Coppie di fatto

i mestieri del cinema: la regia

 

Prosegue lunedì 5 febbraio, in Cineteca (via Gambalunga, 27) la rassegna "Coppie di fatto. I mestieri del cinema"

 

5 febbraio / 12 marzo - Rimini

 

Lunedì 5 febbraio

ore 16,30 - ingresso libero

 

La donna che visse due volte (Vertigo)

di Alfred Hitchcock, con James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Tom Helmore

Usa 1958, 128’

 

Sofferente di vertigini, Scottie abbandona la polizia, temendo di essere confinato ad un ruolo d'ufficio, ma viene incaricato da un ex compagno di studi di pedinare la moglie Madeleine colta da improvvise crisi d'identità. Quella che per l'uomo inizialmente era solo una sfida poco a poco si tramuta in una missione. Il costante pedinamento procede infatti in parallelo alla progressiva fascinazione di cui rimane vittima Scottie, la cui lucidità si sgretola di fronte al disorientamento della donna.

Elegia tragica sull'irraggiungibilità della donna, La donna che visse due volte è una densa e profonda riflessione sulla sottile linea di confine tra realtà e rappresentazione, verità e illusione. Amore e morte si incontrano e scontrano dando vita ad un apologo che non poteva essere più perfetto.

 

Lunedì 5 febbraio

ore 21,30

 

Velluto blu (Blue Velvet)

di David Lynch, con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern

Usa 1986, 120’

 

Dopo aver trovato un orecchio mozzato in un prato, un giovanotto si improvvisa detective e si ritrova coinvolto nel rapporto sadomasochistico tra una cantante e uno psicopatico, in uno strano mondo vagamente irreale.

Velluto blu è uno dei capolavori di Lynch, autore di un’opera impareggiabile visivamente straordinaria che riesce ad evocare turbamento e stupore con pennellate surrealiste, inquiete ed inquietanti. Il bene ed il male, la purezza e l'orrore si compenetrano, coesistono nella stessa tranquilla cittadina. Micromondi che spesso si sfiorano appena e qualche volta entrano in contatto.

 

 

 

 

 

 

Coppie di fatto – I mestieri del cinema: la scenografia

 

Lunedì 12 febbraio

ore 16,30 - ingresso libero

 

Il pianeta proibito (The Forbidden Planet)

di Fred MacLeod Wilcox, con  Walter Pidgeon, Anne Francio, Leslie Nielsen, Warren Stevens

Usa 1956, 98’

 

Nel 2200 una missione spaziale scende su Altair. In tutto il pianeta di un'intera colonia terrestre solo il professor Morbius e sua figlia, serviti dal robot Robby, sono sopravvissuti alle incursioni di mostruose quanto misteriose entità. Gli astronauti cominciano a nutrire qualche sospetto sul professore quando scoprono a cosa servono veramente i misteriosi marchingegni presenti nel laboratorio.

Classico della fantascienza cinematografica, è una fantasiosa rielaborazione della Tempesta di Shakespeare, in chiave psicanalitica. Uno dei primi esempi "adulti" del genere, e uno dei primi personaggi-robot dello schermo. Un piccolo capolavoro.

 

Lunedì 12 febbraio

ore 21,30

 

2001: Odissea nello spazio (2001: a Space Odissey)

di Stanley Kubrick, con William Sylvester, Gary Lockwood, Keir Dullea

Usa / Gb 1968, 141’

 

Prologo: dopo aver "scoperto" un misterioso monolite un gruppo di scimmie dimostra di possedere la scintilla dell'intelligenza usando un osso come strumento per cacciare, ma anche come arma per uccidere altri loro simili. Nell'anno 2001, un gruppo di esploratori guidati dal sofisticatissimo computer Hal 9000 parte alla volta di Giove. Durante il viaggio il computer si ribella agli ordini, causa la morte di tre scienziati e prende il totale comando delle operazioni. Finché un giorno una persona dell’equipaggio, Bowman, riesce a disattivarlo ma rimarrà risucchiato in un vortice temporale che lo tramuta in feto e lo condanna a vagare nello spazio.

