|
"Tragico riso" Premio Leonardo da
Vinci |
Antonio Fabi ha vinto il primo premio della biennale
LEONARDO DA VINCI – Sezione letteratura con il volume “Tragico
riso”, pubblicato dalla Casa Editrice Piero Manni di Lecce
nell’aprile del 2005.
L’opera (un’antologia di epigrammi e di altri brevi pezzi
satirici) contiene un’ introduzione di Enrico Maria Guidi, e
una postfazione di Giovanni Cerri.
In giugno 2005, con il patrocinio dell’Accademia Raffaello, il
libro è stato presentato dallo stesso. Guidi e da Giorgio
Cerboni Bajardi.
Alla fine di novembre, Enzo Rossi – Roiss lo ha
proposto, presente l’autore, all’ Esposizione Nazionale del
libro di Campi Salentina ed ha predisposto una sintesi del suo
intervento:
Antonio Fabi è un poeta perché del poeta ha l’indole ed è
nato, vissuto e continua a vivere a Urbino che è un iperluogo
poetico e artistico da secoli. E’ un poeta perché è uno
svagato compositore di testi per la narrazione poetica di un
vissuto reale, diffuso e ricorrente in ogni epoca e luogo, a
cominciare dall’antichità. Un poeta giocoso e satirico, perché
scrive privilegiando la metafora erudita, l’allusione mordace,
l’ironia pungente, il motto di spirito salace. Certamente
lettore appassionato della “Antologia Palatina”, nella quale
risultano pubblicati 3500 epigrammi dell’antichità,
raggruppati in quindici “libri”: erotici, votivi, sepolcrali,
epidittici, esortativi, simposiaci e satirici, etc
Per quanto riguarda il suo libro intitolato “Tragico Riso”,
edito da Manni a Lecce, la mia opinione e che possa essere
considerato libro scritto da un Autore che si è disciplinato
con restrizioni formali incompatibili con la scrittura di
versi liberi, scevri da ogni regola. Restrizioni assunte
ignorando gli esercizi letterari post-patafisici di Georges
Perec, Raimond Queneau e degli altri scrittori del gruppo
Ou.Li.Po (Ouvroir de Littèrature Potentielle) - Op.Le.Po
(Opificio di Letteratura Potenziale) nella versione italiana).
Un libro scritto prediligendo l’uso della rima e della
metrica, considerati artifici obsoleti da gran parte della
poesia moderna e contemporanea. Per privilegiare gli schemi
del madrigale, dello strambotto toscano e del sonetto caudato,
la pasquineide, la quartina, l’epigramma creato come forma
letteraria autonoma da Marziale nel primo secolo dopo Cristo.
Un libro nel quale I “temi” poetici risultano svolti con
modernità di atteggiamenti e di chiaroscuri, conseguenti allo
studio imitativo dei classici e all’osservanza di schemi
metrici congeniali. Perché il suo autore possiede una vena
indubbiamente satirica che gli consente di esprimersi con
semplicità di linguaggio e di immagini.Un libro scritto
elaborando ogni testo con arguzia ed eleganza, per provocare
risate con levità di tocco, più che suscitare riflessioni
malinconiche con inopportuni narcisismi lamentosi, oppure
indignazioni e risentimenti. Incontestabilmente libro di
poesie, perché contiene esercizi scrittòrii compiuti per dare
consistenza poetica a idee e immagini altrimenti prosaiche,
con rime e misure di piedi e accenti magistralmente accordati.
Un libro nel quale non mancano le note autobiografiche
dissimulate o esplicitate con brio scanzonato e cadenze
felici, in alcuni testi.
Antonio Fabi ha in comune con Marco Valerio Marziale
l’avvocatura. Il poeta latino non la esercitò e di ciò si
dolse o lamentò per la insufficienza e precarietà del suo
reddito, scrivendo in età avanzata “Se io avessi voluto far
l’avvocato e vendere parole ai processati..”. Il poeta
urbinate, invece, l’ha esercitata e continua ad esercitarla
percependo compensi dai suoi processati per le parole che
scrive e pronuncia a loro difesa.
Marziale, dopo aver trascorso 35 anni a Roma, concluse la sua
esistenza nell’anno 104, ospitato e assistito da Marcella,
un’amica di alta condizione (benestante, insomma!), sua
conterranea, a Bilbilis vicino a Tarracona in Spagna, dov’era
nato il 1° marzo dell’anno 39 o 40.
Antonio Fabi continuerà ad abitare in Urbino, dov’è nato nel
1951 e si è acculturato e bi-laureato, dedicando sempre meno
tempo e interessi, però, all’avvocatura, per dedicarsi alla
scrittura poetica.
A tutti noi non resta che attendere la pubblicazione del suo
prossimo libro, del quale mi sono noti il titolo e alcuni
testi.(*)
ENZO ROSSI-ROISS
(*) Dalla presentazione del libro nell’Aula Magna de “La
Città del Libro” a Campi Salentina /Lecce il 25 novembre 2005
|