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Tra i figli illustri del Montefeltro un posto speciale va
attribuito a questa poetessa che a metà del ‘500 era famosa
per i suoi sonetti persino in Spagna.
Mancano i documenti relativi al luogo della sua nascita, ma si
presume che questa sia avvenuta a Sassocorvaro in quanto la
famiglia Battiferri è originaria di Sassocorvaro.
Laura per le sue rime fu lodata ed ammirata da personaggi
illustri dell’epoca: il Tasso, il Cellini, il Bronzino,
persino il Michelangelo. Annibale Caro la cantò nelle sue opere
definendola “onor d’Urbino”.
Figlia naturale del nobile Giovanni Antonio nacque (si dice)
nel 1523. Legittimata dal padre, ebbe una buona educazione
filosofica, umanistica e religiosa. Laura trascorse la
giovinezza alla corte ducale di Urbino dove si distinse per le
sue doti letterarie e poetiche.
Dopo un breve matrimonio (rimase ben presto vedova) si sposò
di nuovo a 27 anni con Bartolomeo Ammannati di Firenze,
architetto e Scultore. Da questo momento la sua vita fu
strettamente legata a quella del marito, che spesso
accompagnava nei suoi viaggi di lavoro.
Laura Battiferri non ebbe figli, e soffrì molto per questo,
tanto da definirsi “arbor sterile” in uno dei suoi sonetti.
Oltre ad essere una donna di cultura, Laura viveva la sua vita
spirituale con profondo senso religioso, era in contatto con
religiose e religiosi ; fu anche benefattrice dei padri
gesuiti di Firenze..
Nel 1589 morì a Firenze dove venne
sepolta nella chiesa di S. Giovannino dei padri gesuiti
lasciando il marito erede dei suoi beni.
Tra le opere scritte da Laura Battiferri le più importanti
sono:
“Le Rime”, “I Salmi”: “lettere a B. Varchi”.
Le Rime furono pubblicate nel 1560 e contengono una raccolta
di 126 sonetti, tredici madrigali, alcune stanse e sestie . |