Stagione teatrale febbraio 2006


Mercadante Teatro Stabile di Napoli
in collaborazione con Compagnia Falbalas, Napoli Scena Internazionale, Teatro Petrella di Longiano
L’ORSO e UNA DOMANDA DI MATRIMONIO
di Anton Cechov
con Giuseppe Battiston, Roberto De Francesco, Teresa Saponangelo
regia di Francesco Saponaro

Anton Cechov, medico e scrittore, insiste sul suo ruolo di testimone della realtà. Rifiuta ogni etichetta ideologica preconfezionata. Non concede soluzioni consolatorie. Rifugge dalle falsità e si concentra, prima di tutto, sulla preminenza dei fatti. Nella sua opera la vita si mostra così com’è: una farsa impenetrabile, dove tutto trascolora e si muove, una giostra di fanatismi e di meditazioni per gente mediocre e di cervello corto.
Falbalas si avvicina a L’orso e Una domanda di matrimonio, due “scherzi” come lo stesso Cechov ebbe a definirli, con la consapevolezza che a teatro, come nella vita, l’umanità resta profondamente stupida. I personaggi de L’orso e Una domanda di matrimonio sono pieni di sorprendente vitalità. Fremono come esseri puerili, prigionieri di ambizioni futili. Sono logorati dal bisogno dei quattrini e dalla brama del possesso ma non dimenticano le piccole, inevitabili, rivelazioni dell’amore, gli svenimenti e le capricciose pulsioni dell’eros. La loro natura, talvolta irriverente e irascibile, è pronta a esplodere e a ripiombare, d’improvviso, nelle brume della soffocante provincia campestre che l’ha generata.
Anton Cechov è un classico; e i classici appartengono sempre a un tempo che deve ancora venire. Rispetto al suo tempo, al tempo che egli volle rappresentare, quello che oggi non è cambiato è il senso di vivere senza orizzonti, di appartenere a un mondo incancrenito e decrepito. Ci illudiamo. Nel frattempo, la vita scorre comica e ingloriosa, come in un vaudeville delle vanità, una buffa commedia dell’incertezza. Francesco Saponaro

2 febbraio 06 _ Camerino, Teatro Marchetti (0733/559825 Amat 071/2072439_ www.amat.marche.it)
3 febbraio 06 _ Civitanova Marche, Teatro Annibal Caro (info: 0733 812936 _ www.amat.marche.it)
4 febbraio 06 _ Mogliano, Teatro Apollo (info 0733 559825 Amat 071 2072439 _ www.amat.marche.it)

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Società per Attori
LA FORZA DELL’ABITUDINE
di Thomas Bernhard
con Alessandro Gassman
Paolo Fosso, Sergio Meogrossi
e gli artisti del Circo Colombaioni
regia di Alessandro Gassman

prima assoluta

L'unica possibilità vitale nella lotta per sopravvivere è l'arte come forza dell'abitudine, ci dice Thomas Bernhard. In questa rilettura del testo, Alessandro Gassman profonde una grande energia connotandolo come un giocoso, intenso e divertente apologo.
Il lavoro quotidiano maniacale per raggiungere la perfezione viene preteso dal patron del circo come abitudine quotidiana, come forza dell'abitudine. I suoi circensi, il giocoliere, il domatore, la ballerina, il nano buffone, sono costretti a una impossibile ricerca della esemplare esecuzione del quintetto de La trota di Franz Schubert. Sforzo improbabile, inutile, che non porterà mai a un risultato perché la vita stessa di girovaghi che conducono, costellata di incidenti, dissapori, inquietudini, non lo può permettere. L'unico a non arrendersi sarà proprio il patron del circo, convinto che fuori dalla perfezione non c'è vita. E così ogni giorno un'altra città, un altro pubblico, un altro inutile tentativo di raggiungere la compiutezza nell'arte.

