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IL CARNEVALE DI FANO

Storia  Personaggi celebri  Itinerari

 

 

 

 

 

 

 

Secondo  Vincenzo Nolfi, studioso e letterato  fanese del 17° secolo, l’origine del Carnevale della cittadina costiera marchigiana  risale al 1300. Infatti il primo documento del Carnevale di Fano risale al 1347 e consiste in una nota di spese che un tale Polo, figlio di Cecile de Messer Piero Del Gatto presenta al Comune  per l’allestimento del “palio de carnevale” e di  “el giucho de carnasciale”.

 

Dopo un lungo periodo di conflitti e rivalità, le due famiglie più in vista di Fano, i Del Cassero  e i  Da Carignano, menzionate anche da Dante nella Divina Commedia, si riconciliarono.

A questa riconciliazione fanno seguito lo stemma di  Fano, il motto “ ex concordia felicitas” ed anche, sempre secondo il Nolfi, il carnevale della cittadina costiera.

 

Il Nolfi  afferma che fino al 1463 (fine del periodo malatestiano) i divertimenti pubblici erano concentrati  esclusivamente durante la settimana grassa (ultima del carnevale). Le manifestazioni che si svolgevano per le vie della città erano sia  quelle tradizionali dei palii sia quelle più popolari  e carnasciali come la corrida con il maiale  ed il lancio delle trippe. Il popolo si divertiva, ma col passar degli anni quest’ ultimo fu giudicato gioco indecente alla vista dei cittadini “ perché riusciva agli occhi delle persone civili più dispiacente che di diletto, fu in Consiglio  preso partito che si abrogasse e in sua vece si sostituisse il tirar di Balestra al bersaglio”.

 

Il carnevale di Fano dunque è uno dei più antichi e costituisce oggi per la città motivo di prestigio.

In una canzone del 1765 vengono menzionate feste con danze, succulenti piatti gastronomici, maschere, scherzi,”cocchi in corso ricchi di oro e di cristalli”, dall’interno dei quali provenivano lanci di dolciumi “e dei confetti sparsi per me (ndr  carnevale) la via biancheggia”.

 

Un altro documento, un manifesto del 1872 ,viene pubblicato per informare i cittadini fanesi della  formazione della “società della Fortuna” (antenata della  attuale  associazione “Ente carnevalesca”) e del programma  dei divertimenti di quell’anno: giovedì grasso-corso di mascherate a piedi con tre premi; Sabato grasso-Corsa di fantini; Domenica-corsa d’onore fra fantini vincitori e grande tombola di l. 1000. due alberi di cuccagna in piazza; Martedì grasso-Corsi di maschere in legno e la cavallo.

Attualmente il Carnevale di Fano è la festa più seguita delle Marche ed una delle più importanti a livello nazionale. Ai suoi corsi mascherati partecipano circa 200.000 persone. Due sono le edizioni nel corso dell’anno: una invernale ed una estiva. La seconda, che viene proposta a scopo turistico, riceve sempre più consenso, sia perché, data la temperatura, propone certi elementi del Carnevale di Rio, sia per l’allegria che trasmette a tutti coloro che partecipano come attori e come spettatori.

 

L’edizione invernale, sempre molto attesa, ha un significato particolare, quello del “Capro espiatorio” , “il pupo “ da portare al rogo. Il “pupo” viene caricato di tutte le colpe dell’anno, di cui i fanesi, sia a livello individuale che collettivo si sentono responsabili. Il carro del “pupo” viene condotto nella piazza centrale, dove il rogo, su cui viene posto, con le sue fiamme pone fine al Carnevale.

Il carro del pupo è accompagnato da altri cinque carri, ognuno dei quali appare come un coloratissimo e festante  palcoscenico, che ospita oltre alle bellissime strutture animate che interagiscono con il pubblico attraverso balli, canti e soprattutto attraverso il lancio di quintali di dolciumi sugli spettatori  che attendono  con allegria a mani levate. I  carri, che si alternano a gruppi danzanti scatenati, a gruppi mascherati spontanei, a bande musicali, si illuminano nell’avvicinarsi alle mura romane e all’Arco di Augusto  di mille colori grazie ai potenti riflettori ed ai bengala.

 

La musica arabita chiude l’allegra sfilata.

La Musica Arabita (arrabbiata)  è  un  complesso musicale popolare fanese nato nel 1923 i cui strumenti e la cui musica furono ideati dal popolo per il carnevale.

 

 

A cura della Prof.ssa Annarita Bossi

 

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