Film visionario, "filosofico", ai limiti della comprensibilità razionale: assolutamente affascinante. Uno dei classici del cinema e fondatore della moderna fantascienza cinematografica, ma anche una abissale meditazione sulla (e oltre la) storia dell'uomo.

 

 

Coppie di fatto – I mestieri del cinema: la fotografia

 

Lunedì 19 febbraio

ore 16,30 - ingresso libero

 

Il ventaglio di Lady Windermere (Lady Windermere’s Fan)

di Ernst Lubitsch, con Irene Rich, May McAvoy, Edward Martindel, Bert Lytell

Usa 1925, 79’

 

Poiché crede che il marito la tradisca, la moglie è pronta a rendergli la pariglia. Ma la presunta amante è invece la madre della donna, che l'aveva abbandonata bambina. Salvato una volta il matrimonio della figlia, lo salverà una seconda, pur costretta per questo a svelare la propria identità e ad allontanarsi per sempre.

Dall'omonima commedia di Oscar Wilde, Lubitsch trae il miglior film del proprio periodo americano prima del sonoro. Una mirabile lezione di messinscena, cinismo e ferocia.

 

Lunedì 19 febbraio

ore 21,30

 

Manhattan

di Woody Allen, con Woody Allen, Diane Keaton, Meryl Streep, Mariel Hemingway

Usa 1979, 96’

 

Isaac Davis ha smesso di scrivere per la tv e progetta un libro dal titolo La sionista castrante; ha alle spalle due matrimoni falliti, vive con la diciassettenne Tracy, ma ha paura del ridicolo per questa sua relazione. Teme anche che la sua seconda moglie abbia messo in piazza i suoi difetti in un libro che sta per uscire.

Manhattan è una pietra miliare nella filmografia di Woody Allen. Il suo scavare nel profondo è sempre insaporito da battute divertenti, molto spesso da uno humour corrosivo, e da situazioni al limite del grottesco. Celebri le "10 cose per cui vale la pena di vivere", e la Manhattan in bianco e nero.

 

 

Coppie di fatto – I mestieri del cinema: la musica

 

Lunedì 26 febbraio

ore 16,30 - ingresso libero

 

Rapina a mano armata (The Killing)

di Stanley Kubrick, con Elisha Cook Jr, Vince Edwards, Coleen Gray, Sterling Hayden

Usa 1955, 86’

 

John Clay sta organizzando un colpo ad un ippodromo. Fanno parte della banda un poliziotto assillato dai creditori, un barista con tanto di moglie malata, un allibratore alcolizzato e un cassiere dell'ippodromo stesso. La rapina, condotta con meticolosa precisione, riesce, ma alla fine all'areoporto per colpa di un'odiosa signora e di un maledetto cagnolino accade l’imprevisto…

"Memorabile poliziesco del giovane Kubrick, un genio del cinema dal talento e dall'eclettismo pari solo a grandissimi come Billy Wilder. Un film secco, tagliente, senza orpelli né chiacchiere inutili, con una sbalorditiva tensione. A Sterling Hayden dal volto di pietra basta un'occhiata per mettere in riga un manipolo di straordinari caratteristi". (Massimo Bertarelli, “Il Giornale”, 7 aprile 2003)

 

Lunedì 26 febbraio

ore 21,30

 

Lezioni di piano (The Piano)

di Jane Campion, con Holly Hunter, Harvey Keitel, Anna Paquin, Sam Neill

Australia / Francia / Nuova Zelanda 1993, 120’

 

1852, una vedova inglese e la figlia, per convenienza familiare, deve trasferirsi su una sperduta isola della Nuova Zelanda e sposare uno sconosciuto. La donna è muta dall'età di sei anni e sembra essere attratta soltanto dalla musica. Finché un uomo, interessato al piano che il marito della donna non vuole, entra nella sua vita e risveglia in lei anche la passione amorosa.

Uno dei film più sontuosi e visionari della Campion e uno dei pochi esempi cinematografici di sguardo femminile consapevole sull'eros. Splendido uso dei paesaggi neozelandesi e musica ipnotica di Michael Nyman.

