Civitanova Danza 2006


XIII festival internazionale nel nome di Enrico Cecchetti
 


7 luglio | 11 agosto 2006


calendario

venerdì 7 luglio | Teatro Rossini
BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE DI PRAGA [Repubblica Ceca]
Serata Mozart
in occasione del 250° della nascita dell’artista
coreografie di Jiri Kylián, Petr Zuska

venerdì 7 luglio ore 18 | foyer del Teatro Rossini
L’ABC del balletto

presentazione del volume di Marinella Guatterini
editore Mondadori
sarà presente l’autore



DANZARE L’ARTE
in occasione della mostra Omaggio a Picasso
[Chiesa di Sant’Agostino e Pinacoteca, dal 2 luglio al 31 ottobre]
martedì 11 luglio | Teatro Annibal Caro
ATELIER DI TEATRODANZA
DELLA SCUOLA PAOLO GRASSI DI MILANO [Italia]
in collaborazione con CIVITANOVA DANZA e AMAT
Bicchiere bouquet chitarra e bottiglia
[prima assoluta, produzione del festival]


sabato 15 luglio | Teatro Rossini
BALLETTO DI ROMA [Italia]
in collaborazione con TERRA DI TEATRI | PROVINCIA DI MACERATA
CIVITANOVA DANZA e AMAT
Cenerentola
coreografia di Fabrizio Monteverde
[prima assoluta]


domenica 23 luglio | Teatro Rossini
AURÉLIE DUPONT, MANUEL LEGRIS [OPÉRA DE PARIS]
& FRIENDS [Francia]
Galà dal Neoclassico al Contemporaneo
coreografie di John Neumeier, Jirí Kylián
Claude Brumachon, Abu Lagraa, Renato Zanella
Jiri Bubenicek, Leo Muijik
[prima ed esclusiva nazionale]



mercoledì26 luglio | Parco di Villa Conti
STRANGE FRUIT [Australia]
The Spheres


ANTICHE DANZE
tra storia e rito nell’Anfiteatro Romano di Urbisaglia
[in collaborazione con il Comune di Urbisaglia]
martedì 1 agosto | Anfiteatro Romano, Urbisaglia
DERVISCI ROTEANTI MEVLEVI
DEL TEMPIO DI GALATA [Turchia]
Musiche e danze rituali sufi


venerdì 4 agosto | Teatro Annibal Caro
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
progetto di residenza
SABURO TESHIGAWARA / KARAS [Giappone]
in collaborazione con CIVITANOVA DANZA e AMAT
Cantiere aperto


giovedì 10 e venerdì 11 agosto | Spiaggia Lungomare Nord
VERTIGO DANCE COMPANY [Israele]
Birth of the Phoenix
[prima ed esclusiva italiana]

 

 

 

c o m u n i c a t o s t a m p a


XIII festival internazionale nel nome di Enrico Cecchetti

L’edizione 2006 (la tredicesima) del festival internazionale Civitanova Danza – che si svolgerà a Civitanova Marche dal 7 luglio all’11 agosto – vuole confermare e approfondire le proprie caratteristiche d’intervento, come sono venute strutturandosi e consolidandosi nel corso della sua storia. “Civitanova danza tutto”, slogan che accompagna da qualche anno la manifestazione, testimonia da un lato la tensione ad una onnicomprensività dello sguardo per le differenti tipologie di danza (dalla tradizione del balletto classico alle esperienze più contemporanee), ma anche indicare l’aspirazione a riunire in sé i rappresentanti del mondo, come accadrà quest’anno per Francia, Giappone, Israele, Australia, Repubblica Ceca, Turchia e naturalmente Italia.

L’inaugurazione venerdì 7 luglio al Teatro Rossini è affidata al Balletto del Teatro Nazionale di Praga, tra le migliori formazioni d’Europa, che presenterà Serata Mozart dedicata al 250° anniversario della nascita dell’artista. Un programma interamente dedicato a Mozart naturalmente, comprendente una delle più celebri coreografie del maestro Jiri Kylian – Petite Mort – ed una del giovane direttore artistico della compagnia, Petr Zuska, realizzata appositamente per le celebrazioni mozartiane, sulle note del maestoso Requiem.
Il primo giorno del festival ospiterà anche alle ore 18 presso il foyer del Teatro Rossini alla presenza dell’autore la presentazione del volume di Marinella Guatterini – edito da Mondadori – “L’ABC del balletto”. Tra i massimi esperti europei di danza, Marinella Guatterini si divide attualmente tra l’impegno di critico per l’inserto culturale domenicale de “Il Sole-24 Ore” e la direzione dell’Atelier di Teatro Danza della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo La parola alla danza, Discorsi sulla danza e L’abc del balletto.
Giunge alla sua terza edizione il progetto speciale Danzare l’arte, momento di unione tra arti visive e coreutiche nel nome di un grande artista. Quest’anno è la volta di Picasso: la mostra a lui dedicata (Chiesa di Sant’Agostino e Pinacoteca, dal 2 luglio al 31 ottobre) sarà l’occasione per un omaggio in danza al suo mondo, attraverso la produzione del festival che vedrà l’11 luglio al Teatro Annibal Caro – in prima assoluta - i giovani artisti dell’Atelier di Teatrodanza della Scuola Paolo Grassi di Milano (unico corso istituzionale italiano dedicato alla formazione di coreografi e danzatori in ambito contemporaneo), guidati dalla mano esperta di Susanna Beltrami, confrontarsi in Bicchiere bouquet chitarra e bottiglia con l’artista che più di tutti ha incarnato temi, forme e inquietudini dell’arte del Novecento.
Sabato 15 luglio il Teatro Rossini ospiterà una delle fiabe più amate di tutti i tempi, un coreografo di raro talento, Fabrizio Monteverde, e una compagnia dotata di stile ed energia, il Balletto di Roma. Sono i tre elementi che rendono speciale il debutto in prima assoluta – in collaborazione con Terra di Teatri/Provincia di Macerata - della nuova versione coreografica di Cenerentola. Una partitura corale sulla musica di Handel, che rilegge la fiaba tra apparente semplicità e sostanziale complessità, contrasto che da sempre suscita interesse per la storia raccontata e spiega come il suo fascino non smetta di catturare l’attenzione di tanti artisti. A partire proprio dai coreografi che, da Michail Fokine a Marius Petipa, da Rudolf Nureyev a John Neumeier - solo per citarne alcuni -, hanno scelto di trasformare la scarpetta della protagonista in una scarpina da punta.
Domenica 23 luglio sarà la volta di Aurélie Dupont, Manuel Legris dell’Opéra de Paris & Friends che presenteranno al Teatro Rossini in prima ed esclusiva nazionale Galà dal Neoclassico al Contemporaneo. Aurélie Dupont e Manuel Legris: tecnica impareggiabile, superbo lirismo e fascino incontenibile. Attorno alle due luminose étoile dell’Opéra de Paris – tra i più celebri divi del balletto a livello mondiale - è costruito questo inedito galà che racconta l’evoluzione del balletto dal secondo ‘900 ad oggi. Partendo dalle opere di maestri ormai storici come John Neumeier e Jirí Kylián i due artisti – accompagnati da ‘amici’ d’eccezione, étoile delle principali compagnie europee - mettono in gioco la perfezione acquisita nel repertorio classico rivelandosi ottimi interpreti delle più innovative ricerche coreografiche.
È interamente giocata nell’aria la performance The Spheres di Strange Fruit, danza inconsueta e stravagante, di incredibile impatto visivo, ospitata nei suggestivi spazi del Parco di Villa Conti mercoledì 26 luglio. Gli artisti-acrobati australiani svolgono i loro spettacoli a quattro metri e mezzo dal suolo, issati su particolari pertiche flessibili. Veri e propri balletti aerei che hanno la grazia di eteree farfalle e la poesia dei racconti fiabeschi. Tra cielo e terra, gli interpreti di Strange Fruit si lanciano nel vuoto, sfiorano il suolo senza mai toccarlo, si uniscono in aria per un istante e subito ritornano alle loro oscillazioni solitarie. C’è l’arte dell’acrobazia in loro, ma anche la grazia della danza, la stilizzazione e l’enfatizzazione del mimo, il teatro nella caratterizzazione dei personaggi.
Antiche Danze. Tra storia e rito nell’Anfiteatro Romano di Urbisaglia è il progetto realizzato in collaborazione con il Comune di Urbisaglia che vedrà martedì 1 agosto esibirsi i Dervisci Roteanti Mevlevi del Tempio di Galata nelle Musiche e danze rituali sufi. Il fascino della storia che emana un luogo unico come l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia per una danza che vuole farsi strumento di comunicazione con il divino. Le caratteristiche spirituali e meditative della danza dei Dervisci Roteanti della confraternita dei Mevlevi di Istanbul rendono ogni loro esibizione una cerimonia indimenticabile. Accompagnati da musiche e canti, i dervisci ruotano vorticosamente su se stessi, vestiti con lunghi abiti bianchi che si discostano dal corpo man mano che i giri si fanno più veloci, in un turbine di tensione che li accompagna al raggiungimento dell’estasi. Un rito che ci raggiunge superando millenni di storia, che raccoglie aspirazioni umane eterne ed immutabili, tanto da rivelarsi ancora oggi così vicino da scaldare il cuore.
Dopo aver stupito al festival 2004 con lo spettacolo Green in compagnia di un memorabile serraglio di mucche, capre, conigli e oche, il giapponese Saburo Teshigawara - stella della danza contemporanea mondiale, di solida formazione classica, che si distingue per il lavoro sulla velocità e sull’energia - sarà in residenza – nell’ambito del progetto “Civitanova casa della Danza” - insieme alla sua compagnia nelle strutture di Civitanova Danza per l’avvio del lavoro su una nuova creazione alla cui produzione collaborano Civitanova Danza e Amat. Nel Cantiere aperto che chiuderà il 4 agosto la permanenza lo spettatore sarà invitato al Teatro Annibal Caro non a prendere visione del risultato concluso del lavoro, ma a partecipare al percorso affascinante della sua genesi.
Nulla di più emozionante per la conclusione del festival giovedì 10 e venerdì 11 agosto: il fascino del mare poco dopo il tramonto (Spiaggia Lungomare Nord) a far da cornice ad una danza vitale e seducente. Birth of the Phoenix dell’israeliana Vertigo Dance Company è dialogo tra l’uomo e la natura, uno spettacolo strettamente legato allo spazio in cui è rappresentato, un lavoro unico, ricco e in continuo sviluppo. Sotto una cupola reticolata appositamente costruita, che raccoglie gli spettatori attorno allo spazio scenico, usando il linguaggio della danza contemporanea Vertigo Dance Company accompagna il pubblico in un’esperienza di danza poetica e coinvolgente.

