Programmazione teatrale maggio 2005


14 maggio Pesaro Teatro Rossini

Teatro Valdoca

Paesaggio con fratello rotto
Tre tappe spettacolari ideate e dirette da Cesare Ronconi

PRIMA TAPPA

FANGO CHE DIVENTA LUCE
per 3 animali, un macellaio, un oracolo, un cantore

parole di Mariangela Gualtieri
con Marianna Andrigo, Silvia Calderoni, Leonardo Delogu
Elisabetta Ferrari, Dario Giovannini eMuna Mussie
regia Cesare Ronconi
musiche dal vivo Dario Giovannini
campionamenti Aidoru
scene Stefano Cortesi
costumi Patrizia Izzo
produzione Teatro Valdoca
in collaborazione con Teatro A.Bonci di Cesena
Drodesera > Centrale Fies 2004
con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Emilia Romagna e Provincia di Forlì-Cesena

prima ed esclusiva regionale

Il Teatro Valdoca torna a Pesaro con Fango che diventa luce, la prima tappa del progetto Paesaggio con fratello rotto diretto da Cesare Ronconi a chiusura di TeatrOltre, un palcoscenico "grande 3 città" (Urbino, Fano e Pesaro) per le più importanti esperienze del teatro di ricerca italiano, rassegna promossa dagli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Urbino, Fano e Pesaro in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino e l’Amat.
Tre animali, un macellaio, un oracolo ed un cantore: al centro un altare o forse uno scannatoio, una macelleria. Poi un grande organo che suona dal vivo, imponente. Parole visionarie (di Mariangela Gualtieri), immagini dure e impressionanti. Nuovo appuntamento con il teatro di poesia di una tra le più importanti compagnie italiane, che non ha perso la voglia di “cantare e ballare con la potenza disarmata dei bambini”.

Come attività collaterale allo spettacolo il 13 maggio al Teatro Rossini di Pesaro [Sala della Repubblica] alle ore 17.30 avrà luogo la presentazione del libro “Teatro Valdoca” a cura di Emanuela Dallagiovanna [Rubbettino Editore] con interventi di Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi [Teatro Valdoca].

Ricordiamo che l’Amat per gli spettacoli di TeatrOltre offre un servizio gratuito di pullman da Ancona (prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al n. 071 2075880).
Info e biglietti (euro 10,00 ridotto euro 8,00): biglietteria Teatro Rossini 0721 387621 (aperta dal giorno precedente lo spettacolo con orario 9.30 – 12.30 / 16.00 – 19.00), Amat 071 2072439, www.amat.marche.it (vendita on line). Inizio spettacolo ore 21.15.


