Lettera aperta a Pierluigi Campagna
operatore turistico
Caro Pierluigi, mi permetto di esprimere, il mio consenso al
tuo impegno nell’ambito della politica del turismo e della
cultura soprattutto quando dichiari, da imprenditore del
turismo, che “questa città ha bisogno di dinamismo e di
sintesi”. Il dinamismo però nasce da una progettualità
amministrativa di ampio respiro che sappia incidere sul quadro
strutturale di scala territoriale. Proponi “un progetto (di
interesse europeo) che preveda la creazione di un laboratorio
delle arti e delle scienze del rinascimento”. Esiste già,
presso gli archivi dell’Urbanistica un “progetto per il terzo
millennio” che è appunto – per definizione della Giunta
proponente - un “progetto-programma per il rilancio della
città di Urbino e del contesto territoriale” che si sostanzia
in un accordo di programma tra i Comuni di Cagli, Fermignano,
Fossombrone, Piobbico, Sassocorvaro, Urbania, Urbino,
Provincia di Pesaro e Urbino, Camera di Commercio, Università
degli studi. Si aggiunge a questo un protocollo d’intesa
firmato dagli enti territoriali, dai sette Comuni dell’accordo
di programma, dalla regione Marche, dalla Provincia di Pesaro
e Urbino, dalla Camera di Commercio, dalla Associazione
industriali, dalla Fondazione cassa di risparmio di Pesaro. Si
trattava proprio di attivare un efficiente laboratorio
territoriale di area vasta per l’applicazione di un modello di
sviluppo a partire dalla tutela, conservazione e riuso dei
beni culturali ed ambientali secondo i principi ispiratori
dell’Unecso, in coerenza con la Carta della Terra e dei
principi di Agenda 21 locale di cui il Comune di Urbino si è
fatto, almeno nel passato recente, promotore. Tutta questa
messe di progettualità non mirava ad un elenco di attività
culturali, per quanto interessanti, ma, alla fine, effimere
perché incapaci di attivare, in profondità, un movimento
economico permanente e progressivo di sviluppo su area vasta,
ma tendeva ad occuparsi delle ragioni strutturali complesse
entro le quali, proprio per la grande visibilità
internazionale di Urbino , città realmente testimone
incomparabile del rinascimento europeo, concordare, in base
alle opportunità, ogni altra attività comprese quelle
artigianali o industriali. Insomma Urbino ed il suo territorio
estendibile a modello per l’intera regione, avrebbe dovuto
proporre concretamente un sistema di vita basato sulla tutela
e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali. Non è una
utopia o almeno non del tutto, perché ci sono le condizioni
oggettive. Recentemente poi il Ministero dei beni culturali,
attraverso una propria finanziaria ARCUS (Arte, cultura
spettacolo) aveva in agenda di includere Urbino e Sirmione tra
gli obiettivi di priorità nazionale da finanziare entro il
2006. Si trattava, da quel che so, di una disponibilità di
risorse fino a mille miliardi di vecchie lire. L’interesse del
Ministero a sostenere un simile onere era derivato proprio
dall’articolazione territoriale su area vasta dell’esperienza
di Urbino elaborato dallo Studio Agoraa. Questa
Amministrazione ha sprecato e respinto irresponsabilmente tale
opportunità. Ti saluto cordialmente.
Francesco Colocci
10/02/05