Palma d’Oro a Cannes 1993, Oscar 1994 per miglior attrice protagonista (Holly Hunter), migliore attrice non protagonista (Anna Paquin) e migliore sceneggiatura.

 

 

Coppie di fatto – I mestieri del cinema: l’interpretazione

 

Lunedì 5 marzo

ore 16,30 - ingresso libero

 

Casco d’oro (Casque d’or)

di Jacques Becker, con Simone Signoret, Serge Reggiani, Claude Dauphin, Raymond Bussieres

Francia 1952, 95’

 

Raymond membro di una banda di balordi incontra Manda, un suo vecchio amico. Grazie a questi Manda conosce e si innamora (ricambiato) di Maria, una prostituta soprannominata Casco d'oro. Il capo della banda, però, geloso, provoca lo scontro tra il protettore di Maria e Manda…

"Splendido, insuperabile capolavoro degli anni Cinquanta del grande e dimenticato Jacques Becker, un nostalgico tuffo nella mala francese di inizio secolo, dove il dramma si fonde con la poesia, l'amore con la morte, l'innocenza con la malvagità. Un bianco e nero di squisita eleganza figurativa: ogni inquadratura è un gioiello." (Massimo Bertarelli, “Il Giornale”, 15 dicembre 2000)

 

 

Lunedì 5 marzo

ore 21,30

 

La signora della porta accanto (La femme d'à côté)

di François Truffaut, con Fanny Ardant, Gérard Depardieu, Henri Garcin, Michèle Baumgartner

 

Bernard e Mathilde si sono amati con passione e si sono lasciati con rabbia. Si ritrovano casualmente otto anni dopo vicini di casa in campagna, presso Grenoble, entrambi felicemente sposati. Malgrado le rispettive famiglie, il loro rapporto riprende regolarmente in una camera d’albergo. Per un po’ il loro amore clandestino funziona, poi lui un giorno

Un melodramma perfetto sull’impossibilità di vivere la passione e dove il destino diventa caso. Seminato dei soliti, deliziosi, tocchi comici tipici del regista parigino La signora della porta accanto è una storia d'amore girata come un thriller, carica di tensione e di inquietudine. Vibrante l’interpretazione dei due protagonisti.

 

 

Coppie di fatto – I mestieri del cinema: gli effetti speciali

 

Lunedì 12 marzo

ore 16,30 - ingresso libero

 

La cosa da un altro mondo (The Thing from Another World)

di Christian Nyby e Howard Hawks, con Margaret Sheridan, Kenneth Tobey, Robert Cornthwaite, Douglas Spencer

Usa 1951, 87’

 

Alcuni scienziati di una spedizione artica trovano una navicella che contiene un essere ibernato. Distrutta per sbaglio la navicella, gli scienziati portano il blocco di ghiaccio con l'essere in laboratorio.

Una volta scongelata la "cosa" prenderà vita: si scoprirà essere una forma vegetale che si nutre di sangue animale.

Fantathriller sul tema dello scontro tra la curiosità della scienza e la necessità di difendere la vita umana, La cosa da un altro mondo è un film dal ritmo perfetto girato quasi esclusivamente in interni (fuori infuria una tempesta), con atmosfere cupe e claustrofobiche. Uno dei classici del genere, da non perdere.

 

Lunedì 12 marzo

ore 21,30

 

Un lupo mannaro americano a Londra (An American Werewolf in London)

di John Landis, con David Naughton, Griffin Dunne, Jenny Agutter

Usa / Gb 1981, 95’

 

Jack e David, studenti americani in vacanza in Inghilterra, vengono assaliti in una notte di plenilunio da una mostruosa creatura. Jack viene orrendamente dilaniato mentre David viene ferito. Ricoverato in ospedale, gli appare in sogno Jack il quale gli dice che lui stesso diventerà come il mostro che lo ha ferito. David non vuole crederci ma al successivo plenilunio si trasforma in un essere mezzo uomo e mezzo lupo che inizia a fare una strage.

Landis dirige con tocco lieve uno dei più riusciti film horror della storia, sempre in bilico tra humour nero e veri momenti di terrore, come le scene di trasformazione, davvero inquietanti, che valsero agli artisti del makeup un meritato Oscar. Da brividi.

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