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Teatro Stabile delle Marche
Teatro Mercadante Stabile di Napoli
in collaborazione con
Amat Comune di Urbino
progetto per il 150° del Teatro Sanzio di Urbino
SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
con Carlo Cecchi, Luisa De Santis, Paolo Graziosi, Angelica
Ippolito
Antonia Truppo, Alessandro Baldinotti, Isabella Carloni
Francesco Ferrieri, Cecilia Finetti, Paola Giorgi, Paolo
Mannina
Rino Marino, Federico Olivetti, Agnese Paolucci, Stefano
Tosoni
regia Carlo Cecchi
[…] ho già la testa piena di nuove cose! Tante novelle… E una
stranezza così triste, così triste: Sei personaggi in cerca
d’autore: romanzo da fare. […] Sei personaggi presi in un
dramma terribile, che mi vengono appresso, per esser composti
in un romanzo, un’ossessione, e io che non voglio saperne, e
io che dico loro che è inutile e che non m’importa di loro […]
e loro che mi mostrano tutte le loro piaghe, e io che li
caccio via… - e così alla fine il romanzo da fare verrà fuori
fatto.
[Lettera di Pirandello al figlio Stefano, 23 luglio 1917]
Ma non fu il romanzo, fu una “commedia da fare” che venne
fuori fatta: la commedia di quei sei personaggi che lo
ossessionavano perché il loro dramma fosse composto in forma
di romanzo e che, frustrati dal rifiuto persistente
dell’autore, vanno in un teatro sperando di avere migliore
fortuna.
L’ebbero? Sì e no. Perché, se da una parte la commedia dal ’21
in poi si recita su tutti i palcoscenici del mondo, per i sei
poveracci il loro tentativo è destinato ogni volta
irrimediabilmente a fallire; e dei loro slanci, ardori,
fremiti per autorappresentarsi in un dramma, restano solo
degli spezzoni confusi e disperati.
Carlo Cecchi
10 e 11 gennaio 06 | Jesi, Teatro Pergolesi (info: 0731
206888 – www.amat.marche.it)
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AEROS [U.S.A / Romania]
con i campioni olimpionici della Federazione Rumena di
Ginnastica Artistica e Ritmica
coreografie di Moses Pendleton, David Parsons, Daniel Ezralow
Spettacolo di corpi magnifici, sensuali, volteggianti nello
spazio per sfidare ogni legge fisica: questo è Aeros. Corpi in
movimento, corpi in tensione, perfette e flessibili sculture
colte nell’atto supremo di staccarsi da terra e conquistare la
leggerezza del volo. Un viaggio attraverso le più incredibili
e impensabili possibilità fisiche e atletiche dell’uomo. A
vincere è il ritmo travolgente di musiche appositamente
composte, pulsazioni trascinanti che infondono agli atleti
un’energia sconosciuta, condotta e plasmata dalla surreale
immaginazione di Pendleton (leader dei mitici Momix), dalla
fantasia scultorea di Ezralow e dalla vulcanica vivacità di
Parsons.
Il debutto italiano è avvenuto nel corso della stagione
2004/2005 a partire dal Teatro Smeraldo di Milano, dove nel
novembre 2004, in sole due settimane di spettacolo, ha avuto
un riscontro di pubblico (quasi 30.000 spettatori) tale che a
grande richiesta è tornato, a gennaio 2005 per altre due
settimane.
La stagione 2005/2006 vedrà la compagnia esibirsi sui
palcoscenici delle principali città italiane ed europee.
Tre coreografi di fama internazionale, Daniel Ezralow
(fondatore di Iso, sue le coreografie del musical “Tosca” di
Lucio Dalla), David Parsons (fondatore della Parsons Dance
Company) e Moses Pendleton (fondatore dei Momix, sue le
coreografie per l’ultimo show televisivo di Fiorello), in
collaborazione con Luke Cresswell e Steve McNicholas (creatori
di “Stomp”), hanno unito il loro genio creativo alle
straordinarie capacità atletiche dei campioni olimpionici
della Federazione Rumena di Ginnastica Artistica e Ritmica,
per realizzare uno spettacolo unico nel suo genere, AEROS.
