L´Ottocentocinquanta di Bertone
fu la prima vettura che condussi;
da giovane facevo un figurone,
con questa spyder e con altri lussi.
Ma una Giulia mi colse l´attenzione e
come un buon borghese mi ridussi:
niente ragazze coi capelli al vento,
ma burocrati simili al cemento.
II
In seguito, per neoromanticismo, e
anche perché la Giulia s´era rotta,
mi riportai a un sano socialismo,
presi una Renault Quattro malridotta,
ma solo in apparenza. Fu snobismo?
Non so, ma per quel mezzo ebbi una cotta:
era perfetta, solida, efficiente,
eppur la rivendetti per un niente.
III
Non dirò, Musa e Diva, d´altri mezzi
minori (Cinquecento e Due cavalli),
acquistati di certo a buoni prezzi,
con cui girai solo per le mie valli.
Qualcuno si ridusse in molti pezzi,
senza sinistri, ma per troppi sballi,
imposti da percorsi accidentati
di tanti luoghi antichi e abbandonati.
IV
Col passar dell´età nuove esigenze
mi condussero verso una duemila,
Centotrentuno "Racing", esperienze
sportive: quasi sempre i prima fila
in tante ragguardevoli evenienze
che non cito (sarebbero una "pila").
Questo mezzo, che ancor la storia premia,
mi portò in Ostericche ed in Boemia. V
Quando spuntò la nuova Lancia Delta
ACCA EFFE col turbocompressore,
feci una vile e disastrosa scelta,
abbandonando il precedente amore.
La Lancia era scattante ed era svelta,
ma non aveva stile, né rigore.
Ebbi dopo una più tranquilla Trevi,
che mi apportò notevoli sollievi.
VI
Altri carri e cavalli, altre lettighe
s´alternarono nelle mie rimesse:
l´Ape Cross e la Vespa, buone bighe,
che ancor possiedo e custodisco. Esse,
con aria giovanile da strafighe,
sembrano ormai gentili baronesse.
Ma quel che provocò maggior diletto
per molti lustri fu un Guzzi Galletto.
VII
Era (è arcinoto) la moto dei preti,
comoda per proteggere la gonna,
con la carena quando, molto lieti,
andavano a trovar la loro donna.
Sono laico, ma spiriti inquieti
mi scuotono: non sono una colonna.
Il Galletto mi dava buonumore
ed imitai ben più d´un monsignore.
VIII
Altre vetture andrebbero citate,
Lada Niva, compagna del passato,
la Vitara, che forti nevicate
hanno sempre con classe superato.
Ma quella di maggiore utilitate è
l´attuale con cui ho attraversato
tutta l´Europa, l´Africa e l´Oriente,
guidando le legioni e la mia gente.
IX
La Quadrifoglio Verde Alfa Romeo,
Centosessantaquattro molto rara,
rossa, veloce, comoda: un sol neo:
in ogni senso essa è una bestia cara,
costa quanto la flotta dell´Egeo;
va la benzina come una fiumana.
Ed ora vengo al supremo criterio,
che conta più degli altri ed è il più serio. X
Intendo e voglio dire che lo stile,
che rende originale una vettura è
qualità finissima e sottile.
Vi sono sgorbi che fanno paura:
somigliano ad un cesso o ad un bacile, e
sono frutto di bassa cultura.
S´offendono, con simili trovate,
le vecchie, nobilissime antenate. |
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