Venerdì 23 giugno alle ore 21 presso il Teatro Cecchetti avrà luogo – alla presenza dell’autore - la presentazione del romanzo di Giancarlo Trapanese “Luna Traversa” la cui vicenda prende le mosse dalla scorsa edizione del festival civitanovese. Nella stessa serata Gilberto Santini, direttore artistico di Civitanova Danza, illustrerà al pubblico i contenuti della tredicesima edizione.

Il festival internazionale Civitanova Danza 2006 è promosso dal Comune di Civitanova Marche, dai Teatri di Civitanova, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Macerata, dall’Amat e dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata. Il festival è realizzato con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche, Boccadigabbia, Cesare Paciotti, Eurosuole spa e della Manas spa Shoes made in Italy. Il progetto artistico è di Gilberto Santini.

Informazioni: Teatri di Civitanova tel. 0733 812936, www.civitanovadanza.it . Inizio spettacoli ore 21.30.


ufficio stampa
AMAT Barbara Mancia 071 2075880 | 335 7756368 | b.mancia@amat.marche.it
COMUNE DI CIVITANOVA MARCHE Chiara Levantesi 348 3862860 | chiara.levantesi@comune.civitanova.mc.it

venerdì 7 luglio | Teatro Rossini


BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE DI PRAGA [Repubblica Ceca]
Serata Mozart
in occasione del 250° della nascita dell’artista


Stamping Ground
musica Carlos Chávez, Toccata para instrumentos de percussion
coreografia Jirí Kylián
assistenti coreografi Roslyn Anderson, Veronika Iblová, Jan Kodet, Petr Zuska
scene e costumi Heidi de Raad
luci Joop Caboort, Kees Tjebbes

Petite Mort
musica Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto per pianoforte in la maggiore kv 488 (adagio)
Concerto per pianoforte in do maggiore kv 467 (andante)
coreografia Jirí Kylián
scene Jirí Kylián
costumi Joke Visser
assistenti coreografi Roslyn Anderson, Václav Kunes
Patrick Delcroix, Veronika Iblová, Nina Brzorádová, Jan Kodet
luci Joop Caboort
luci e supervisione tecnica Kees Tjebbes

Requiem
musica Wolfgang Amadeus Mozart, Richard Rentsch
coreografia Petr Zuska
scene Jan Dusek, Petr Zuska
costumi Roman Solc
assistenti coreografi Pavel Plsek, Veronika Iblová, Michaela Cerná
luci Petr Zuska

in collaborazione con Ater


Il Balletto del Teatro Nazionale di Praga
All’inizio della stagione 2002–2003 il ruolo di Direttore Artistico della compagnia viene assegnato a Petr Zuska. Grazie a lui, la compagnia si guadagna una grande fama in vari ambiti. Vengono presentati balletti del repertorio classico (Lago dei cigni, Schiaccianoci, Bella Addormenata, Romeo e Giulietta di Prokofiev, Raymonda di Glazunov e Giselle di Adam) e creazioni moderne ceche e straniere; tra queste, Songs of the Earth, composto da tre coreografie di Nacho Duato, Jardí Tancat, Stijn Celis, Black and Blues e Among the Mountains di Petr Zuska ispirato dalla musica etnica di vari paesi del mondo, La Bisbetica Domata del famoso coreografo John Cranio e, a fine stagione, la serata intitolata The Butterfly Effect, composta da Ways 03 di Petr Zuska, Imprint di Shawn Hounsell e Stamping Ground di Jirí Kylián. Nella stagione 2003–2004 il balletto si incentra su una vasta gamma di titoli con lo scopo di facilitare l’idea del teatro come unità di generi. Per questo motivo, la stagione apre con la prima rappresentazione assoluta del drama in danza intitolato Lucrezia Borgia. Il balletto originale è stato creato da Libor Vaculík; suo è il libretto, la coreografia e la regia. Si tratta di un titolo drammatico che vede la presenza in palcoscenico di attori e cantanti. Sempre nella stessa stagione debutta anche un’opera del coreografo inglese Christopher Hampson, una sua versione di Giselle. L’ultimo titolo della stagione è un trittico di balletti moderni intitolato Family Album composto da coreografie di artisti contemporanei – il coreografo olandese Conny Janssen, il Direttore Artistico del Balletto del Teatro Nazionale di Praga Petr Zuska e dal coreografo israeliano Itzik Galili. La stagione 2004-2005 viene inaugurata dal debutto cecoslovacco del balletto Schiaccianoci – Canto di Natale. Per produrre questo titolo, Petr Zuska invita Youri Vàmos, coreografo ungherese e attuale Direttore Artistico della Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf. Il Direttore della Compagnia ha in mente un pubblico di bambini anche quando presenta un altro titolo, una sorta di tributo a Marius Petipa – La Bella Addormentata. L’altro debutto della stagione ha il sottotitolo Il meglio dell’arte del balletto del passato e del presente e lo stesso titolo Ballet Mania già presuppone un’esperienza inusuale. È un’escursione nella storia del balletto, dalla danza di corte ai giorni nostri, con brani recitati. La stagione 2004-2005 si conclude con il debutto del balletto IBBUR, or A Prague Mystery del coreografo Petr Zuska. Il più importante evento della stagione 2005-2006 è sicuramente il debutto del balletto Onegin del coreografo John Cranko e quello di Mozart? Mozart! del coreografo Jiri Kylian e Petr Zuska. La compagnia ha 65 ballerini; provengono principalmente della Repubblica Ceca, ma ve ne sono anche altro provenienti dalla Russia, Slovacchia, Australia, Francia, Croazia, Italia e Grecia. Negli ultimi dieci anni il Balletto del Teatro Nazionale di Praga è stato in tournée in Olanda, Belgio, Italia, Svizzera, Germania, Francia, Finlandia, Spagna, Libia, Egitto, Canada, Taiwan e Israele.