La genesi di AEROS risale al 1997 quando Antonio Gnecchi,
produttore teatrale milanese, fu contattato per creare un
nuovo e originale evento. La sua idea fu quella di utilizzare
ginnasti di straordinario livello tecnico, affidandoli alla
guida di tre coreografi di fama internazionale, per realizzare
uno spettacolo in cui fondere humour, sensualità,
sperimentazione e potenza fisica.
La scelta cadde su tre delle menti più geniali della danza
contemporanea, Daniel Ezralow, David Parsons e Moses Pendleton,
affiancati da Luke Cresswell e Steve McNicholas, i geniali
creatori di “Stomp”. A sua volta fu contattata la
pluripremiata Federazione Ginnastica Rumena che scelse i suoi
migliori atleti, tutti ginnasti olimpionici ancora attivi
nella loro attività sportiva.
In una scenografia impalpabile, fatta di sole luci e
proiezioni, unici protagonisti sono gli atleti, i loro corpi
perfetti, carichi di forza, equilibrio e armonia, vestiti dai
costumi disegnati appositamente da Luca Missoni. Corpi
magnifici, sensuali, volteggianti nello spazio per sfidare
ogni legge fisica; corpi reinventati con il linguaggio eterno
e atavico della danza, al ritmo travolgente delle musiche
originali, pulsazioni trascinanti che infondono agli atleti
un’energia sconosciuta, condotta e plasmata dalla fantasia
scultorea di Ezralow, dalla vulcanica vivacità di Parsons e
dalla surreale immaginazione di Pendleton.
Il riscontro della prima messa in scena fu straordinario.
Nacque così l’idea di creare una compagnia stabile, col nome
di Aeros, che si affermò subito per le sue incredibili
capacità atletiche ed espressive, divenendo protagonista, dal
debutto nel 2000 a Los Angeles, di un tour di grandissimo
successo in tutta America.
17 e 18 gennaio 06 | Civitanova Marche, Teatro Rossini
(info: 0733 812936 – www.civitanovadanza.it)
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Compagnia de gli Ipocriti
UNA STORIA D’AMORE Cechov e Olga Knipper
di Francois Nocher, F. Berge, A. Cristophoroff dalla
corrispondenza di Anton Cechov
con Giulio Scarpati e Lorenza Indovina
regia Nora Venturini
Lui, un grande scrittore, medico e uomo di lettere che
scriveva «la medicina è la mia moglie legittima, la
letteratura è la mia amante»; lei, una giovane e brillante
attrice del Teatro d’Arte di Mosca. Anton Cechov e Olga
Knipper si sono scambiati 400 lettere, durante i loro sei
brevi anni d’amore. Da questo epistolario appassionato,
ironico, poetico e commovente, si ricostruisce la storia
intima della coppia: il primo incontro, l’amicizia, la
relazione clandestina, il matrimonio, la morte di lui,
annunciata e repentina.
Tra i due, il Teatro, terzo grande protagonista della pièce,
grande passione che li unisce ma allo stesso tempo li divide.
Assistiamo, attraverso le lettere, alla genesi di Zio Vanja,
Le tre sorelle, Il Giardino dei Ciliegi e vediamo nascere
l’idea della commedia, prendere ispirazione da fatti concreti,
nutrirsi di frammenti rubati alla realtà, svilupparsi e
intersecarsi con la vita dei due amanti, fino a diventare
creatura compiuta, passare dalle mani di lui a quelle di lei,
per poi continuare a vivere sul palcoscenico.
