EVANGELISTA DI PIANDIMELETO

 

Nasce nel 1460 a Piandimeleto. A 28 anni lo troviamo accanto a Giovanni Santi, venuto a lavorare a Piandimeleto in seguito alla chiamata del conte Oliva. Il Santi ha con sé il piccolo Raffaello. Nel 1494 l’ Evangelista viene nominato testimone del Testamento di Giovanni Santi, il quale, essendo molto legato al nostro pittore, morendo gli affida il figlio.
Nel 1500 riceve insieme a Raffaello la commissione della pala di S.Nicola da Tolentino per la chiesa di S. Agostino a Città di Castello.
E’ importante dire che nel documento il nome del giovane Raffaello viene preceduto dalla qualifica di magister che per altro non precede il nome dell’Evangelista.
Non è stato mai possibile attribuirgli con certezza nessuna opera.
Secondo il Venturi però molte tra le tavole non firmate dal Santi sono state dipinte quasi sicuramente dal famulus (come lo definisce Umberto Gnoli) Evangelista: ”La madonna con bambino e santi (nella pinacoteca della Rocca di Sasscorvaro); ”Cristo in croce con santi”( nella chiesa di S. Biagio a Piandimeleto).

Il Vasari lo definisce “garzone di Bottega” mentre Corrado Ricci ed Emilio Zappa lo indicano come pittore a tutti gli effetti. Lisa de Schlegel lo definisce “primo maestro di Raffaello”.
I documenti che riguardano l’Evangelista non parlano in maniera esauriente della sua attività pittorica, vi è testimoniata soprattutto quella di doratore e di decoratore (epitaffi calici e candelabri).
Poco si conosce della sua vita privata, si sa solo che sposò una ragazza orfana dalla quale ebbe alcuni figli. Piandimeleto per ricambiare il suo amore per la cittadina, ha intitolato con il suo nome una delle vie più importanti.

 

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