Petr Zuska
Direttore artistico del Balletto del Teatro Nazionale di Praga, coreografo, ballerino
Petr Zuska si diploma al Dipartimento della Danza dell’Accademia delle Arti di Praga nel 1994. Inizia la sua carriera professionale con la Charles University Dance Company e, successivamente, diventa un membro del Teatro della Pantomima di Praga, Na Zábradlí. Una fase cruciale della sua carriera è costituita dall’esperienza con il Balletto da Camera di Praga (dal 1989 al 1992 e come ballerino ospite dal 1994). Dal 1992 al 1998 balla come solista del Balletto del Teatro Nazionale di Praga interpretando numerosi ruoli principali. Dal 1990 crea diverse coreografie per il teatro, per altre compagnie di danza, per la televisione ceca, per il Conservatorio di Praga, per il Balletto da Camera di Praga, per Lanterna Magica e per il Teatro Nazionale. Tra le sue coreografie citiamo: Out of the Depths; Adagietto (1994, Premio della Letteratura Ceca); Little Gallows (1994, Premio della Letteratura Ceca); Seul, ispirato dalle canzoni di Jacques Brel (1995). Nel 1998 Petr Zuska inizia a lavorare con il Balletto di Monaco diretto da Philip Taylor. Qui interpreta i ruoli principali in coreografie di Philip Taylor, Jirí Kylián e Rui Horta. Nel 1999 entra a far parte del Ballett Theater di Augusta dove lavora con il giovane coreografo tedesco Jochen Heckmann. Viene insignito del prestigioso Prix Dom Perignon nella categoria dei giovani coreografi per il suo Triple Self. La coreografia viene poi successivamente inclusa nel repertorio dell’Hamburg Ballet. Nel 2000 è solista ne Les Grands Ballets Canadiens di Montreal. Qui interpreta il ruolo di Don José in Carmen del giovane coreografo olandese Didy Veldman e le coreografie di altri famosi coreografi, quali Jirí Kylián, Nacho Duato e Ohad Naharin. Partecipa, come ballerino e coreografo, in numerosi gala in Canada e in Germania. In questo periodo crea il balletto Ways (2001) su musica di Arvo Pärt, messo in scena alla Semper Oper di Dresda. Nel 2002 crea la coreografia Lss Bras de Mer su musica di Yann Tiersen che debutta a Lanterna Magica di Praga. La coreografia Maria’s Dream debutta con il Balletto da Camera di Praga. Per la Compagnia dell’Opera di Riga crea il balletto Clear Invisibile. Da settembre 2002 Petr Zuska è Direttore Artistico del Balletto del Teatro Nazionale di Praga. Oltre alla sua attività di coreografo, associa quella di ballerino nei ruoli principali del repertorio contemporaneo. Per questa Compagnia crea Among the Mountains che viene presentato nell’ambito di una serata intitolata Songs of the Earth. E’ una selezione di numerose canzoni popolari della Boemia e della Moravia interpretate dal gruppo popolare ceco Čechomor. Crea anche la coreografia Ways 03 su musica di Arvo Pärt. Nel 2005 Petr Zuska dirige un suo progetto chiamato Ballet Mania nel quale balla anche lui. Il suo lavoro più recente è Ibbur, or A Prague Mystery. Attualmente il Balletto del Teatro Nazionale di Praga ha nel suo repertorio anche le prime coreografie di Petr Zuska: Les Bras de Mer, Family Album e Maria’s Dream. Nel 2003 Zuska crea il balletto Bolero (2003) per il Conservatorio di Danza della Città di Praga e la coreografia Last Photo…? (2004, ispirato dalla commedia di Samuel Beckett intitolata Krapp’s Last Tape) per il Balletto di Augusta. Nel marzo 2005 viene invitato da Diana Vishneva, prima ballerina del Teatro Mariinskij, a danzare con lei la coreografia Les Bras de Mer che rimane ancora oggi in repertorio. Oggi, tale balletto è anche nel repertorio del Danish Royal Ballet di Copenhagen.

venerdì 7 luglio ore 18 | foyer del Teatro Rossini


L’ABC del balletto
presentazione del volume di Marinella Guatterini
editore Mondadori
sarà presente l’autore


Come tutte le arti secolari, il balletto ha una storia ricchissima di avvenimenti e protagonisti, di opere e capolavori che, dal Rinascimento a oggi, hanno operato la sua trasformazione da originario spettacolo di corte a spettacolo per tutti. Un’evoluzione resa possibile dalla costante presenza di artisti, teorici e codificatori che hanno tramandato e rinnovato le forme e gli stili della danza nello spettacolo di balletto per adeguarla ai gusti, alle necessità artistiche, al pensiero estetico e alle strutture sociali delle diverse epoche.
Corredato da un ricco e vario apparato iconografico, questo volume introduce il lettore-spettatore a 20 capolavori - da Giselle al Lago dei cigni, da Romeo e Giulietta a Bolero e Sinfonia di Salmi - fra i più amati e rappresentati del repertorio fra Ottocento e Novecento, mantenendo ben distinti nella trattazione l’approccio storico (la storia), tematico (il soggetto) e coreutico (la danza): pagina dopo pagina, emerge la storia di un affascinante linguaggio del corpo che ha saputo mantenere le sue caratteristiche originarie ma si è costantemente trasformato grazie alla sapienza, all’estro e alla professionalità dei grandi maestri, a cui si deve la sua sopravvivenza sino ai giorni nostri e la sua proiezione nel futuro.

Marinella Guatterini, critico di danza e balletto dal 1981, è docente di estetica della danza alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano dove, dal 1990, è responsabile delle attività del dipartimento di teatrodanza; dal 2004 tiene inoltre al Dams dell’Università di Bologna un corso di Metodologia della critica di danza per le lauree specialistiche. Ospite come maître de conférences all’Université Paris III - Sorbonne Nouvelle dal 1999, è consulente del Teatro alla Scala per i programmi di sala di balletto dal 1997. Ha curato mostre e rassegne ed è autrice di svariate pubblicazioni saggistiche e di testi sulla danza, tra cui una collana in tre volumi, edita da Mondadori, sulla danza e la musica neoclassiche del Novecento (Stravinskij, Apollo e Pulcinella, 1990; Nijinska, I Sei e Satie, 1991; Milloss, Busoni e Scelsi, 1992) e due raccolte di conferenze (La parola alla danza, 1991; Discorsi sulla danza, 1994), edite da Ubulibri/Lezioni Milanesi. Collabora attualmente, in qualità di critico, con “Il sole 24 ore - Domenica”, “Famiglia Cristiana” e “Ballettoggi”.

martedì 11 luglio | Teatro Annibal Caro
DANZARE L’ARTE
in occasione della mostra Omaggio a Picasso
[Chiesa di Sant’Agostino e Pinacoteca, dal 2 luglio al 31 ottobre]


ATELIER DI TEATRODANZA
DELLA SCUOLA PAOLO GRASSI DI MILANO [Italia]
in collaborazione con CIVITANOVA DANZA e AMAT
Bicchiere bouquet chitarra e bottiglia

coreografia Susanna Beltrami
con Luca Zangheri
e gli allievi del II e III corso di Teatrodanza della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi
Alessio Attanasio, Paola Bedoni, Eleonora Bonvini, Mattia Furlan, Matteo Graziano
Marzia Liberatore Scarlett Mattka, Caterina Poletti, Annalisa Rainoldi
Ilaria Tanini, Stela Vathi
concept Loredana Parmesani
assistente alla coreografia Lara Guidetti
consulenza musicale Michele Porzio
luci Paolo Latini
costumi Enza Bianchini con Clara Sarti e Nunzia Lazzaro
scenografia Fabrizio Palla
i gioielli di scena sono di Cristian Aiello

prima assoluta, produzione del festival


La realtà non ha una sua oggettività ben definita ma è così come l’occhio accecato la rivela nella sua entità più profonda e frantumata. Poiché il corpo vivente e l’opera d’arte si presentano come unità espressiva, è solo nella loro brutale rovina e nelle loro esplosioni in tanti frammenti lacerati e reificati che il teatro puà andare alla ricerca di significato tra le sue parti organiche e tra le riconfigurazioni delle stesse.
Questo il lascito di Picasso: la tradizione della raffigurazione in rovina, per quanto tragicomica egli l’abbia resa, pur violata e trafitta, rimane la sua espressione più alta.