Nelle lettere che Olga scrive dalla tournée, ad un Anton
costretto a lunghi periodi di riposo si possono sentire gli
echi dello spettacolo, della vita di compagnia, dei fermenti
del grande teatro russo di Stanislavskij. Sullo sfondo, il
passaggio del nuovo secolo, pieno di aspettative e
inquietudini.
Dal discorso amoroso emerge un ritratto dei due artisti umano,
quotidiano, carnale e traspare la rincorsa perenne,
irraggiungibile, della felicità. Che, come dice Cechov, non
esiste. “La possiamo solo aspettare, sognare, desiderare…“
18 gennaio 06 | Maiolati, Teatro Spontini (info: 0731
206888 – www.amat.marche.it)
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SE IL TEMPO FOSSE UN GAMBERO
di Jaja Fiastri e Bernardino Zapponi
con Max Giusti e Roberta Lanfranchi
e con Liana Orfei
regia di Pietro Garinei
Scritta da Jaja Fiastri e Bernardino Zapponi, questa commedia
musicale debuttò nel 1986 al Teatro Sistina ed ottenne, per i
due anni di repliche, un grandissimo successo. Ancora oggi,
stando ai risultati di un sondaggio effettuato presso gli
spettatori, risulta essere quella che più di tutti il pubblico
vorrebbe fosse ripresa.
Merito della storia che offre momenti di grande divertimento,
delle musiche di Armando Trovajoli, capace come sempre di
inventare melodie e orchestrazioni che rimangono nell’orecchio
e nel cuore dello spettatore. In questa versione rimangono
anche dell’originale le scene di Uberto Bertacca e i costumi
di Folco mentre le coreografie, tutte completamente nuove,
sono di Gino Landi.
La vicenda si snoda a Roma tra il tempo presente e il 1928.
Adelina è una vecchietta centenaria che proprio il giorno del
suo centesimo compleanno esprime un desiderio segreto: tornare
ventenne per sposare quel nobile che le aveva chiesto la mano
e che lei aveva respinto. E per veder realizzato questo suo
sogno sarebbe disposta a vendersi l’anima. Max, un diavolo di
passaggio, la sente e ne approfitta: la ringiovanisce e la
riporta indietro nel tempo, in cambio della promessa di avere
la sua anima. Tornata ad avere vent’anni Adelina si ritrova
giovane fioraia a Campo Dei Fiori. Ma non può tutto essere
così semplice perché se il diavolo fa le pentole non fa i
coperchi. Sia Max che Adelina infatti non prevedono che al
cuore non si comanda…
Il cast, vede Max Giusti nel ruolo del protagonista, ancora
impegnato in una commedia musicale dopo il personale successo
ottenuto nel ruolo di Toto in Aggiungi un posto a tavola e
dopo essere diventato la rivelazione comica di questa stagione
televisiva con la sua presenza nella trasmissione televisiva
Quelli che …. e con le sue imitazioni del Presidente della
Lazio Lotito, di Tonino Guerra, di Biscardi ecc…. Accanto a
lui debutta nella commedia musicale, qui nel ruolo di Adelina,
Roberta Lanfranchi conosciuta dal pubblico televisivo per la
sua partecipazione a numerose trasmissioni come lo show del
sabato sera accanto a Claudio Amendola. Mentre nel ruolo del
Principe Poniatovsky l’attore di cinema, teatro e televisione
Pietro de Silva, già conosciuto per la sua partecipazione in
Alleluia Brava Gente di Garinei e Giovannini e la recente
interpretazione cinematografica di Non ti muovere per la regia
di Sergio Castellitto. Con loro Liana Orfei nel ruolo della
Sora Lalla, la madre di Adelina. Completano il cast Rosanna
Ruffini nel ruolo di Sora Cleofe e Vincenzo Failla che
interpreta il diavolo, e 20 tra solisti e soliste.
