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Chiusura ufficiale del VI
Congresso mondiale del
teatro all’ università
considerazioni e prospettive

Arrivederci in Messico
nel 2008.
Si chiude oggi, giovedì
27 luglio, il
VI
Congresso mondiale del
teatro universitario
organizzato dalla Iuta (International
university theatre
association), l’Associazione
internazionale del teatro
universitario, in
collaborazione con il
“Teatro Aenigma”, che ha
scelto Urbino quale luogo
della messa in scena di sei
giornate di studio e
spettacoli dedicate alla
riflessione sui ruoli e
sugli obbiettivi dell’attore
o del “performer” nel teatro
universitario.
Ieri, dalle 16 alle 18,
presso il Teatro la Vela, si
è tenuta la chiusura
ufficiale del congresso che
sabato 22 è stato coronato
dalla presenza di Dario Fo,
uno dei massimi
rappresentanti del Teatro
Contemporaneo, che si è
esibito, presso il Teatro
Sanzio, per gli ospiti
provenienti da 35 nazioni.
Al riassunto dei lavori dei
gruppi tematici, i 50
interventi nei gruppi di
lavoro presenti in
rappresentanza nazioni
aderenti all’organismo, è
seguito un dibattito
conclusivo. Centrale la
considerazione
dell’efficacia dell’evento
che, per il concentrarsi di
convenzioni, abitudini,
intelligenze, ideologie e
sensibilità diverse, è stata
occasione non solo di
riflessione e ridefinizione
delle funzioni specifiche
del teatro universitario ma
anche, e soprattutto, la
conferma del valore che esso
stesso possiede quando si fa
promotore di solidarietà e
di cooperazione tra teatri
universitari di tutto il
mondo, un forum unico che
favorisce lo strutturarsi di
scambi comunicativi tra
soggetti di differenti paesi
che, di certo, saranno
prolungati nel tempo. Questa
situazione, tutta italiana
data anche la soddisfazione
degli ospiti per
l’accoglienza cordiale e per
l’efficienza
dell’organizzazione, è stata
l’ennesima risposta positiva
alla missione di
un’associazione che non
tollera discriminazioni
politiche, nazionali,
linguistiche, religiose o
sessuali ma anzi si nutre e
si arricchisce nella
diversità.
La conferenza si è conclusa
con le conferme di alcuni
dei membri del consiglio
direttivo, tra cui quella di
Vito Minoia, vicepresidente
dell’associazione
internazionale e fondatore
del “ Teatro Aenigma”
dell’università degli studi
di Urbino Carlo Bo, e con la
nomina di cinque nuovi
ingressi che corrispondono
all’entrata nel direttivo di
altrettante nuove nazioni:
Chi Woon Ahn, università
Hoseo, Sud - Corea, Nickj
Lizaso, St.Pauls university,
Filippine, Elka Fediuk,
università di Vera Cruz,
Messico, Daniel Ariza-Gomez,
università di Caldas,
Bolivia, Cristina Hernandez,
università di Puebla,
Messico. Il VII Congresso
mondiale del 2008, si terrà
in Messico mentre già si
ipotizzano i luoghi per
l’ottavo congresso, 2010:
Filippine e Australia.
Questa ultima giornata,
fuori programma, sarà un
omaggio a Bertolt Brecht.
Alle 19, Cortile di Collegio
Raffaello, Peter Kammerer,
docente di Sociologia presso
la facoltà di lettere e
filosofia dell’università
degli studi di Urbino “Carlo
Bo” e Graziella Galvani,
attrice, presiederanno alla
conferenza titolata “Bertolt
Brecht a cinquanta anni
dalla scomparsa” e nello
stesso luogo, ore 21.30, la
replica de “Il cerchio di
gesso del Caucaso di Brecht”
interpretato dagli attori
del “Teatro Aenigma” con la
regia di Carlo Formigoni,
allievo poi assistente di
Helene Weigel al Berliner
Ensemble, moglie di Bertolt
Brecht. L’ingresso allo
spettacolo è libero e aperto
alla cittadinanza.
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