All’interno della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, fucina di attori, registi, drammaturghi e operatori teatrali, vive l’unico corso istituzionale italiano, dedicato alla formazione e al perfezionamento di coreografi danzatori e performer in ambito contemporaneo. Il corso, come Atelier di Teatrodanza, è nato nel 1986 ad opera di Luciana Melis e ha acquisito l’attuale configurazione di corso di studi professionali con obbligo di frequenza a tempo pieno nel 1990, quando alla sua direzione, in qualità di coordinatore e ideatore delle attività, è subentrata il critico e docente Marinella Guatterini. Dal 1998 il Corso ha una durata triennale.
Sul modello delle grandi scuole europee, specializzate in questo ambito, il suo programma si articola in insegnamenti tecnici, (tecnica di base classica e tecniche di danza contemporanea, tecnica vocale e anatomia applicata alla danza) e teorico-estetici (storia ed estetica della danza, della musica e delle arti visive e teoria musicale).
Ha formato coreografi, come Sergio Antonino, premiati e segnalati dalla critica, e danzatori contemporanei che lavorano, principalmente all’estero, nelle più importanti compagnie europee. Costante è la presenza di maestri, coreografi e registi internazionali e italiani che si affiancano al corpo docenti interno per tenere seminari, incontri, conferenze, ma soprattutto per allestire saggi coreografici in cui gli allievi hanno la possibilità di mostrarsi al pubblico.
Dopo aver ospitato molti maestri d’area mitteleuropea, da Susanne Linke a Jean Cebron, da Reinhild Hoffmann a Beatrice Libonati, da Johann Kresnik a Ismael Ivo, da Amanda Miller ad Avi Kaiser, per l’anno accademico in corso è stato varato il “Progretto Lucinda Childs”: una lunga permanenza dell’artista americana alla Scuola che si conclude con il debutto di un saggio-spettacolo in scena a maggio.
La Scuola è stata ospite dei principali festival italiani e stranieri, quali: Festival “Oriente Occidente” di Rovereto, Festival “Bolzano Danza”, Festival “Adda Danza, Rassegna di danza a Castel dell’Ovo (Napoli). Al Mittelfest di Cividale (luglio 2004) gli allievi del II anno hanno portato Assaggi di potere - singolare accostamento tra L’Ultima cena di Leonardo da Vinci e l’opera letterario-gastronomica di Pellegrino Artusi La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene - una creazione di Susanne Linke.
Nel 2005 alla Biennale Danza diretta da Ismael Ivo, il debutto di Millimetri di Sergio Antonino (diplomatosi alla Scuola nel 2001) -. che ha trovato suggestioni poetiche e materiale per nuove avventure compositive in un famoso testo di Pessoa, Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares. Ancora in collaborazione con il Mittelfest di Cividale diretto da Moni Ovadia, nel luglio 2005 è andato in scena in prima assoluta Be-He-ma di Avi Kaiser e Sergio Antonino, che prende spunto dall’analisi di “Le Baccanti” di Euripide. Be-He-ma, in collaborazione con il Goethe Institut e con la Scuola, ha debuttato in febbraio a Dusseldorf e a Berlino.

sabato 15 luglio | Teatro Rossini


Ente Nazionale del Balletto
BALLETTO DI ROMA [Italia]
direzione artistica Walter Zappolini e Cristina Bozzolini
in collaborazione con
TERRA DI TEATRI | PROVINCIA DI MACERATA
CIVITANOVA DANZA e AMAT
Cenerentola

coreografia Fabrizio Monteverde
con la partecipazione straordinaria di Monica Perego
musiche G. F. Handel
scene Fabrizio Monteverde, Carlo Cerri
costumi Santi Rinciari
disegno luci Carlo Cerri

prima assoluta


La creazione di una nuova, originale versione della più famosa delle fiabe Cenerentola, viene affidata a Fabrizio Monteverde che ne cura una propria scrittura drammaturgica, ispirata al testo originale dei Fratelli Grimm, piuttosto che alla versione edulcorata di Perrault, utilizzando una selezione di musiche di G.F. Handel e creando una partitura coreografica corale, funzionale a valorizzare l’insieme dei solisti della Compagnia.
L’approccio di Monteverde parte dalla considerazione che, in superficie, Cenerentola è ingannevolmente semplice; parla delle angosce della rivalità fraterna, di desideri che si avverano, di umili che vengono esaltati, del vero valore che viene riconosciuto anche in una persona vestita di stracci, di virtù ricompensata e di malvagità punita: una storia semplice e chiara. Ma sotto questo contenuto palese si cela una massa tumultuosa di materiale complesso ed in gran parte inconscio; questo crea un contrasto fra la sua superficiale semplicità e la sua sostanziale complessità, un contrasto che suscita un profondo interesse per la storia e spiega come, durante i secoli abbia conquistato milioni di persone. L’obiettivo è quindi quello di operare su questa linea di confine, esprimendo, con la propria forte cifra linguistica, il percorso che indica Cenerentola evidenziando tappe contrastate di sviluppo della personalità, necessarie per raggiungere una piena auto-realizzazione. Questa produzione, a serata intera, della durata di oltre un’ora e trenta, è arricchita dai costumi dello stilista Santi Rinciari e dal disegno luci di Carlo Cerri.

Il Balletto di Roma è oggi il frutto dell’incontro di due tra le più importanti realtà della danza nel nostro paese: lo storico Balletto di Roma, accanto al Balletto di Toscana. Il Balletto di Roma nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due protagonisti della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di altri paesi del mondo, e l’étoile Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Oltre 150 balletti allestiti e portati in scena sia in Italia che all’estero, opere di valore storico accanto a coreografie di giovani autori internazionali (come Aurel Milloss, Robert North, Vittorio Biagi, Anton Dolin, Gino Landi, Nicolas Beriozoff, Giuseppe Carbone, Amedeo Amodio, Torao Suzuki, Evgenij Poliakov, Janet Smith, Luciano Cannito). Altrettanti gli ospiti d’eccezione in questi 46 anni di attività (tra cui: Giancarlo Vantaggio, Anna Razzi, Andrej Fedotov, Laura Contardi, Carmen Panader, Marco Pierin, Rudy Bryans, Tessa Beaumont, Monica Perego, Raffaele Paganini e André De La Roche). Dalla stagione teatrale 2001 il Balletto di Roma è stato arricchito dall’esperienza professionale e artistica di due compagnie che si sono unite alla compagnia romana: l’Associazione Mario Piazza, ma soprattutto il prestigioso Balletto di Toscana, fondato nel 1985 e diretto da Cristina Bozzolini, già prima ballerina stabile del Maggio Musicale Fiorentino, che in soli 15 anni d’ininterrotta attività, è divenuta una delle migliori compagnie italiane sulla scena europea ed internazionale. Vasta la produzione di creazioni coreografiche di autori di prestigio internazionale (come Hans Van Manen, Angelin Preljocj, Nils Christe, Cristopher Bruce, Robert North, Cesc Gelabert) insieme ad emergenti talenti della coreografia italiana (come Gianfranco Paoluzzi, Massimo Morricone, Roberto Zappalà, Virgilio Sieni, Milena Zullo, Mauro Bigonzetti e Fabrizio Monteverde).
Importante anche l’attività di formazione e perfezionamento professionale che si svolge sotto la direzione di Walter Zappolini e con la collaborazione di docenti di rilievo internazionale.
Oggi il Balletto di Roma è diretto congiuntamente da Walter Zappolini e Cristina Bozzolini