La forza dell'abitudine è, come tutti i testi di Bernhard, una meravigliosa metafora della vita e dell'incapacità degli artisti a veder realizzata compiutamente la propria arte. Un'utopia che il nostro protagonista, il direttore Caribaldi, da anni non solo anela di raggiungere ma che tenta di imporre ai propri squinternati "subalterni".
La comicità assurda che scaturisce dal gruppo di circensi descritti dall'autore, coinvolge inevitabilmente tutti noi: chi di noi non ha, almeno una volta nella vita, desiderato di raggiungere nell'arte, nel lavoro, mete più alte di quelle che prevedibilmente si era prefissato? Il raggiungimento della perfezione, senza compromessi, senza interruzioni, senza volgarità?
Il mestiere dell'attore è curioso. Col passare del tempo, con l'accumularsi delle esperienze, può succedere, come è successo al sottoscritto, di cominciare a vedere i propri limiti, a non accettare più le proprie incapacità, a divenire curiosi del lavoro degli altri attori, a sentire forte la necessità di partecipare in altra maniera alla creazione di uno spettacolo. Quando a tutto ciò aggiungiamo l'amore, più che decennale, per una autore come Bernhard, il passo verso la regia diventa quasi una necessità.
Il Circo, la cui arte è in via d'estinzione, dona all'autore e al regista infinite possibilità per far arrivare allo spettatore, divertendo, il senso di impotenza che noi, artigiani dello spettacolo, proviamo di fronte all'avanzare della volgarità, della sordità, dell'appiattimento culturale favorito dai moderni mezzi di comunicazione.
Il mio semplice intendimento sarà quello di far emergere la straordinaria capacità di Bernhard nel descrivere tutti noi, attraverso le ridicole e tenere imprese del direttore Caribaldi, del giocoliere, del domatore, della ballerina sul filo e del buffone.
Il comico tentativo dei nostri eroi di suonare tutte le sere, dopo lo spettacolo, il quintetto de La trota di Schubert, l'incapacità tecnica e psicologica che li attanaglia, l'incomprensione per l'importanza della "missione", scatena nel direttore una rabbia crescente. La sua maniacale ansia di perfezione e lo sgomento di non riuscire nel suo intento, ne fanno un protagonista esilarante, a volte tirannico (nel quale onestamente mi riconosco, condividendone, ahimé, ansie e paure), al quale forse dovremmo tutti volere un po' bene…
Buon divertimento.
Alessandro Gassman

7 e 8 febbraio 06 _ Urbino, Teatro Sanzio (info: 0722 2281 _ www.amat.marche.it)
9 febbraio 06 _ San Benedetto, Teatro Calabresi
(info: 071 2075880 _ www.amat.marche.it)
10 febbraio 06 – Sant’Elpidio a Mare, Teatro Cicconi
(info: info: 071 2075880 _ www.amat.marche.it)

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Socìetas Raffaello Sanzio
UOVO DI BOCCA
lettura drammatica
brani testuali e interpretazione di Claudia Castellucci e Chiara Guidi
regia di Romeo Castellucci

seguirà la proiezione del video
ALPHABET
realizzazione di Romeo Castellucci
suono originale di Scott Gibbons
produzione Socìetas Raffaello Sanzio

Uovo di bocca allude alla poesia come prodotto orale, che si dà, qui, nella sua forma metrica e timbrica: arte drammatica della parola. Le interpreti non interferiscono con l’”azione” della voce attraverso atti che non siano esclusivamente fonici. Il programma di lettura drammatica, eseguita in monofonia da due voci femminili, è diviso in due parti: la prima propone una sequenza di domande sul tema della libertà; la seconda si basa su un componimento astratto realizzato da una capra.
Il titolo allude alla voce.
La voce è comune a tutti gli animali; è una specie di espirazione fonica; può essere espressiva dei sentimenti. La parola è un prodotto degli animali umani: nomina le cose per distinguerle; esprime, oltre ai sentimenti, anche emozioni e concetti. La parola è per chi sa di essere nato; è per chi sa che morirà. Se sentiamo uno straniero parlare, non capiamo nulla di quel che dice, ma sappiamo che sta parlando: si capisce che la sua voce è articolata.
In questa lettura drammatica paragoniamo la voce poetica umana con la voce poetica di una capra. E’ un esperimento dai molteplici significati. Il più semplice è forse quello che vede attribuire al canto del capro l’origine della tragedia. L’arte drammatica a un certo punto venne a sostituire la celebrazione collettiva e religiosa degli uomini, culminata con il sacrificio dell’animale (spesso un capro).
Andremo paragonando due modi di scegliere le parole e di comporre poemi: l’uno umano, l’altro animale. Entrambi prendono corpo in una voce. La voce, di per sé, è portatrice di un significato sconosciuto. È il “cantus obscurior” che, secondo Quintiliano e Cicerone, è presente in ogni discorso. La voce è ciò che rende comuni due testi metafisicamente diversi: uno scritto da Claudia Castellucci, l’altro composto da una capra in un modo che vedremo.
Il testo umano, tratto dal libro Uovo di bocca di Claudia Castellucci, propone una serie di domande che sembra avere lo scopo di esaurire tutta la gamma delle possibili questioni sulla nascita, sul destino, sulla libertà. […] Il testo animale, quello proveniente dalla capra, è radicalmente anti-teologico e anti-filosofico, perché si situa in un ambito di assoluta alienazione. Gli animali ignorano la domanda; per essi è tutto un’affermazione.
Socíetas Raffaello Sanzio

10 febbraio 06 _ Civitanova Marche, Teatro Cecchetti (info: 0733 812936 _ www.amat.marche.it)