Non abbiamo smesso di credere nella forza della poesia, di pensare ad uno spettacolo anche come atto di resistenza contro la Signoria Attuale. Che cosa sia questa Signoria Attuale in parte tutti lo sappiamo e in parte non lo sapremo mai: una forza, comunque, che tenta di fare di noi un ovile muto, di deprimere la nostra vivezza, di metterci sulla schiena pesi schiaccianti. Ci guardiamo intorno e scorgiamo ovunque segni invasivi di questa forza indebolente. Pochi chilometri più in là la vediamo all’opera coi suoi morti ammazzati e bombardati.
Ecco, ci muove una voglia d’esortazione, una paura, una pietà. Soprattutto la voglia di tenerci ben desti, di pronunciare parole troppo taciute, di cantare e ballare con la potenza disarmata dei bambini.
In quest’opera c’è il ritratto, l’istantanea, di qualcosa di attuale e invisibile.
C’è un dolore che sembra riguardare soprattutto l’occidente: la spaccatura micidiale fra noi e l’anima del mondo, quell’energia intuita e sempre tradita, che ci tiene vivi.
Questa “anima del mondo”, taciuta con superiorità dalla scienza, rimpicciolita a corpuscolo con macchie dalla religione, resa ridicola dalla razionalità, resa retorica e melensa dalla lingua corrente, ecc., questo pezzo di brace cosmica che brucia nella terra e in ognuno di noi, questo è ciò che goffamente viene fotografato in questo primo paesaggio. È anche fotografata la distanza fra ciò che sentiamo e il modo in cui viviamo, fra il nostro dentro e il nostro fuori, per dirla semplicemente.
“Come siamo andati lontano da ciò che ci tiene in vita!” grida la filosofia.
Qui appunto si fotografa quella lontananza. Non so se ciò avvenga attraverso i corpi dei tre animali in scena, la loro leggerezza, dolcezza, bizzarria, forza, o se avvenga piuttosto “in mancanza” , cioè in quella sottolineature che prende a volte ciò che viene nominato in assenza. Ho detto ‘goffamente’ per dire che tutto in scena pare fuori misura, perché in realtà è come avere a che fare con un torrente, con un incendio, con un terremoto, con qualcosa insomma che non ci sta dentro la compostezza e la misura di uno stile. Un tema davvero incandescente, in cui è facile bruciarsi la faccia e la veste. Ma pensiamo che il teatro sia proprio questo sporgersi sul presente e cantarlo, come hanno fatto i classici, con la propria lingua, cantarlo ai contemporanei (cioè a quelli vivi con noi adesso), con segni che a loro appartengono. E soprattutto cantare ciò che più è taciuto, con tutti i rischi che ciò comporta. Come sempre di fronte ai lavori di Cesare, la razionalità non è la miglior guida alla visione, quanto piuttosto l’abbandono. La sua regia non procede mai progettualmente, né razionalmente ma per intuito, folgorazioni, strappi, accensioni. E soprattutto nel rapporto stretto con gli attori:
nel breve tempo di prove, le sei figure in scena sono cresciute in modo per me sbalorditivo, hanno assunto forza, pienezza, urgenza, bravura. Ciascuno porta la fiammella avuta in consegna e la rilancia: una sacerdotessa che è tutta pensiero e voce, un macellaio col quale è facile identificarsi, violento e pietoso, sbagliato dalla radice e scatenato, un organista che vola sui pedali di legno e dà suono a tutto ciò che avviene in scena. E da ultimo, di nuovo, i tre animali: la loro forte anima ci fa sentire quanto di noi, adesso, manchi. A loro abbiamo dato le parole di un poeta molto caro alla compagnia: Milo de Angelis.
So che le parole che ci ho messo io sono su un limite, e forse qua e là cadono: insomma consegno un dono avendo a volte le mani sporche. Ma è solo terra, fango: chi vuole potrà scrollarselo di dosso e lasciare che esse facciano il loro lavoro di parole riverberanti. Questo succede quando si scrive dentro la scena, e si è in qualche modo travolti da ciò che ogni giorno, lì dentro, succede.

Mariangela Gualtieri

Il Teatro Valdoca è nato nel 1983 a Cesena, in Romagna, ad opera di Cesare Ronconi regista, e di Mariangela Gualtieri drammaturga.
Coi primi due spettacoli Lo spazio della quiete (1983) e Le radici dell'amore (1984) la Valdoca è presente fin da principio sulla scena europea: sono lavori senza parole, con una cifra stilistica e poetica molto netta. Con Ruvido umano (1986) comincia una ricerca drammaturgica a ridosso della parola poetica, ricerca che avrà piena e matura espressione nella trilogia Antenata (1991/93). In questi anni la Compagnia dà vita ad una Scuola di Poesia che coinvolge i maggiori poeti italiani, fra cui Luzi, Fortini, Bigongiari, Conte, De Angelis, Loi, Maiorino, Cucchi, etc. Il lavoro pedagogico si apre poi all'incontro con numerosi giovani allievi attori, attraverso una vera e propria Scuola Nomade, che sfocia in due grandi spettacoli Ossicine (1994) e Fuoco Centrale (1995).
In questi, musica dal vivo, canto e danza, entrano a dar forza e complessità alla parola poetica, che permane come caratteristica del lavoro della Compagnia. Nel 1997 Nei leoni e nei lupi riunisce sulla scena attori storici della Valdoca ed allievi della Scuola Nomade, secondo una scrittura drammaturgica che li impegna in una grande prova d'attore.
Parsifal Piccolo (1998) e infine Parsifal (1999), prodotto insieme al festival di Santarcangelo, segnano la prima impegnativa prova di riscrittura di un testo della tradizione. Chioma (2000) dà vita ad una figura femminile potente, che ha l’intensità dei personaggi del mito e la spaccatura dell’attuale sfacelo. Del 2001 Predica ai pesci, operetta magica e popolare per due acrobate, una cantante ed un’attrice.
Il 2002 è dedicato alla Scuola d’attore, e a NON-splendore rock, concerto di rock e poesia.
Nel gennaio 2003 i versi per la scena di Mariangela Gualtieri sono editi da Giulio Einaudi.
Dalla Scuola d’attore nasce l’opera corale Imparare è anche bruciare (2003).
L’ultima opera del Teatro Valdoca, Fango che diventa luce (2004), è la prima parte di un progetto in tre tappe dal titolo Paesaggio con fratello rotto.