24 e 25 gennaio 06 | Civitanova Marche, Teatro Rossini
(info: 0733 812936 – www.amat.marche.it)
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IÑAKI URLEZAGA & BALLET CONCIERTO
DON CHISCIOTTE
coreografia di Marius Petipa e Aleksandr Gorski
musica di Ludwig Minkus
adattamento coreografico di Lilian Giovine e Iñaki Urlezaga
Della generazione artistica successiva a Julio Bocca e a
Maximiliano Guerra, Iñaki Urlezaga, per diversi anni étoile
del del Royal Ballet di Londra, si è imposto nel mondo come il
nuovo astro argentino del balletto, virtuoso e brillante come
i suoi predecessori. Dotato di una prestante figura scenica da
“danseur noble”, Urlezaga esibisce al tempo stesso una tecnica
classica spettacolare, presentandosi come uno dei danzatori
più completi nel panorama della danza maschile di oggi.
Dopo una brillante carriera prima al Teatro Colón di Buenos
Aires e successivamente al Royal Ballet di Londra, dove è
stato invitato da Antony Dowell nel 1995, Iñaki Urlezaga ha
fondato una propria compagnia in Argentina con la quale ha
rimontato titoli di repertorio del balletto, tra cui il
celebre e sempre amato Don Chisciotte.
La compagnia Ballet Concierto, diretta da Esmeralda Aguglia e
Lilion Giovine, è stata pensata e fondata da Iñaki Urlezaga
nel 1998 ed è formata da ballerini professionisti, provenienti
per lo più dalla famosa scuola del Teatro Colón (in cui si
sono formati tra gli altri Julio Bocca e Maximiliano Guerra) e
da giovani talenti cresciuti in seno alla compagnia stessa.
Dall’anno di creazione in poi la compagnia, con Iñaki Urlezaga
come primo ballerino (insieme a Roberta Marquez, pure étoile
del Royal Ballet), si è esibita in molti spettacoli e tournées
in Argentina e fuori e ha partecipato a numerosi festivals
internazionali.
Don Chisciotte è in una versione coreografica sostanzialmente
tradizionale che si rifà al capolavoro di Marius Petipa,
completa ma snellita per renderla più gradevole al pubblico di
oggi. Del tutto fedeli al classico di Petipa sono i brani più
celebri di questo balletto, la variazione di Kitri del primo
atto, il duetto con Basilio, la variazione di lui, le
Seguidillas, gli Amici con le loro variazioni, i Toreri e la
scena della “danzatrice di strada”, lo squisito atto del
Sogno, il brillante Grand Pas del terzo atto e il finale
festoso con l’intera compagnia.
Un vero classico, sempre amato dal grande pubblico per la sua
vivacità ma ricco di autentiche bellezze coreografiche.
24 gennaio 06 | Urbino, Teatro Sanzio (info: 0722 2281
– www.amat.marche.it)
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HENRI OGUIKE DANCE COMPANY [Inghilterra]
New works
coreografie di Henri Oguike
[prima ed esclusiva italiana]
Conosciuto in Inghilterra come uno dei più talentuosi
coreografi e ballerini della scena contemporanea, Henri Oguike,
che dopo il successo nel festival estivo torna a Civitanova,
sa avvolgere il pubblico attraverso un inedito dialogo tra la
componente musicale e il lavoro dei danzatori, giovani pieni
di voglia di spingere i propri corpi oltre ogni limite,
coniugando una grande energia al virtuosismo. Informale
condivisione di un work in progress con le coreografie di
Henri Oguike, tra cui una rielaborazione di Tiger Dancing,
straordinaria collaborazione musicale tra il compositore
contemporaneo Steve Martland e il coreografo Henri Oguike.
Creato su una partitura appositamente commissionata e
interpretata dai migliori musicisti della Britten Sinfonia,
questa veloce ed animata coreografia trae ispirazione del
poema The Tiger‚ di Blake.
Fondata nell’autunno 1999, la Henri Oguike Dance Company si è
rapidamente affermata conquistandosi i favori del pubblico e
della critica. La sesta stagione della Compagnia presenta una
serie di coreografie di Oguike che coniugano l’intensa
musicalità e la coreografia del suo creatore.