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Luigi Pignotti
BALLET DE CUBA
Noche en l’Habana
direzione e coreografie Nilda Guerra
musiche dal vivo Septeto Turquino
direzione musicale Rolando Ferrer

esclusiva regionale

La compagnia, giovanissima ma di grande esperienza del Ballett de Cuba affonda le radici nel ricco folklore, nella musica e nella danza popolare dell’isola. Musica e danza di cui Noche en l’Habana racconta la storia per quadri, dalle origini africane alle influenze della Spagna colonialista fino ai ritmi dei nostri giorni e del nostro immaginario. Interpretato da una straordinaria compagnia formata da ballerini e musicisti con pluriennale esperienza internazionale provenienti dalla Escuela Nacional de Arte de la Habana, da Conjunto Folklorico Nacional, dalla Escuela de Danza Nacional, lo spettacolo ricrea magia e sensualità attraverso una fusione di differenti tipi di danze offrendo un ampio repertorio di coreografie. La prima parte dello spettacolo è dedicata alla cultura afro-cubana, dalla danza rituale alle espressioni atristiche e folkloriche più recenti, mentre la seconda mescola i ritmi delle danze più popolari cubane come Rumba, Salsa, Mambo e ChaChaChà, coinvolgendo il pubblico in un'esplosione di gioia e divertimento.

sab 11 e dom 12 febbraio 06 _ Jesi, Teatro Pergolesi (info: 0731 206888 - www.amat.marche.it)

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Agidi
CHAMATEMI KOWALSKI. IL RITORNO
di e con Paolo Rossi

Ma dove è stato in questi anni Kowalski? Qualì odissee avrà da raccontarci? E in che modo ? A distanza di 18 anni dal successo dello spettacolo Chiamatemi Kowalski, datato 1988, che lo fece conoscere al grande pubblico del teatro italiano, Paolo Rossi propone ora nuovi racconti e i suoi monologhi storici. Accompagnato da una band, Rossi ci fa attraversare questi ultimi decenni, cercando di decifrarli e aiutandoci a riderne: ci parlerà di politica e di costume, di rapporti sentimentali ma anche dei sogni che tutti noi abbiamo e che nessuno potrà mai cancellare. Dopo averlo visto confrontarsi con Shakespeare e Molière, dopo aver seguito il Signor Rossi affrontare coraggiosamente nelle scorse stagioni la Costituzione e L'impero del male, il pubblico ritroverà ora l'attore alle prese con la forma teatrale che lo ha reso famoso: i monologhi fatti di tante storie, a volte raccontate con ironia e cattiveria , a volte con un pizzico di poesia


ven 17 e sab 18 febbraio 06 _ Jesi, Teatro Pergolesi (info: 0731 206888 - www.amat.marche.it)

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Casanova Entertainment - La Casa dei Racconti
SCOPPIO D’AMORE E GUERRA
di Duccio Camerini
con Lucrezia Lante Della Rovere e Rocco Papaleo
regia di Duccio Camerini

Primavera 1944.
Un paese alle porte di Roma, durante l'occupazione nazista, nell'attesa spasmodica degli americani.
Una compagnia filodrammatica fa le prove nel teatro. Tra gli artisti o aspiranti tali c'è Malva, che ha già fatto l'attrice a livello professionale, qualche film a Cinecittà e una rivista. Malva è bella, e tutti si chiedono perché faccia la prima donna con quella filodrammatica scalcagnata.
La nostra storia comincia quando entra in teatro un ometto che vive là sfollato anche se non è di quelle parti, Bartolo; il quale chiede con insistenza agli artisti di poter dire con loro anche poche battute, perché vuole tentare la carriera di attore. Ma presto l'ometto si accorgerà che quegli artisti sono tipi strani, perdono un sacco di tempo, le prove procedono a rilento, oppure riprendono di soprassalto... finchè non scopre che in realtà la filodrammatica non è una filodrammatica, ma una cellula della resistenza... un partigiano ferito è nascosto negli scantinati, e nessuno spettacolo andrà mai in scena... I falsi artisti stanno preparando un'imboscata. Stanno minando tutto il teatro, che dovrà saltare in aria con i tedeschi dentro.
In quel teatro, insomma, tutto è il contrario esatto di come appare. A parte lei, Malva... No, lei è bella davvero, e Bartolo non tarda ad innamorarsene, come un pazzo, pur sapendo di avere poche speranze.
E nel frattempo, si avvicina la data del "grande scoppio": nessuno sospetta che nel gruppo dei partigiani si nasconda un traditore, qualcuno che sta vendendo tutte le informazioni ai nazisti... qualcuno che ha già scritto il finale della storia prima che questa si compia.
Un dramma spesso ridicolo sull’eroismo e le contraddizioni della guerra... in cui le orme di un piccolo uomo e quelle di una donna che sta scoprendo il coraggio si mescolano, culminando in un atto di autentico, inatteso, eroismo.

sabato 25 febbraio 06 _ Maiolati, Teatro Spontini

 

info: 0731 206888 - www.amat.marche.it

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