Fabrizio Monteverde
Nato nel 1958, inizia la propria attività artistica nel 1976 come attore ed aiuto regista di Loffredo Muzzi, in Un giorno Lucifero, per il Festival di Spoleto ed il Piccolo di Milano. Parallelamente al lavoro in teatro inizia il suo percorso nella danza presso il Centro Professionale Danza Contemporanea di Roma, perfezionandosi in seguito con maestri quali C. Carlson, M. Pendleton, A. Sener, H. Schiffer, B. Dizien, R. Garrison, P. Goss, D. Lewis. Lavora con Giancarlo Corbelli nell’Orfeo di Sartorio, con Aldo Rostagno in Corpus Alienum di Maderna al Maggio Musicale Fiorentino. Nel 1982 danza per la Compagnia Teatrodanza diretta da Elsa Piperno e Joseph Fontano. Perfeziona ancora i suoi studi per alcuni anni a Parigi poi nel 1985 torna in Italia allestendo, su commissione del Teatro Spazio Zero, Bagni Acerbi, opera che lo colloca subito tra i nomi nuovi della coreografia italiana. Da tale esperienza nasce la Compagnia Baltica di cui è stato direttore dal 1986. Nel 1988 inizia la sua collaborazione con il Balletto di Toscana, diretto da C. Bozzolini, per il quale crea Era eterna su musica di F. Schubert e Bene Mobile, musica originale di F. Maras e G. Catoni, dando vita così ad un rapporto di intensa attività produttiva al fianco di questa compagnia: Giulietta e Romeo (1989), Pinocchio (1991), Dedica (1994), Otello (1994), La Tempesta (1996), Barbablù (1999). Nel 1989 debutta nella regia teatrale con Tre sorelle di A. Cechov, nel 1997 con Otello di G. Verdi per il Teatro G. B. Pergolesi di Jesi. Nel 1996 ottiene il premio “Gino Tani” e il premio “Danza&Danza” quale migliore coreografo italiano. Densa negli anni la sua attività coreografica con le più importanti compagnie di danza quali MaggioDanza, la Compagnia del San Carlo di Napoli, dell’Arena di Verona, dell’Opera di Genova, del Teatro Regio di Torino, del Teatro dell’Opera di Roma, della Scala di Milano.

Monica Perego
Nel 1990 Monica Perego vince il Primo Premio al concorso “Benetton Danza”, consistente in una borsa di studio presso la “Royal Ballet School“ di Londra. Successivamente nel 1992 entra a far parte dell’ “English National Ballet” dove copre il prestigioso ruolo di Prima Ballerina dal 1997 al 2002.
Interpreta i piu’ importanti ruoli quali: Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata, Giselle, Romeo e Giulietta, Schiaccianoci, Cenerentola, Coppelia, La Bayadere, Paquita, Don Chisciotte, Le Corsare, Etudes, Who Cares?, Square Dance e tanti altri. Inoltre molti coreografi hanno creato ruoli per lei, tra questi Christopher Hampson in Polyphonischer Tango e Perpetuum Mobile; Christopher Dean in Encounters; Kim Brandstrup in White Nights; Patrick Lewis in Unrequired Moments e Cut the Chase. Nel 2000 è inserita tra i mille personaggi più famosi in Inghilterra per eccezionali meriti artistici, culturali, scientifici o politici nel libro “Debrett’s people of today”. Nel 2002 si separa dall’English National Ballet per tornare in Italia, divenendo freelance.
Con il Balletto di Roma interpreta con successo il ruolo di Giulietta in Giulietta e Romeo di F. Monteverde al fianco di Raffaele Paganini, realizzando 200 repliche in 4 stagioni con record d’incassi e presenze.
Balla come Etoile Internazionale Ospite presso: Tokyo City Ballet, K-Ballet, Teatro dell’Opera di Stoccolma, Shanghai Ballet, Wayne Sleep Company, Balletto di Roma, Balletto di Puglia.
Partecipa a numerosi Galà tra cui: “50th Birthday Wings” in memoria di Lady Diana, “Birthday Offering” in onore della Principessa Margaret, “Festival di Genzano”, “Festival dei Due Mondi” a Spoleto, “Stelle dell’ English National Ballet” a Madrid e Saragozza, “Benois de la Dance” al Bolshoi di Mosca e tanti altri.
Ospite fissa di “Roberto Bolle & Friends”, balla al suo fianco in importanti Galà, tra cui quello di Aichi in Giappone all’interno dell’Expo nel luglio 2005. Interpreta una parte nel film Alexander del regista Oliver Stone e partecipa alla trasmissione Amici di Maria de Filippi come dimostrante alle sfide.
Fra i suoi partners più importanti ricordiamo: Roberto Bolle, Irek Mukamedov, Tetsuya Kumakawa, Patrick Armand, Rasta Thomas, Alen Bottaini, Thomas Edur, Jan Erik Wikstrom, Marco Pierin e Giuseppe Picone.
Tra i riconoscimenti i più importanti: Premio al merito “Leonida Massine” a Positano nel 1999, Premio internazionale per la danza “La Ginestra d’Oro” a Roma nel 2003, Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino” a Siracusa nel 2005 .

domenica 23 luglio | Teatro Rossini


AURÉLIE DUPONT, MANUEL LEGRIS [OPÉRA DE PARIS]
& FRIENDS [Francia]
Cora Bos – Kroese, Jiri Bubenicek, Otto Bubenicek, David Drouard, Yvan Dubreuil
Galà dal Neoclassico al Contemporaneo

Dama delle camelie pas de deux
coreografia John Neumeier musica Fréderic Chopin, Largo dalla Sonata in si minore op.58
interpreti Aurélie Dupont, Manuel Legris

Whereabouts unknown pas de deux
coreografia Jirí Kylián musica Charles Ives, The Unanswered Question
interpreti Cora Bos – Kroese, Yvan Dubreuil

Les indomptes
coreografia Claude Brumachon musica Wim Mertens, Strategie de la Rupture
interpreti Jiri Bubenicek, Otto Bubenicek

Cutting flat pas de deux
coreografia Abu Lagraa musica tradizionale indiana
interpreti Aurélie Dupont, David Drouard

Angel
coreografia Renato Zanella musica Arvo Pärt
interpreti Manuel Legris

Wings of wax pas de deux - part I
coreografia Jirí Kylián musica Heinrich von Biber, Passacaglia per violino solo (1676)
interpreti Cora Bos – Kroese, Yvan Dubreuil

Prisoner of feelings
coreografia Jiri Bubenicek musica Masato Hatanaka, Arvo Pärt
interpreti Jiri Bubenicek, Otto Bubenicek

Wings of wax pas de deux - part II
coreografia Jirí Kylián musica Johann Sebastian Bach, Variazione n. 25 Adagio in sol minore
(arr. per trio d’archi di Dimitri Sitkovetsky) dalle Goldberg Variations, BWV 988 (1742)
interpreti Cora Bos – Kroese, Yvan Dubreuil

Solo nuova creazione
coreografia Leo Muijik musica da definire
interpreti Aurélie Dupont

programma e ordine soggetto a variazione
promozione e distribuzione International Music

prima ed esclusiva nazionale


Manuel Legris
Entra nella scuola di danza dell’Opéra de Paris nel 1976. Le sue qualità si impongono subito con evidenza e la sua carriera è folgorante: nel 1984, da ‘sujet’ vince la Medaglia d’Oro del Concorso Internazionale di Osaka. Fatto unico nella storia dell’Opéra di Parigi, nel 1986, ancora ‘sujet’, è promosso ‘étoile’ da Rudolf Nureev sul palcoscenico del Metropolitan Opera di New York per la rappresentazione di Raymonda in cui danza il ruolo di Jean de Brienne.
Da allora i ruoli da protagonista si sono succeduti, permettendo alla nuova étoile di prendere possesso del “Grande Repertorio”, svelando così le sue molteplici facce e l’estensione delle sue qualità senza limiti.
Nel 1988 riceve il premio Nijinski. Grazie a tecnica perfetta e ricchezza espressiva, Manuel Legris si impone come partner d’eccezione, un ballerino completo che riesce a passare con una stupefacente facilità dal repertorio classico al contemporaneo.
Ospite di prestigio, è apparso sui palcoscenici più importanti del mondo. Riceve nel 1998 il Prix Benois per la sua splendida interpretazione dell’Arlésienne di Roland Petit.
Nel luglio 2000 è il primo ballerino francese invitato ad esibirsi al World Dance Festival di Seoul, e trionfa qualche giorno più tardi a Tokyo al World Ballet Festival. Nel dicembre dello stesso anno Legris ottiene il Nijinski Award 2000, che lo proclama miglior ballerino del mondo. A settembre del 2001 riceve il Prix Léonide Massine, nel marzo 2002 una tappa importante segna la sua carriera trionfando sulla scena del Teatro Marinsky di San Pietroburgo nell’ambito del 2° Festival Internazionale. Sempre nel 2002 riceve il “Prix Danza & Danza”.
Tra gli impegni più recenti: nel 2003 Manuel Legris aggiunge al suo repertorio due importanti coreografie,ovvero Variations sur Carmen di Roland Petit e Phrases de Quatuor di Maurice Béjart e sempre nello stesso anno Maurice Béjart “rimonta” apposta per lui e per Laurent Hilaire Chant du Compagnon Errant, creazione di cui hanno l’esclusiva
Nel 2004 Jirí Kylian crea, all’Opéra de Paris il duo Il faut qu’une porte..., che Legris danza con Aurélie Dupont e trionfa in dicembre dello stesso anno con la creazione di Trisha Brown (O composite) al fianco di Aurélie Dupont e Nicolas Le Riche. Nel 2005 il Balletto di Stoccarda gli offre il ruolo di protagonista in Onegin, nel guigno 2006 danza a Parigi in Dame aux Camelias di John Neuemeier.
Nel 1993 è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres e nel 1998 Officier des Arts et des Lettres.

