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A TEATROLTRE TOMMASO RAGNO legge IL GRANDE INQUISITORE di DOSTOEVSKIJ
MERCOLEDÌ 18 e GIOVEDÌ 19 APRILE al MUSEO DELLA CITTÀ di URBINO
Urbino torna ad ospitare TeatrOltre, rassegna di teatro contemporaneo promossa dagli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Urbino e Pesaro, dalla Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, dalla Provincia di Pesaro e Urbino e dall’Amat Il Museo della Città (Sala Mastroianni) apre le sue porte il 18 e 19 aprile alla lettrura de Il Grande Inquisitore - vertiginoso episodio tratto da I fratelli Karamazov di Dostoevskij - ad opera di Tommaso Ragno, protagonista a teatro con maestri della scena come Carlo Cecchi, Luca Ronconi, Massimo Castri e Giorgio Strehler.
Con la sola forza della parola, l’attore dà vita ad un personaggio grandioso e tremendo in un lucido, terribile monologo. Una lettura di estremo nitore e intensità emotiva dedicata ad una delle pagine più belle della letteratura di tutti i tempi. Inchiodato alla parola, lo spettatore è come spinto alla ricerca del grado zero del teatro: uno spazio «pericoloso» in cui l'attore deve battersi in un vero e proprio corpo a corpo con l'autore e perfino con se stesso. Parte del grande flusso narrativo dei Fratelli Karamazov, l’episodio de Il Grande Inquisitore si pone anche come frammento dotato di autonomia. Al centro di esso la leggenda di Cristo - che si immagina ritorni tra gli uomini - e dell'inquisitore che lo condanna come eretico. Il Grande Inquisitore, utilizzando il suo potere e la sua autorità, con la condanna di Cristo impedisce che il genere umano - disponendo del libero arbitrio e professando l'amore come legge di vita - possa perdersi. Infatti, impedendo la libertà e l'amore, ha garantito agli uomini la tranquillità e la salvezza, perché essi non sono pronti ad affrontare il peso della libertà; se Cristo potesse avere l'opportunità di riprendere la sua missione provocherebbe invece la loro distruzione. Il fascino del testo ha destato l’interesse di alcuni tra i maggiori maestri della scena europea, da Luca Ronconi a Patrice Chéreau, fino a Peter Brook, che acutamente ha notato come «in un’epoca in cui le dicotomie che hanno retto il mondo per mezzo secolo si sono dileguate forse l’atteggiamento migliore è quello espresso dal Cristo di Dostoevskij, basato sull’azione, l’esperienza diretta, non la discussione. E l’esperienza diretta è proprio ciò che il teatro può offrire».
Biglietti (intero 10 euro, ridotto 8 euro) e informazioni: biglietteria del Teatro Sanzio tel. 0722 2281, aperta il giorno precedente lo spettacolo dalle ore 17 alle 21 e nel giorni di rappresentazione dalle ore 17 ad inizio spettacolo (ore 21,15). Vendita biglietti on-line su www.amat.marche.it. |
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