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Uomo di grande cultura, teologo di fama europea, nasce a
Schieti nel 1925.
Frequenta l’Università Cattolica di Milano; da qui iniziano le
sue ricerche ed i suoi studi sul principio metafisico, verso
il quale nutriva un profondo interesse.
Nel 1960, chiamato da
Carlo Bo, torna in Urbino per insegnare Storia del
Cristianesimo alla facoltà di Lettere. Nel 1969 , sempre
presso l’università di Urbino, fonda l’Istituto di Scienze
Religiose che dirige fino al termine della sua vita.
Attraverso la sua Filosofia della religione e Filosofia della
prassi, il nostro don Italo cerca sempre il confronto con
altre culture, in particolare con quella marxista.
La sua morte, avvenuta a Roma nel 1993, è una grave perdita
sia per l’Università che per Urbino.
Ha pubblicato numerose opere. Nella premessa alla sua opera
dal titolo”Tre follie” egli dice di considerare quelle pagine
il suo testamento “Chi avrà interesse a sapere cosa ho
pensato, creduto, sperato, troverà la sua risposta qui”.
Don
Italo è sempre stato un grande comunicatore dell’amore per la
vita. Dice di lui Carlo Bo “..della sua casa aveva fatto una
sorta di cenacolo aperto a tutti i suoi allievi”.
Don Mancini ha fatto parte della redazione internazionale del
“Concilium”, dove si dibattevano i problemi della Teologia più
avanzata.
Tra le sue maggiori opere ricordiamo: “Guida alla Critica
della ragion pura”; “Filosofia della religione”; “Filosofia
della prassi Morceliana”; “Teologia, Ideologia, Utopia” ;
“Novecento Teologico”; “Scritti Cristiani”; “Diritto e
società”; “L’ethos dell’occidente”; “Dietrich Bonhoeffer”.
Era un teologo molto apprezzato e la sua morte costituisce una
grave perdita per tutta la cultura italiana. |