Il mio Fellini e

Premio Fondazione Fellini a Roman Polansky

 

15/20 dicembre Rimini

 

Carlo Verdone apre la seconda edizione degli incontri

 

 

Venerdì 15 dicembre, inizia Il mio Fellini. Dopo il successo dell’anno scorso, anche per il 2006, La Fondazione Federico Fellini ha invitato a Rimini illustri esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura per raccontare il loro personale rapporto con l’arte di Federico Fellini e il peso che i film e la cultura del Maestro hanno avuto nel loro immaginario. Una rosa di nomi d’eccezione: Sandro Bernardi, Vincenzo Cerami, Pier Luigi Cervallati, Vittorio D’Augusta, Giorgio Faletti, Giulio Giorello, Gianfranco Miro Gori, Giuseppe Piccioni, Luca Raffaelli, Domenico Starnone, Marco Vallora e Carlo Verdone. Numerose personalità hanno accettato di partecipare a Il mio Fellini, a prova della grande vitalità del Maestro riminese. Questo il motivo di una seconda edizione, per dare spazio alle numerose testimonianze in grado di illustrare la forte influenza che Fellini ancora esercita sulla cultura contemporanea. Come già annunciato, lo storico cinema Fulgor sarà la sede in cui si svolgeranno le due giornate di incontro culminanti sabato 16 con l’arrivo in sala di Roman Polanski che riceverà dal Presidente della Fondazione Federico Fellini Pupi Avati, il Premio Fondazione Fellini. Il regista polacco, che dopo la premiazione illustrerà il suo personale rapporto col regista riminese, la mattina stessa, sarà a disposizione della stampa. Alle 12.30, presso la sala della cineteca comunale (Palazzo Gambalunga, in via Gambalunga 27), sarà infatti organizzata una conferenza stampa in sua presenza.

 

 

Sarà un Fellini “in bianco e nero” quello raccontato da Carlo Verdone che venerdì 15, alle 16. 30, aprirà i lavori. L’attore e regista romano ha ammesso di amare particolarmente le prime opere del Maestro. “Per me - ha dichiarato - Lo sceicco bianco è una specie di Bibbia, ma sono immensi anche La dolce vita e I vitelloni". Verdone ha dato una piccola anticipazione relativa al suo discorso. "Parlerò della grandezza del Fellini in bianco e nero, che ha ispirato alcuni miei personaggi".

Dopo Carlo Verdone, interverrà Gianfranco Miro Gori, direttore della Cineteca di Rimini, poeta, saggista e organizzatore di numerose manifestazioni cinematografiche, il quale analizzerà il tema del rapporto con la provincia. “È il problema dei provinciali, il continuo conflitto tra la spinta ad andarsene e l’attaccamento fatale alle radici. Vorrei illustrare che cosa ha significato per noi provinciali Federico Fellini e la sua partenza. Anche se a volte è tornato, anche al cinema Fulgor”.

Sincero e intimo il rapporto che il terzo relatore della giornata di venerdì, Luca Raffaelli, considerato uno dei massimi esperti e scrittori del fumetto e del cinema d’animazione, dichiara di avere con l’arte del Maestro.  “Vorrei spiegare come da ragazzo Fellini mi abbia insegnato (o forse dovrei dire illuminato) a capire che ci sarebbe stato un punto di vista diverso della vita (e dei drammi) che vivevo allora. Mi ha spiegato che si può cominciare a ricordare anche quando si pensa solo a ciò che sta per accadere”.

Giulio Giorello concluderà i lavori di venerdì. Attualmente titolare della cattedra di Filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano, Giulio Giorello ha realizzato le prime ricerche in filosofia e storia della matematica e ampliato i suoi studi verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Una mente illustre che ha accettato di unirsi agli incontri de Il mio Fellini e di raccontare l’influenza che i film di Fellini hanno avuto durante la sua formazione.

 

Sabato mattina, alle ore 10, si parte con la proiezione Ciao Federico! (1968), di Gideon Bachmann, backstage del variopinto set di Fellini-Sayricon in cui Fellini viene ripreso mentre dirige gli attori, scherza con le donne, si arrabbia con i tecnici e incontra Roman Polanski e Sharon Tate. Il tutto introdotto dalla voce della madre del regista che parla della sua infanzia.

Alle 11 il primo intervento è di Vittorio D’Augusta, pittore con alle spalle una lunga attività, che ha esposto in importanti mostre collettive presso Gallerie pubbliche italiane ed europee. L’artista cercherà di analizzare il legame esistente tra Fellini e l’arte visiva, concentrandosi su due film per lui particolarmente significativi, Otto e mezzo e Prova d’Orchestra. “Otto e mezzo è stato un film formativo, che andai a vedere quando uscì per la prima volta e che mi colpì molto. Ritengo inoltre che Prova d’orchestra sia un film importante, di cui mi piacerebbe parlare”.

A seguire l’architetto Pier Luigi Cervellati, che ha rilasciato alcune anticipazioni relative al suo intervento: “Il mio Fellini sono le città. Più precisamente sono i luoghi. Luoghi che ricostruisce attraverso la “restituzione” della loro identità. La Rimini, filmata ad Ostia, ne I vitelloni, o la Rimini scenografica di Amarcord, è più vera del vero. Il falso come urticante metafora della realtà. Più Vero del vero. Il mio Fellini è tutto Fellini, perché in ogni film c’è un luogo, una città. Luogo e città finti, scenografici, ma più veri del vero”. Infine l’intervento del critico e storico d’arte Marco Vallora concluderà i lavori della mattinata.

Alle 15, sarà Sandro Bernardi a dare inizio all’ultima fase degli interventi. Professore di storia e critica del cinema alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, il Prof. Sandro Bernardi  ha deciso di dare il suo contributo in merito al tema dell’incontro e di analizzare, con lo sguardo dello storico, l’imponente figura del Maestro riminese. Gli altri relatori che illustreranno il “proprio” Fellini prima della cerimonia di premiazione a Roman Polanski, sono lo scrittore e sceneggiatore Domenico Starnone, che parlerà delle circostanze in cui ha scoperto i primi film di Fellini quando era ragazzo e della grande impressione che gli fece a vent'anni Otto e mezzo; lo scrittore e attore Giorgio Faletti che ha già dichiarato di non aver preparato un saggio critico su Fellini ma che il suo sarà un “contributo affettivo”; infine lo sceneggiatore e scrittore Vincenzo Cerami.

Dopo la consegna del Premio Fondazione Fellini e la testimonianza di Roman Polanski, a Castel Sismondo, alle 19, sarà inaugurata la mostra ispirata al film di Andreij Khrzhanovskij, Il lungo viaggio, che è stato recentemente premiato con la Targa del Presidente della Repubblica come miglior documentario sull’arte italiana. (titolo della mostra: Il lungo viaggio di Fellini. Sogni, disegni, film.). Nei due giorni de Il mio Fellini si potrà visitare anche la mostra G. Mastorna opera incompiuta presente al Museo Fellini, in via Clementini 2, che rimarrà aperta fino al 20 genniao 2007.

Appuntamenti e programma relativi all'incontro Il mio Fellini e alla consegna del Premio Fondazione Fellini a Roman Polanski.

 

Programma (doc.)

Mostre (doc.)

Biofilmografia di Roman Polansky (doc.)

Rosemary's baby (doc.)

Biografie dei relatori (doc.)

Comunicato stampa (doc.)

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