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PRESENTAZIONE DEL LIBRO "Un ambasciatore del duca di Firenze a Urbino"
Mercoledì 31 maggio alle ore 18,30
nell’auditorium di palazzo Montani
(piazza Antaldi, 2 – 61100 Pesaro) il
prof. Guido Arbizzoni, dell’università
degli studi “Carlo Bo” di Urbino,
presenta il volume n° 22 (2006) di
“Pesaro città e contà”, rivista della
Società pesarese di studi storici,
intitolato:
Un ambasciatore del duca di Firenze a
Urbino
Carteggio Barignani-Guidubaldo II
(giugno-settembre 1558)
a cura di Gianluca Montinaro.
Fabio Barignani (1532-1584) nacque a
Pesaro da una nobile famiglia di
origini bresciane e secondo una
consolidata tradizione familiare si
dedicò a studi giuridici. Fu anche un
buon letterato e di lui restano
lettere, manoscritti e un poema
latino, la Gigantomachia, encomiastico
– come usava nell’Italia delle corti –
nei confronti di Guidubaldo II della
Rovere, duca di Urbino e suo signore.
Il carteggio offerto e commentato in
questo volume è relativo alla prima
missione diplomatica di Fabio
Barignani a Firenze per conto del duca
di Urbino, nell’estate del 1558 (altre
ne seguiranno poi a Roma, a Venezia e
ancora a Firenze).
Documento esemplare di come venivano
trattati gli affari diplomatici
nell’Italia di metà ‘500, le epistole
trascritte – oggi conservate a Firenze
e a Pesaro – gettano uno sguardo
indiscreto e a tratti perfino
irriverente su personaggi che la
Storia ci consegna come remoti e
intangibili. Le missive e i rapporti
del Barignani, come le risposte e le
istruzioni del duca di Urbino, svelano
un mondo di piccoli e grandi
accadimenti, di alleanze e di
inquietudini sullo sfondo delle
“guerre d’Italia” che contrapponevamo
da decenni Spagna e Francia: uno
sfondo nel quale gli Stati italiani si
illudevano di svolgere ancora un ruolo
da comprimari.
Invece quando nel 1584 il Barignani si
spense (…“morì messer Fabio Barignano,
dottor di legge molto eccellente, uomo
buono, prudente e fedele: Iddio
l’abbia nel suo santo regno, come
spero” scrisse di lui Francesco Maria
II della Rovere) l’Italia era ormai
entrata nell’inverno della pax
hispanica.
L’ingresso è libero, la partecipazione
gradita.
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