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I
TEATRI DELLE
DIVERSITA' - Convegno
internazionale
RESOCONTO

Per un Teatro animato da vitalità e
poesia
E’ possibile citare Giuliano Scabia
riportando un frammento da “Le mani
del teatro e i piedi della poesia” (da
“IL TREMITO. Che cos’è la poesia?”,
edizioni Casagrande 2006, presentato
domenica mattina al Convento di Santa
Maria del Soccorso di Cartoceto) per
sintetizzare il senso della
straordinario evento che si è concluso
domenica 22 ottobre in occasione del
decennale della rivista europea
“Teatri delle diversità”diretta da
Emilio Pozzi e Vito Minoia.

Scabia racconta: “[…] Ogni volta
che gli uccellini dei piedi si
svegliano e con qualcuno ci mettiamo
ad ascoltarli allora, dopo un po’,
vedo che succede un gran fatto: che
per un momento troviamo (solo un
momento, ma si sa come rifare) la
gioia. Il Teatro come pian piano ho
imparato a capirlo è un gioco che dà
gioia – se ha gli uccellini dei boschi
nei piedi. […]”.
L’incontro con il poeta e drammaturgo
Giuliano Scabia e quello con il
regista e grande uomo di Teatro del
900 Gianfranco De Bosio (oggi
Presidente della Commissione
Internazionale Opera e Poesia
dell’UNESCO) sono stati i momenti più
alti del Settimo Convegno
Internazionale su “I Teatri delle
diversità” promosso dalla rivista
omonima edita dalla Associazione Nuove
Catarsi di Cartoceto in collaborazione
con il Teatro Aenigma dell’Università
degli Studi di Urbino.
Nel segno del rapporto tra Poesia,
Teatro e Diversità” si è collocato
anche un altro momento di grande
intensità emotiva, vissuto nel
pomeriggio di sabato 21, quando il
gruppo dei partecipanti al laboratorio
diretto da Piero Ristagno e Giuseppe
Calcagno del Teatro Scalo Dittaino di
Catania ha presentato al pubblico l’
esito conclusivo della ricerca attuata
in alcuni giorni di sperimentazione
creativa ed ispirata alla collezione
“L’Italia sepolta sotto la neve” del
poeta Roberto Roversi. “Un evento
giuocato da persone che ci daranno
sollievo” (come Piero Ristagno ha
definito gli operatori ed utenti dei
Centri di Sollievo nell’ambito della
Salute mentale coinvolti nella
rappresentazione) che ha permesso di
comprendere meglio come ci sia
assolutamente bisogno di concedersi
degli spazi di rigenerazione creativa
per riuscire a non annichilirsi nel
mondo della “virtualità dominante”.

Lo spazio più strettamente legato alla Formazione, invece, ha
avuto come protagonisti il regista
Enzo Toma e il Maestro Burattinaio
Mariano Dolci. Toma ha sottolineato
come “Il teatro (sociale) è teatro popolare
nel senso più alto e poetico del
termine” esplicitando il
senso del proprio approccio e
presentando alcune immagini da
creazioni teatrali da lui ispirate
(ricordiamo che martedì 17 ottobre era
stato presentato a Lucrezia di
Cartoceto lo spettacolo “Esiti” della
Compagnia Amici di Luca di Bologna con
attori con esiti di coma e attori
volontari diretti da Toma). La
“Metafora concreta” del Teatro di
Animazione è stata, invece, al centro
della dissertazione di Mariano Dolci
che ha riportato un resoconto del
lavoro sviluppato recentemente a
Charleville in Francia nel simposio
internazionale promosso dalla
Associazione “Marionette et Thérapie”.
Dolci ha anche mostrato al pubblico,
insieme ad Alessandra Amicarelli e
Julie Linquette, le prime prove dello
spettacolo “Le sensate esperienze” sui
dialoghi tra Galileo Galilei e sua
figlia Virginia.

Tra
gli spettacoli, nell’ambito del
progetto “Le Visioni del Cambiamento”
ideato dal Teatro Aenigma per
diventare un vero e proprio Festival a
partire dal 2007, si è distinto il
lavoro “Indignitas” di Daniele
Seragnoli del Centro Teatro
Universitario dell’Università di
Ferrara in memoria della strage alla
stazione ferroviaria di Bologna nel
1980. L’azione scenica, che mercoledì
25 ottobre sarà rappresentata proprio
nella Sala d’aspetto della stazione
del capoluogo emiliano, ha coinvolto
emozionalmente i singoli spettatori
che, disposti tutt’intorno allo spazio
d’azione agito dai 10 giovani attori,
sono diventati drammaturgicamente essi
stessi ‘viaggiatori’ casualmente
riuniti in una sala d’aspetto
immaginaria. Un intreccio di ‘singoli
destini che si incrociano, nel ricordo
di tragico destino riassunto in 85
poesie di Gin Pietro Testa pubblicate
nel volume “Antologia per una strage”
(titolo dichiaratemente ispirato all’Antologia
di Spoon River di Edgar Lee
Master).
La cornice del Teatro della Fortuna di
Fano ha ospitato nella Sala Verdi
l’evento conclusivo del fitto
programma di iniziative. In
collaborazione con il Fano
International Film Festival è stato
proposto il film “UBU AL FRESCO” di
Maria Celeste Taliani
sull’allestimento dell’”Ubu Roi” di
Alfred Jarry a cura della Compagnia
“Lo Spacco” degli attori-detenuti
della Casa Circondariale di Villa
Fastiggi e degli allievi della Scuola
Media Galilei di Pesaro (esperienza
promossa dal Teatro Aenigma al quale è
stato riconosciuto il Premio Franco
Enriquez per l’impegno sociale e
artistico). La Tavola Rotonda
“Carcere, comunicazione espressiva,
territorio”, abbinata alla proiezione,
ha permesso un alto momento di
coinvolgimento del territorio con
riflessioni su quanto è stato attuato
finora e su quello che in prospettiva
si potrebbe ancora sviluppare in
“rete” con le Associazioni di
Volontariato e le Agenzie Educative e
Sociali (tra le altre l’Osservatorio
Permanente sulle Carceri e
l’Associazione Officina Carcere di
Fano).
“Un decennale non autocelebrativo, ma
finalizzato alla immaginazione di
nuovi scenari per lo sviluppo di una
significativa attività teatrale con
finalità educative e socioterapeutiche
o semplicemente animato da vitalità e
poesia” è il commento del coordinatore
del Progetto Vito Minoia, regista e
docente di Teatro di Animazione
all’Università degli studi di Urbino
“Carlo Bo”.
Importanti quest’anno anche i
riscontri istituzionali: il Presidente
del Consiglio Regionale Raffaele
Bucciarelli, intervenuto per
l’apertura ufficiale dei lavori ha
parlato di “un lavoro contro-corrente
che merita una maggiore visibilità”
impegnandosi per la pubblicazione
degli atti del Convegno; il Direttore
Generale del Ministero della
Solidarietà Sociale Giovanni Daverio,
portando i saluti del Ministro Ferrero
che ha patrocinato l’iniziativa, ha
riconosciuto come “qualitativamente
molto alto il livello delle
riflessioni e delle esperienze
riportate a Cartoceto in funzione di
una possibile valorizzazione delle
buone prassi di integrazione sociale
da promuovere sul territorio nazionale”.
Romina Mascioli
Ufficio Stampa Teatri delle diversità |