Murale cancellato


Testo di una osservazione inviata al Corriere circa la polemica sulla questione della cancellazione dell'immagine di Gesù coronato di spine dipinta da una artista in via dei debitori su di un brutto muro di cemento ma in una curva assai pericolosa. Non è in alcun modo ipotizzabile una censura ai contenuti dell'immagine e neppure alla espressione dell'autore ma semplicemente l'applicazione di norme costantemente finora disattese benchè particolarmente rilevanti in una città come Urbino.

Caro "Corriere",
da urbinate cittadino credente e cattolico, ritengo che l'iniziativa dell'Amministrazione comunale di ripulire muri, strade, vicoli, edifici, piazze, lampioni, cartelli stradali ecc da improprie sovrapposizioni sia corretta e doverosa benché assai tardiva. Giusta anche la cautela nei confronti dell'autore che si è assunto la diretta responsabilità del gesto, in sé apprezzabile ma non nel contesto. Non è in discussione perciò la nobile intenzione della comunicazione del giovane artista. Non si tratta neppure del prevalere della norma sulle manifestazioni del sentimento religioso ma del rispetto di una volontà collettiva di riconoscere limiti condivisi alle forme della comunicazione individuale. Del resto chiarissima è l'affermazione della famosa "lettera a Diogneto" (II° sec. d. C),di impressionante attualità: "I cristiani né per ragione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini...Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria ma come forestieri, partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri" (Lettera a Diogneto, V, 1-5): Semmai l'Amministrazione comunale è ora costretta a dimostrare coerenza, rigore, capacità di vigilanza e la stessa severità con tutti compresi gli organi della stessa Amministrazione che spesso sono i primi a trascurare le regole della corretta comunicazione. Ad esempio i manifesti, gli striscioni, i totem che annunciano feste, convegni, incontri, fiere ecc restano sul luogo diverse settimane. L'ultimo esempio è quello della festa del duca (metà agosto). Ancora a settembre sulle porte cittadine sventolavano le gualdrappe di quell'annuncio. Tra l'altro chi autorizza l'uso delle porte storiche per la pubblicità della festa è ben consapevole di contravvenire alle norme che tutelano i beni culturali mentre non si accorge di offendere il sentimento comune di rispetto per gli edifici prestigiosi della città. Speriamo dunque che sia durevole il ripristino della legalità cui dovrebbe accompagnarsi un programma di sensibilizzazione (cioè spiegare il motivo anche se ovvio) per ottenere la collaborazione di residenti ed ospiti della città.

 

Francesco Colocci

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