre stava cingendo d’assedio la città di Treviso.

 

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