Aurélie Dupont
Entra all’école de danse de l’Opéra nel 1983 e nel 1989, a soli 16 anni, entra a far parte del corpo di ballo. Nel 1990 è quadrille, nel 1991 coryphée, nel 1992 sujet. Medaglia d’oro al concorso di Varna, interpreta il pas de trois delle Ombre ne La bayadère (Nureyev). Nel 1993 interpreta il pas de deux dei paesani in Giselle, “Sanguin” in Les quatre tempèraments (Balanchine), Tchaikovski-pas de deux (Balanchine) alle serate « Jeunes danseurs ». Nel 1994 riceve il Prix du Cercle Carpeaux. Interpreta Gamzatti ne La Bayadère (Rudolf Noureev). Roland Petit la sceglie per Rythme de valses.
Nel 1995 interpreta le coreografie del repertorio classico e contemporaneo tra cui Paquita (Petipa), In the Middle, Somewhat Elevated (William Forsythe), le pas de six de Napoli (August Bournonville), Etudes (Harald Lander) ; nel 1996 quelle di Casse-Noisette (Noureev), Le Loup (Roland Petit), e Annonciation (Angelin Preljocaj) diventando première danseuse.
Ha danzato Le sacre du printemps (Pina Bausch), e grazie all’interpretazione in Don Quichotte (Neureyev) nel 1998 viene nominata étoile. Tra il 1999 e il 2005 ha interpretato Sylvia (Neumeier), In The Night (Robbins), Capriccio, Symphonie en ut, Concerto Barocco (Balanchine), La Belle au bois dormant, Cendrillon, Raymonda, La bayadère (Nureyev), Le Parc (Preljocaj), Carmen (Roland Petit), L'Histoire de Manon (MacMillan), Le songe d'une nuit d'été (Neumeier), Giselle (Mats Ek) et Giselle classica, La sylphide (Pierre Lacotte, da Taglioni).
Creazioni commissionate dall’Opéra: Casanova (Angelin Preljocaj, 1998), Le concours (Maurice Béjart), Perpetuum (Ohad Naharin), Stepping Stones, Bella Figura (Jirí Kylián), Liebeslieder Walzer (Balanchine), Il faut qu'une porte (Kylián - 2004), O zlozony / O composite (Trisha Brown, 2004), Dame aux Camelias ( 2006).
Nel 2001 riceve il premio “Benois de la Danse”.



Jirí Bubenícek
Nato a Polen, ha studiato al Conservatorio di Praga prima di entrare a far parte dell’Hamburg Ballett nel 1993. Promosso solista nel 1995, è principal nel 1997.
Jirì Bubenicek ha ispirato alcuni dei ruoli più importanti delle coreografie di John Neumeier, come Nijinsky The Seagull, Odyssey, Hamle, Bernstein Dances, Images from Bartók, The Wanderer, Morte a Venezia, Songs of the Night. Ha danzato coreografíe di Stephan Thoss e Mats Ek (La Bella Addormentata). Sta concentrando sempre di più la sua attenzione verso la coreografia, grazie alla quale ha già avuto importanti riconoscimenti, per l’Hamburg Ballet ha creato Unerreichbare Orte. Ha vinto il Benois de la Danse 2002.

Otto Bubenícek
Nato a Polen, ha studiato al Conservatorio di Praga prima di entrare a far parte dell’Hamburg Ballett, nel 1993. Come il fratello gemello, viene promosso Solista nel 1995, ed è Principal dal 1997.
Per lui John Neumeier ha creato ruoli da protagonista in Odissee, Scheherazade III, Lento, Sheherazade, Bernstein Dances, Nijinsky, Préludes CV, Images from Bartók, Morte a Venezia, Songs of the Night. Nel suo repertorio, oltre ai capolavori di John Neumeier, ci sono coreografie di George Balanchine (Theme and Variations, Violin Concerto), José Limon (The Unsung), Nacho Duato (Remanso), Stephan Thoss e Jirí Bubenícek. Ha vinto il “Prix espèces” al Prix de Lausanne.

Cora Bos – Kroese
Cora Bos-Kroese nasce ad Amsterdam, ma vive tra il Sud Africa, la Nuova Zelanda, l’Inghilterra e l’Olanda. Studia al Royal Conservatory in The Hague e alla Royal Ballet School di Londra sotto la guida di Richard Gibson, Nancy Kilgour, Laura Connors, Marianne Sarstädt, Irena Milovan, Lynne Harrison, Jan Nuyts e Alphonse Poulin. Entra a far parte del Nederlands Dans Theatre (NDT) II nel 1986, passa al NDT I nel 1989. Nel 1993 riceve il premio ‘Aanmoedigingsprijs’ (Encouragement Award) dal Stichting Dansersfonds ’79. Nell’ agosto del 2001 entra a far parte del Ballett Frankfurt e lavora con i più grandi coreografi tra cui Jirí Kylian, Hans van Manen, Mats Ek, Ohad Naharin e William Forsythe. Da due anni danza come free lance.

Yvan Dubreuil
Nato a Parigi ha studiato al C.N.R. di Parigi dal 1981 al 1984 e al Conservatoire National Supérieur di Parigi dal 1985 al 1989, sotto la guida di Jacques Lecoque, Serge Golovine, Cyril Atanassoff, Michael Denard, Alain Davesne, Raymond Francetti. Fa parte del corpo di ballo del Nederlands Dans Theater II dal 1989 al 1991 passando al Nederlands Dans Theater I, dove danza attualmente. Vince nel 1997 il Philip Morris Awards con Passing, e negli anni 2001 e 2002 riceve il Lucas Hoving Award rispettivamente con Walking Mad e Full Circle.

David Drouard
Nato a Laval nel 1975, dopo aver frequentato il C.N.R. di Nantes, entra a far parte del Conservatoire national supérieur musique et danse de Lyon (C.N.S.M.D.) di Lione. Danza le coreografie di Rui Horta e Michel Kéléménis tra gli altri.
È assistente alla coreografia di Abou Lagraa per il Défilé de la Biennale de la Danse di Lione e di Lionel Hoche in occasione della ri-creazione al CCN Ballet de Lorraine di Volubilis.
Crea con la Compagnia “La Baraka” Nuit Blanche (2000), Allegoria Stanza (2002) e Cutting Flat (2003/2004).

mercoledì 26 luglio | Parco di Villa Conti


STRANGE FRUIT [Australia]
The Spheres

con Darren Carmichael, Kathryn Jamieson
Nancy Sposato, Jy Hildred, Sally Hederics
George Filev, Emma Waite
musica originale Not Drowning Waving
co-fondatore John Phillips

promozione e distribuzione International Music


Strange Fruit, è una sorprendente compagnia australiana di teatro di strada diretta da Roderick Poole, che vanta un'ottima fama internazionale, specializzandosi in spettacoli dal considerevole impatto visivo su delle pertiche a quattro metri e mezzo dal suolo.
In questi ultimi 11 anni Strange Fruit, grazie all’unicità delle performance che combinano danza, circo e spettacolo, ha presentato le sue creazioni in almeno 250 festival internazionali ed eventi in oltre quaranta paesi dell’Europa, Asia, Nord America, America Latina, Medio Oriente, Africa e Australia.
Nata con la creazione The Field in occasione del Melbourne Festival, la compagnia ha ricevuto il “Myer Performing Arts Award”, il “Silver Trophy” al Daidogei World Cup, (Giappone, 1999 e 2000) e il “Premio Del Publico” (Spagna, 2003).