Le coreografie di Henry Oguike coniugano una potente energia
teatrale a una danza virtuosa e a una vivida atmosfera
drammatica. Oguike si dedica al rapporto tra danza e musica
dal vivo; nelle sue ultime coreografie si è avvalso della
musica di René Aubry, Bill Evans e Dmitrij Šostakovič.
Ogni anno la Compagnia è in tournée per circa nove mesi e
porta avanti una serie di master classes e programmi
educativi/formativi in Inghilterra e all’estero. Oguike e la
sua Compagnia sono stati invitati in teatri prestigiosi, quali
la Queen Elizabeth Hall (Londra) e il British Dance Editino
2004 (Cambridge). Ogni anno poi, la Compagnia si esibisce nei
maggiori festival di danza e di musica, quali il Cheltenham
Music Festival, il Ludlow Music Festival, il Sinora Festival
(Portogallo), il Dance Europa (Israele) e il Monaco Dance
Forum (Montecarlo).
Nell’aprile 2002, la Henri Oguike Dance Company ha formato
un’altra Compagnia, H2O, che si esibisce in numerosi festival
di danza in Gran Bretagna. Nella primavera 2003 H2O è stata
invitata dal Dance East per una serie di spettacoli nel
Suffolk.
La Compagnia è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra
i quali il Time Out Live Award 2001 come migliore nuova
compagnia di danza. Nel 2003 la Compagnia è stata candidata al
Critics Circe National Dance Award per il suo repertorio.
27 gennaio 06 | Civitanova Marche, Teatro Annibal Caro
(info: 0733 812936 – www.civitanovadanza.it)
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Cirque Éloize
LE NOMAD
La nuit, le ciel est plus grand
creazione di Daniele Finsi Pasca e Jeanot Painchaud
con gli artisti del Cirque Éloize
direzione artistica di Jeanot Painchaud
All'inizio degli anni '80 il Canada è testimone di un nuovo
modo di fare circo. Animati da una grande passione sette
giovani artisti originari delle Isole della Madeleine e
diplomati alla Scuola nazionale del circo di Montréal, nel
1993 uniscono i loro talenti per far incontrare il circo
tradizionale con la danza, la musica e il teatro. Chiamano
éloize la loro compagnia, con il nome con cui, nel loro paese,
il Canada, vengono chiamati quei lampi di luce che compaiono
improvvisamente all’orizzonte durante l’estate. In poco più di
un decennio quell’energia ha portato il Cirque Éloize a
realizzare 2000 spettacoli in 20 Paesi, affascinando milioni
di spettatori con originalità e prodezze di questa comunità di
performers canadesi, svizzeri, francesi, polacchi e guineani:
un’esuberante famiglia che trasforma ogni notte in una
fioritura di acrobazie, danze e canzoni.
In Nomade lo spettatore viene coinvolto in una celebrazione
del “vagabondo” immaginario, in un’avventura dai tratti
felliniani e sognanti. “Nei miei lavori l’immaginazione – dice
Daniele Finzi Pasca- ha origine da una fonte insolita: la
memoria collettiva dei miei antenati, la storia alla quale
appartengo. La mia memoria è piena di luoghi che non ho mai
visto, visi che non ho mai incontrato. Tuttavia grazie ai
racconti di mia nonna, queste sono persone e luoghi che io
conosco benissimo… Durante il lungo viaggio che è la vita,
siamo tutti dei nomadi. Passiamo da un amore all’altro da un
dolore all’altro. Tuttavia in questo percorso alcuni viaggiano
nella luce, altri dormono sotto le stelle con la luna al posto
del cuscino: per loro è tutto così chiaro: di notte, il cielo
è infinito”.
Il nomadismo non è solo spostamento fisico: il vero nomade
oscilla sull’altalena tra passato e presente, modernità e
tradizione, risata e malinconia.
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