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La mano. De profundis rock |
LUNEDÌ 8 MAGGIO al TEATRO SANZIO di URBINO per
TEATROLTRE
Urbino - Teatroltre - rassegna promossa dagli
Assessorati alla Cultura dei Comuni di Urbino, Fano e Pesaro
in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino,
l’Amat e l’Eti – torna, lunedì 8 maggio al
Teatro Sanzio di Urbino con il Teatro delle Albe. Lo
storico gruppo della ricerca teatrale italiana presenterà
nella città del Montefeltro La mano. De profundis rock per la
drammaturgia e regia di Marco Martinelli.
Da un romanzo di Luca Doninelli, questo de profundis rock
racconta non solo la tragica, inspiegabile morte di un grande
chitarrista rivissuta dal delirio di sua sorella ma,
soprattutto, indaga il senso del tragico, dell’assenza, della
musica come possessione. È una grande Ermanna Montanari ad
assumerne il ruolo, affiancata da Roberto Magnani, danzando
in tondo sulla scena-disco e inventandosi una voce di roca
potenza per battersi col rock teso e tonante delle risonanze
elettroniche di Luigi Ceccarelli.
Scrive il regista nelle note allo spettacolo: “Leggendo e
rileggendo mi sono convinto che occorreva trasformare il
romanzo in un libretto d’opera. Volevo arrivare a un’opera
per voce sola capace di sdoppiarsi come in trance, in
combattimento con la musica, alla quale chiedere un “de
profundis rock”, una furibonda lamentazione funebre sul corpo
del fantasma. Ho pensato a una riduzione, ma non nel senso
quantitativo, di diminuire, rimpicciolire, bensí in quello
etimologico di re-ducere, ricondurre, operare la reductio ad
unum: andare al punto in cui tutto si concentra, al grido che
tiene in tensione la scrittura del romanzo come su una ruota
di tortura. Senza la ricca “matrice”, senza l’invenzione di
Doninelli il nostro lavoro non esisterebbe: la reductio ad
unum è una trasformazione in senso alchemico, dalla “forma”
romanzo alla “forma” libretto, dalla “materia” letteraria
all’intreccio dei diversi linguaggi scenici. Non è, tale
intreccio, qualcosa che si progetta a tavolino. È un
organismo vivente che si crea e si trasforma nel tempo.
Ascoltando le “voci” di Ermanna e suggerendo a Ceccarelli di
ispirarsi a quelle, di “prenderne nota”, ascoltando le
composizioni di Ceccarelli e chiedendo a Ermanna di farsi
orientare da quella musica prepotente, chiedendo a Roberto di
sfinirsi su quel terremoto di suoni, mettendo Sanchi in
relazione diretta con Longuemare, perché non c’è un “prima la
scena poi le luci”, ma un procedere insieme “senza invidia”:
la luce è spazio, lo spazio suggerisce luce. A me tocca il
ruolo dell’alchimista che chiede a se stesso prima che agli
altri di ascoltare tutti, che non intreccia materie, bensí
maestrie. Persone. Non il progettista che informa i
collaboratori su quello che “devono” fare, ma un capocantiere
il cui piacere è quello di esaltare le arti di ogni
artigiano-autore, finalizzandole con pazienza alla
costruzione dell’opera. Perché l’opera ci sorprenda, per
primi noi che le dedichiamo sonno e veglia. Non Canova, come
modello, piuttosto Gaudí.”
La musica e la regia del suono de La mano – spettacolo
prodotto da Le manège.mons/Centre Dramatique (Belgio),
Ravenna Festival (Italia), Ravenna Teatro (Italia), Le
Phénix-Scène Nationale de Valenciennes (Francia) in
collaborazione con Festival delle Colline Torinesi, Comune di
Ravenna, Edisonstudio-Roma – sono di Luigi Ceccarelli, le
scene di Edoardo Sanchi e il disegno luci di Vincent
Longuemare.
Grazie a Teatro in Trasferta – iniziativa promossa dall’Amat
- pullman gratuito da Ancona per Urbino: prenotazione
obbligatoria (fino ad esaurimento posti) al n. 071 2075880.
Martedì 9 maggio alle ore 11.30 presso il Teatro Sanzio di
Urbino avrà luogo l'incontro con Ermanna Montanari dal titolo
About & into “La mano”.
Info e biglietti (euro 10,00 ridotto euro 8,00): Teatro
Sanzio 0722 2281, Amat 071 2072439,
www.amat.marche.it
http://www.amat.marche.it
(vendita on line). Inizio spettacolo ore 21.15.
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