14 maggio ore 21 - Ancona, PalaRossini


BEPPEGRILLO.IT

Il 14 maggio dopo tanta musica un appuntamento al PalaRossini di Ancona – su iniziativa della società Anno Zero e del Comune di Ancona - con la comicità intelligente e pungente di Beppe Grillo. L’artista genovese presenterà il suo ultimo spettacolo Beppegrillo.it .
“Sono un partigiano della terza guerra mondiale, quella dell’informazione”, dice Grillo. “Nello spettacolo si parlerà di tutto, con enormi schermi. Entreremo nel web, e tratteremo di satanismo, di consigli di amministrazione, della costituzione europea, dei farmaci, del capitalismo senza capitali di oggi, finto”.
“Per Ian Clarke, fondatore di Freenet, l’unico modo per assicurare la sopravvivenza della democrazia è avere la garanzia che il governo non controlli la possibilità dei cittadini di condividere informazioni e di comunicare”, continua Beppe Grillo. “Con tutte queste cose, se riesco a farvi divertire sono bravissimo!”, conclude Grillo.

Inviso agli zar dell'imbecillità televisiva, da oltre 15 anni, puntuale ad ogni tournèe, riempie teatri e palasport della penisola come nemmeno il festivalbar. I suo recital, animati da una sensibilità ambientalista esplicita, densi come un'informativa, istrionici, disarmanti come il suo improbabile Gesù nel film di Comencini, non concedono granché alla faciloneria.

Beppe Grillo nasce a Genova nel 1948. Scopre il proprio talento nei locali della sua citta', ma il vero successo lo trova a Milano quando si esibisce in un provino di fronte ad una commissione RAI (presente anche Pippo Baudo) improvvisando un monologo. Da questa esperienza scaturiscono le sue prime partecipazioni a trasmissioni televisive (Secondo Voi 1977-78 e Luna Park 1979) imponendosi subito con i suoi monologhi di satira di costume e rompendo, con l'improvvisazione, quelli che erano gli schemi "professionali" della televisione. Appare in seguito nelle più importanti trasmissioni nazionali (Fantastico, Domenica In, Festival di Sanremo), concentrando in pochi minuti le sue performance e raggiungendo altissimi indici di ascolto; il suo ultimo monologo al Festival di Sanremo raggiunse i 22 milioni di telespettatori. Il suo modo di fare spettacolo si fa sempre più graffiante e corrosivo, dalla satira di costume passa ad affrontare temi più scottanti di carattere sociale e politico, facendo rabbrividire i vari dirigenti della televisione che nonostante il "rischio" continuano ad invitarlo nelle loro trasmissioni. Oltre agli impegni televisivi e agli innumerevoli spettacoli dal vivo, dove esprime al massimo le sue doti di grande comunicatore, si dedica anche al cinema, realizzando con successo i seguenti films: Cercasi Gesù (1982) diretto da Luigi Comencini (vince il David di Donatello), Scemo di Guerra (1985) con la regia di Dino Risi ( partecipa al Festival di Cannes) e Topo Galileo (1988) con la regia di Laudadio (rappresenta l'Italia al Festival di Rio de Janero) con sceneggiatura e soggetto scritti a quattro mani con lo scrittore Stefano Benni.
Dopo aver vinto ben sei Telegatti, nel 1990 Beppe Grillo "fugge" dalla televisione e cerca scampo in teatro, lasciandosi alle spalle varieta', telegiornali, telequiz, aste e dibattiti. Lo spettacolo portato in scena è Buone Notizie, un vero evento in teatro sia come critica che come presenze di spettatori. Nel novembre del 1991, a tre anni dall'ultima apparizione televisiva di Beppe Grillo, l'Abacus pubblica un sondaggio sulla popolarita' dei personaggi dello spettacolo: Grillo risulta il comico più popolare in assoluto nonostante la sua assenza dalle reti televisive nazionali e private. Nel 1994 Beppe Grillo torna in televisione con due recital dal teatro delle Vittorie che hanno come temi principali la critica dell’economia, della propaganda commerciale e delle speculazioni telefoniche con il numero 144. Batte ogni record d’ascolto per un programma di varieta', le due puntate sono seguite da 15 milioni di telespettatori a sera.
L’ultimo spettacolo prima di Beppegrillo.it è del 2003, Black-out - facciamo luce. Partendo dall’episodio del black-out nazionale del 28 settembre, illustra il declino dell’Italia con episodi della vita quotidiana e con 20 indicatori sociali ed economici.

Per informazioni e biglietti: T.box (c/o PalaRossini) tel. 071 2901224 (tutti i giorni, sabato e festivi esclusi, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30).

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