Urbino – Raffaele Crovi ha reso felice l’intelligenza creativa e la vita di tanti scrittori, poeti, filosofi, giornalisti con le sue imprese editoriali e mediatiche nella Rai. A Urbino era di casa, da quando Carlo Bo gli aveva offerto la possibilità di studiare e laurearsi in giurisprudenza negli anni sessanta. E da allora è cresciuta la rete delle collaborazioni e delle amicizie: un po’ tutti gli urbinati lo hanno conosciuto. Ma specialmente il magnifico rettore negli incontri milanesi con Elio Vittorini, così come don Italo Mancini con la pubblicazione del sorprendente “Tre follie”, Valerio Volpini in cento appuntamenti per la Scuola del Libro. Spesso Crovi ha partecipato a convegni e incontri a Palazzo Petrangolini e nel Circolo Acli. Ogni volta che si commemorava un amico scrittore era presente e portava il contributo di una conoscenza straordinaria che si faceva passione; ed in ogni occasione nascevano idee nuove, proposte impegnative: veniva promosso il sistema dell’invenzione e della fiducia. Il 24 settembre 2000 ha ricevuto a Petriano il Premio Metauro per la poesia dalle mani di Umberto Piersanti. Ha fatto parte del Premio Frontino Montefeltro: in un incontro di premiazione, fine anni ottanta, Carlo Bo lo nominò seduta stante membro della giuria imponendogli una prolusione su editoria e narrativa svolta con successo e apprezzamenti corali. Anche lui è un laureato del Frontino. A Fano è stato sempre presente per sostenere i grandi del Novecento: Fabio Tombari, Luciano Anselmi e Valerio Volpini. Le sue attività, il legame con Urbino rappresentavano quanto faceva anche in ambito più vasto. E’ stato scritto che Crovi era un “autentico protagonista della vita culturale italiana”. E va ricordato che era un cattolico democratico, impegnato sul fronte dei valori cristiani e umani espressi dal Concilio Vaticano II. Due mesi fa mi è giunto il suo ultimo libro di poesia, “La vita sopravvissuta” (Einaudi), dove in un’ampia antologia esistenziale e drammatica, Crovi pubblica anche un testo dedicato a “Urbino”, un riconoscimento ed un monito. Una poesia toccante che riproduciamo. Aveva 73 anni. E’ morto il 30 agosto a Milano.
Gastone Mosci |
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