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Riluttanza e disgusto prova chi, specialmente alla prime ore
del martedì, va a fare la spesa al mercatino rionale di via
Rossini, una manica di suolo che prelude all’ingresso “per gli
ospiti”, recita un cartello scritto a mano, al campo sportivo.
Infatti tra pozzanghere, scoli, erbacce, crepe del mal tenuto
asfalto, bidoni dell’immondizia, si trovano anche preservativi
che aggiungono, all’incerta igiene del luogo, ulteriore segno
di degrado ed abbandono. Sono i commercianti a dover sgombrare
quel che contrasta con una attività che riguarda
prevalentemente alimentari come frutta e verdura ma anche
pane, porchetta, affettati vari, specialità cotte e crude,
talvolta vendita del pesce fresco cui si aggiungono venditori
di scarpe e tessuti. Resta poi abbastanza strano il fatto che
il nome di Rossini, ovunque celebrato nel mondo, sia stato
confinato, proprio da Urbino, città di eccellenza per la
cultura, in un viottolo di 100 metri, ben nascosto tanto da
essere meta di incontri fugaci proprio perché buio ed un po’
fuori mano rispetto al traffico delle strade circumvicine (via
Neruda, via Mancini, via Giovanni XXIII, via Gagarin). La zona
resta incustodita ma molto frequentata in occasione degli
incontri sportivi. E’ evidente che occorre una bonifica ed una
razionalizzazione dello spazio per accogliere con dignità il
lavoro dei commercianti ed anche gli acquirenti che sono
tanti, soprattutto di questi tempi in cui i supermercati a
Urbino, in regime di monopolio, fanno i prezzi vicini a quelli
dei negozi normali e restano convenienti solo per le frequenti
offerte. Sarebbe molto istruttivo, per i membri della giunta,
percorrere a piedi le strade di cui si è fatto il nome e
magari anche solo quella principale da porta Santa Lucia fino
all’Istituto d’arte e scendere verso le poche diramazioni per
la Piantata per accorgersi di come sono tenute. Non parliamo
poi dell’illuminazione. Sono tempi duri, questo è vero, ma
amministrare è rispondere ai problemi per complessi che
possano essere senza lasciarli sedimentare ed aggravare fino
alla prossima campagna elettorale.
Francesco Colocci
12/01/05
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