The Spheres, usa le immancabili pertiche flessibili di quattro metri di altezza e luminose sfere giganti da cui emergono gradatamente i sette interpreti. L’esecuzione sublime e riverente, affronta il tema della creazione, della vita, attraverso lo sguardo al tempo stesso fantastico, poetico e umano caratteristico della compagnia: dal miracolo della nascita, alla scoperta delle leggi della fisica, The Spheres svela il rapporto tra l'umanità e il pianeta Terra.
Le sfere giganti, metafora della forma molecolare, del principio della vita, dell'embrione, sono arroccate nel cielo come astri luminosi. Ad un tratto iniziano a rumoreggiare in modo sempre più evidente e caotico. Appaiono degli esseri umani ancora in stato fetale, raggrinziti e indifesi. Poi, improvvisamente, il tono cambia: questi esseri umani, già diventati grandi, discutono, si corteggiano, si accoppiano. Ma al desiderio sociale presto si sostituisce la voglia di solitudine, la necessità di costruire un proprio mondo; come stiliti, isolati nell'ascesi, si issano al di sopra del loro globo, prima di scoprire l'ebbrezza della libertà e darsi alla fuga. Al centro c’è il bambino, occhio innocente che contempla il confuso, comico scontro dei personaggi che lo circondano, ovvero la diavolessa, l’uomo addormentato, il clown, la principessa, la cacciatrice, l’amante.

La piazza si trasforma e tutti guardano verso l’alto ai corpi ondeggianti nelle 7 enormi sfere… e ogni sera il pubblico aumenta smisuratamente. [“The Age”, Australia]

.. come statue viventi che lievitano tra la terra e il cielo…
La loro testa oscilla vicino al sole… producendo luminose, eclettiche immagini che rendono omaggio a Michelangelo, Mary Popppins, Folon e Magritte. [“Nord Eclair”, Francia]

martedì 1 agosto | Anfiteatro Romano, Urbisaglia
ANTICHE DANZE
tra storia e rito nell’Anfiteatro Romano di Urbisaglia
[in collaborazione con il Comune di Urbisaglia]


DERVISCI ROTEANTI MEVLEVI
DEL TEMPIO DI GALATA [Turchia]
Musiche e danze rituali sufi

maestro di cerimonia Hasan Cikar
percussioni, voce Mete Edman, N. Hakan Ayik, Veli Vural
cimbali, voce Yesim Çaglayan
doppio tamburo Gül Ayhan
clarinetto Ercan Yalazan
violino turco Kaan Sezerler
liuto Emre Isik
salterio Erdem Özkivanç
flauto nay Özgür Ayhan
voce Sunay Kolcu, Cezmi Isik
dervisci roteanti Salih Okten, Murat Yildiz
Tolga Gogus, Cem Oztasa, Sevtap Demirtas
Tuesday Frint, Deniz Evren, A. Digdem Edman
Ekrem Kolcu, Efsun Atay, Ayhan Akcan

in collaborazione con Dell’Amore Management


La danza dell'estasi
La confraternita dei Mevlevi (i Derviches tourneurs dei viaggiatori occidentali) sviluppò dal secolo XII a Konya, una musica colta fondata sul sistema dei makam, modi analoghi ai maqam arabi, ai datsgah iraniani e ai raga indiani. La musica sufi della setta Mevlevi, per le sue caratteristiche spirituali e meditative, aiuta i credenti ad avvicinarsi a Dio. Il rituale prevede una danza rotatoria dove la mano sinistra è abbassata verso la terra mentre la mano destra è girata verso il cielo. Il danzatore diviene così il medium tra la terra ed il cielo. La musica è dominata dal nay (flauto verticale) che ha un ruolo mistico nella musica turca, i Küdum (piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e gli halile (piatti in rame). Con tali strumenti si esegue la musica del rito mevlevi (ayîn), elemento principale del sema, concerto spirituale preconizzato dal fondatore della confraternita, Mevlänä Djelâleddin el Rûmi («il nostro maestro Djelâleddin del paese di Rum») e divenuto la base della musica colta turca. Il nome Mevlevi deriva da quello di Mevlana, col il quale era conosciuto presso i dervisci il grande poeta mistico del 13° sec., Celatettin Rûmi. Egli non diede origine alla danza religiosa presso i Sufi, poiché essa gli preesisteva, ma le diede enorme importanza. Così scriveva: "Molte strade portano a Dio. Io ho scelto quella della danza e della musica. Il canto cerimoniale è basato soprattutto su poemi tratti dal Masnavi o da altri scritti di Rûmi. La trama contiene due concetti dervisci di base: il raggiungimento dell'estasi attraverso la danza e il ruolo potentissimo della danza nell'ottenimento di questo stato. Quando questo stato è raggiunto, la musica dei percussionisti, dei cantanti e dei musicisti si ferma ma i dervisci, nel loro stato di estasi, continuano a roteare nel silenzio. (Si dice che quando un derviscio raggiunge l'estasi, può accadere che i suoi piedi non tocchino terra). La voce di un flauto solitario li riporta lentamente alla realtà. Queste danze, secondo i Dervisci Rotanti, sono il loro modo per allontanare la mente da ogni contatto con le cose terrene e per far si che le loro anime si allontanino dai corpi così da potersi riunire a Dio. In Turchia la tradizione dei Dervisci (una parola persiana che significa "monaco implorante") Sufi rappresenta un alto sviluppo della particolare arte di comunicare con il divino attraverso la danza. L'educazione di un derviscio è particolarmente ardua e consiste in 1001 giorni di penitenza e prevede il digiuno e la meditazione. Per apprendere la loro danza, i Dervisci bloccano due dita del piede al pavimento; in questo modo essi imparano a mantenere regolare e disciplinata la loro rotazione. Mentre rotea il Derviscio appoggia il suo peso sul piede sinistro e allorché la rotazione acquista velocità, sulle dita del piede sinistro, mentre la gamba destra dà slancio alla rotazione. Per evitare il capogiro, il derviscio tiene la testa leggermente inclinata verso destra e gli occhi fissi sul palmo della mano sinistra.

Il gruppo EMAV
Il gruppo, "I Seguaci Contemporanei di Mevlana", fu fondato sotto la guida del maestro spirituale, Hasan Dede che fu designato per questo ruolo da Hakki Dede, l'ultimo sceicco del tempio di Mevlevi di Uskup (Skopie) nel 1965. Illuminato dal pensieri dell'Eminente Mevlana pose le basi dell’associazione durante molti anni di servizio con varie congragazioni. Grazie all'amore e alla tolleranza della gente di Mevlana di diverse religioni, lingue e nazionalità, riunite intorno ad Hasan Dede. L’associazione fu fondata nel 1982.
I semazen, cioè i dervisci danzanti, il coro ed i musicisti si svilupparono successivamente Sono stati tenuti oltre 300 concerti di musica mistica, cerimonie di sema e conferenze in Turchia e all'estero e articoli riguardanti noi sono apparsi in molte publicazioni. Inoltre, con la produzione di opuscoli, cassette e CD. la cultura e la luce dell'Eminente Mevlana hanno continuato ad essere diffusi nel mondo. La nostra associazione ha lavorato per assicurare il sostentamento e la manutenzione del tempio Galata Mevlevi a Istanbul dal quale prendiamo il nome, e per farlo vivere come ha fatto per 500 anni. Con lo scopo di lasciare questa grande eredità nella migliore condizione possibile per le future generazioni, questo meritevole servizio continua con il sostegno occasionale e del ministero della cultura e di altre organizzazioni.

