"Tartufo" di Carlo Cecchi

 

ATTESA PER L’ANTEPRIMA NAZIONALE DEL TARTUFO DI CARLO CECCHI

 

MARTEDì 6 FEBBRAIO AL TEATRO SANZIO DI URBINO

 

Un vero e proprio evento sarà il debutto in anteprima nazionalemartedì 6 febbraio al Teatro Sanzio di Urbino - del Tartufo di Molière nella messinscena e per l’interpretazione di Carlo Cecchi (replica il 7 febbraio).

 

Tre anni fa i 150 anni di vita del Teatro Sanzio di Urbino furono celebrati con l’allestimento dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello ad opera dello stesso artista, geniale e scontroso maestro, attore e regista tra i massimi della scena italiana. Mentre quello spettacolo ha terminato le sue rappresentazioni a Parigi, nasce questo nuovo progetto che, per decisione dello stesso Cecchi, vede in Urbino il suo punto di partenza.

 

Lo spettacolo - tra i più attesi della prossima stagione prodotto dal Teatro Stabile delle Marche e da Mercadante Stabile di Napoli in collaborazione con Amat e Comune di Urbino - vede Cecchi, accompagnato da una compagnia incredibile per concentrazione di talenti (da Valerio Binasco a Iaia Forte, Licia Maglietta e Angelica Ippolito), confrontarsi per la prima volta con quel capolavoro assoluto che è Tartufo di Molière.

Prima del debutto al Teatro Mercadante di Napoli, la compagnia ha svolto ad Urbino un lungo periodo di prove (31 giorni) che si concluderanno appunto con l’anteprima nazionale dello spettacolo.

 

L’incontro tra Cecchi e Tartufo, atteso da anni come un appuntamento inevitabile, trova finalmente la via della scena. Appuntamento inevitabile perché, se la ricca vicenda degli allestimenti molièriani di Cecchi si svolge sotto il magistero di Cesare Garboli (acuto traduttore ma anche complice di tante avventure sceniche di Carlo Cecchi), è proprio Tartufo – con Don Giovanni – l’archetipo centrale che Garboli pone all’origine della poetica dell’autore francese, per l’impossibilità stessa di definirne lo statuto di personaggio.

Scrive Cesare Garboli nella Prefazione alla traduzione di Tartufo di Molière: “Chi è Tartufo? Un impostore o un eroe? Un’immagine del profondo, o un piccolo arrampicatore sociale, arrivato senza scarpe nella famiglia che lo ospita? Un bersaglio satirico o il giustiziere di una finzione che si ripete all’infinito, e che Molière coglie in un punto qualunque della sua infinita ripetizione, in quel lampo che è appunto l’intreccio del Tartuffe? Simile al bagliore di una certezza improvvisamente negativa, che rischiari di luce vitrea il buio castello di menzogne nel quale viviamo, questo lampo è insieme di rivelazione e disperazione. Dalla commedia delle finzioni, ci avverte Tartufo, non si può uscire. Protagonista del nostro posticcio universo di frodi, egli stesso si dichiara e ci appare come la finzione delle finzioni, l’ultimo inarrivabile enigma.”

Se tale allestimento può definirsi per Cecchi ‘ineludibile’, non è casuale allora che abbia scelto di affrontare la messinscena con compagni fidati, attraverso i quali poter esplorare fino in fondo le dinamiche di quest’opera ricca di stratificazioni. A partire da Valerio Binasco nel ruolo del titolo, attore formatosi con Cecchi e con il quale – basti ricordare il memorabile Finale di partita di Beckett, che li vide protagonisti – forma una coppia di inesauribile fascino. Iaia Forte, Angelica Ippolito e Licia Maglietta, impegnate nei rispettivi ruoli di Dorina, Madame Pernella ed Elmira, rappresentano una perfetta sintesi di prime attrici che hanno segnato con la loro bravura le diverse fasi del percorso artistico di Cecchi.

 

Per informazioni e biglietti (da 10,00 euro a 20,00 euro): Teatro Sanzio (orario: 17-21) tel. 0722 2281; Amat (orario: 9,30-16,30) tel. 071 2072439. Vendita on line su www.amat.marche.it.

Inizio spettacolo ore 21.

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