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Premi ed incentivi negli enti pubblici, invece di essere
stimolo alla “produttività” aziendale – come oggi si usa dire
con linguaggio sindacal/economicistico – sono, spesso, fonte
di risentimenti, divisioni, discordie, non per lo strumento
contrattuale in quanto tale, ma per le applicazioni ritenute
arbitrarie. E’ quanto accade all’Ospedale di Urbino. Protesta,
in particolare, il servizio integrato di diabetologia e
malattie metaboliche. Il responsabile dell’équipe medica e
paramedica dott. Mario Vasta, con una lettera impegnativa e
coraggiosa, almeno in un contesto dove i malumori si
sussurrano, dice chiaro e tondo, a fronte della determinazione
della direzione sugli incentivi: “Sento di dover esprimere il
mio disappunto e sconforto per l’ennesima dimostrazione di
scarsa considerazione che i vertici aziendali hanno riguardo
all’attività del servizio di diabetologia e malattie
metaboliche”. In sostanza il dott. Mario Vasta chiede “con
fermezza che vengano riviste le scelte fatte nella determina
del 29 luglio scorso”. Non difende sé stesso ma il lavoro
dell’équipe che, in molti anni di esperienza, e con strumenti
di molto al di sotto delle necessità e della domanda di
consulenza ed assistenza, in un settore complesso e in
crescente estensione, si è imposto all’attenzione nazionale
tanto che il Servizio integrato territoriale (SIT) di
diabetologia di Urbino è inserito in un progetto pilota del
Ministero della salute ed è stato scelto dal direttore del Tg
nazionale di Rai 2 per due servizi sulle tecniche di cura del
diabete. Inoltre la fiducia ed il gradimento e dei pazienti
sono tali da richiamare circa il 30% della domanda anche da
fuori regione. In particolare Urbino è l’unica struttura
regionale che accoglie i bambini insulinodipendenti a
preferenza del centro regionale pediatrico. Questo è un lavoro
delicatissimo che non fa rumore politico ma impegna
profondamente il personale medico e paramedico. E’ addirittura
una sfida sociale che occorre affrontare su tutto il
territorio e che l’équipe del dott. Mario Vasta affronta
facendosi carico di rischi e disagi solo perché ci sono
esigenze ineludibili ma che l’azienda non riconosce. La stessa
collocazione ambientale del SIT nell’Ospedale, individuata
come provvisoria 15 anni fa, risulta oggi non idonea per tanti
aspetti all’esigenza di risposta alla domanda crescente
dell’utenza. L’ospedale di rete di Urbino deve sostenere le
eccellenze della propria offerta tra cui anche endocrinologia
e correggere le evidenti distorsioni di alcuni settori, specie
di medicina generale e moltiplicare l’organizzazione del
lavoro in équipe per consentire maggiori garanzie
scientifiche, partecipare, come avviene a diabetologia, alla
ricerca e non trascurare mai sia l’aggiornamento della
conoscenza individuale di medici e paramedici come quello
della strumentazione. La rivendicazione del dott. Mario Vasta
non ha solamente il senso di un’equa ripartizione delle
incentivazioni contrattuali ma è il tentativo di mostrare ai
vertici aziendali un metodo di lavoro efficace basato di certo
sull’aggiornamento scientifico ma anche sulla passione e
sacrificio individuale degli operatori che rispondono innanzi
tutto alle esigenze dei pazienti o comunque delle persone che
avvicinano. E’ probabile che il dott. Salvatore Mascaro, nuovo
direttore della zona territoriale 2, prenda molto sul serio
l’appello del dott. Mario Vasta e provveda a dare risposte
concrete (è nel suo stile) alle istanze di due settori
(diabetologia ed endocrinologia) dell’Unità operativa
complessa di medicina.
Francesco Colocci
24/08/04 |