La cerimonia Mevlevi
Ciascun aspetto della cerimonia Mevlevi ha un valore simbolico, a partire dai più piccoli dettagli degli abiti. La lunga veste bianca del Derviscio rappresenta il suo sudario, il mantello nero la sua tomba, l'alto cappello cilindrico la sua pietra tombale. Il leader dei Dervisci, detto Semazen, indossa una sciarpa attorno al cappello, poiché è l'intermediario tra il cielo e la terra; il colore rosso del tappeto sul quale siede simboleggia il rosso tramonto del giorno in cui morì Rûmi. Il rituale ha inizio con un lento assolo di preghiera al profeta Maometto. I danzatori si tolgono i neri mantelli e chiedono al Semazen il permesso di danzare; benedetti da lui, cominciano lentamente a volteggiare, con le braccia incrociate. A mano a mano che i giri si fanno più veloci i lunghi abiti di discostano dal corpo dei danzatori e le loro braccia si distendono. Il percorso descritto dai dervisci sul pavimento della sala simboleggia i movimenti dei pianeti intorno al sole: ciascun derviscio ruota intorno al proprio asse e al tempo stesso si muove nella sala e il leader Semazen rappresenta il sole.

venerdì 4 agosto | Teatro Annibal Caro
progetto di residenza CIVITANOVA CASA DELLA DANZA


SABURO TESHIGAWARA / KARAS [Giappone]
in collaborazione con CIVITANOVA DANZA e AMAT
Cantiere aperto

coreografia, regia e luci Saburo Teshigawara
danzatori Saburo Teshigawara, Kei Miyata, Rihoko Sato
scelta musicale Kei Miyata
tecnico suono Neil Griffiths

prima italiana 28 ottobre 2006, Teatro Comunale di Ferrara
distribuzione e promozione International Music


Dopo aver stupito al festival 2004 con lo spettacolo Green in compagnia di un memorabile serraglio di mucche, capre, conigli e oche, il giapponese Saburo Teshigawara - stella della danza contemporanea mondiale, di solida formazione classica, che si distingue per il lavoro sulla velocità e sull’energia - sarà in residenza insieme alla sua compagnia nelle strutture di Civitanova Danza per l’avvio del lavoro su una nuova creazione. Nel Cantiere aperto che chiuderà la permanenza lo spettatore sarà invitato non a prendere visione del risultato concluso del lavoro, ma a partecipare al percorso affascinante della sua genesi.

Saburo Teshigawara
Ha iniziato la sua straordinaria carriera creativa nel 1981, nella nativa Tokyo, dopo aver studiato arti plastiche e balletto classico. Nel 1985 con Key Miyata crea KARAS, iniziando così a creare oltre che su stessi anche per altri interpreti. Da allora è stato invitato con KARAS ad esibirsi regolarmente nelle principali città del mondo.
Oltre alle produzioni che realizza come solista e per la compagnia KARAS, Teshigawara riceve importanti riconoscimenti internazionali come danzatore, coreografo e direttore. Nel 1994/95 viene invitato da William Forsythe a creare coreografie per il Ballet Frankfurt, mentre nel 1999 realizza Le Sacre du printemps per il Bayerisches Staatsballett di Monaco e nel 2000 lavora con il Netherland Dance Theatre I. Nel febbraio del 2003 gli viene commissionata una nuova coreografia “AIR” da parte del Ballet de l’Opera National de Paris.
Saburo Teshigawara riceve inoltre l’attenzione della critica internazionale nel campo delle arti visive, grazie a installazioni, films e video oltre che per i progetti di scenografia, luci e costumi che egli realizza per le sue creazioni. Coltiva con forte passione l’interesse per la scultura ed il forte senso della composizione, oltre alla padronanza dello spazio e ai suoi decisi movimenti di danza creano un mondo unico che è soltanto suo. L’interesse per la musica e la ricerca sul tempo e sullo spazio l’hanno portato ad allestire opere in spazi ad hoc e a collaborazioni con vari musicisti.
Oltre ai continui workshops tenuti presso lo Studio KARAS a Tokyo, Saburo viene coinvolto in numerosi progetti educativi tra cui il progetto chiamato S.T.E.P. (Saburo Teshigawara Education Project), iniziato nel 1995 a Londra, che ha portato alla presentazione di nuove coreografie qualli punto di arrivo del progetto pluriennale. Nel 2004 viene selezionato come mentore della danza per il Rolex Mentor and Protege Arts Iniziative, per lavorare per un anno intero con un giovane artista a lui assegnato qule “protégée”. Dal 2006 è professore alla St.Paul’s (Rikkyo) University in Giappone, dove insegna workshops e teoria presso il dipartimento di Expression Studies.
Attraverso i suoi progetti Teshigawara continua ad incoraggiare e inspirare molti giovani danzatori.

KARAS
“KARAS” si è formato nel 1985 con Saburo Teshigawara e Kei Miyata come membri principali. L’obiettivo del gruppo era di cercare una “nuova forma di bellezza”. “La danza” è una forma d’arte difficile da descrivere, dato che non consiste solo di danza ma anche di elementi di arte, musica, metodologia della coscienza, e di visione storica. KARAS ha cominciato con il considerare tutti questi valori attraverso il rock, come quello dei Virgin Prunes. C’erano grosse discrepanze tra ciò a cui Teshigawara tendeva, e ciò che in effetti stava accadendo nella danza tra gli anni Settanta e la prima metà degli Ottanta –una mancanza di libertà. La danza è stata divisa in categorie quali il balletto classico, la danza moderna, il butoh, la danza post-moderna, l’una o l’altra scuola, e così via. Tali definizioni creano barriere designate ad esprimere la unicità di un tipo di creazione di danza. Questa divisione in categorie è molto simile alle convenzioni che si ritrovano nelle arti classiche. Poiché Teshigawara mirava alla libertà, egli vedeva le fragili barriere erette attorno a coloro che stavano creando e scoprendo la danza come una mancanza di libertà. In un certo senso, si poteva dire che “la libertà della danza è la libertà del danzatore”. Tutto ciò non si applica solo alla danza. Essere un artista in questa nazione significa confrontarsi con le restrizioni socio-psicologiche conservatrici nascoste sotto una superficie esteriormente serena. “Tutto va avanti – dopo tutto, la danza è danza, non è vero?” Così, KARAS crede che l’arte non deve ristagnare in modo conservativo. Nuove scoperte devono essere fatte. Piuttosto che l’arte, o la metodologia dell’arte nata da idee convenzionali, affermatasi nel corso della storia, noi speriamo di agire coi nostri personali metodi rispetto alle possibilità ancora nascoste. Magari scopriamo solo dubbi o domande. Vogliamo esprimerle attraverso l’azione.
Non ci sono ideali nella danza. La danza non è semplice. Ma può esserlo. E può essere nuovamente complessa. Ciò che importa è la chiarezza. Le domande chiare hanno forza.
Lo “spazio che si dissolve chiaramente”, che emerge dall’interno dell’idea della ricerca di una “nuova forma di bellezza” – lo sciogliersi di questa luce, questi corpi, queste linee, questo tempo e questo significato - diviene visibile, oppure invisibile.


Hanno scritto di Saburo Teshigawara

Anni luce avanti a tutti gli altri in senso artistico, questo è Saburo Teshigawara. Così nuove, così insolite sono la forma e l’estetica di Teshigawara, la sua espressione e la sua intensità. [Andrea Amor, “Kurier”]

Con densità oltre l’immaginazione, egli ha attirato l’attenzione del pubblico senza far la minima concessione, dall’inizio alla fine. Teshigawara ha consegnato il suo nome alla storia con questo capolavoro (Here to Here). [“Nouvel Observateur”]

Che egli avesse un contributo nuovo da dare, specialmente in relazione ad uno stile di movimento stupefacente, sia prismatico che ritmico, era ovvio… come il cubismo nella pittura, sia nella sua fase analitica che sintetica, questa è una forma di coreografia che mostra una realtà interiore attraverso una forma fratturata… un programma nondimeno innovativo ed eseguito in modo eccezionale. [Anna Kisselgoff, “New York Times”]

Luci, musica e coreografia di altissimo livello, il super-esteta Saburo Teshigawara e la sua compagnia Karas mostrano quanto eccitante e libera possa essere la danza moderna. [“Sunday Mail”]

Si riteneva che l’universo della danza fosse stato interamente esplorato e la sua mappa completamente tracciata, fino a quando il danzatore giapponese Saburo Teshigawara non ha fatto irruzione sulle scene come una cometa di ghiaccio proveniente da un distante sistema solare dove altre leggi di gravità sono all’opera.
[Maria Franziska Adelmann, “German Vogue”]

Quando Teshigawara danza, il suo corpo è assieme pesante e leggero, statico e dinamico. Ciò che sembra come l’illusione dell’occhio è il risultato dell’afferrare accuratamente ciò che si trova nell’intervallo vuoto e che di solito non si vede. [Gerald Gigmund, Frankfurter Allgemeine Zeitung“]

Tra i coreografi di oggi, Saburo Teshigawara è quello maggiormente elogiato. Ha una rara forma di estremismo estetico. Sembra essere giunto da un altro pianeta ed aver fatto da pioniere a nuovi aspetti della danza… se dovesse esistere un termine quale la distanza dell’estetica esso si adatterebbe precisamente a Teshigawara… è ferma intenzione di questo coreografo elevare senso e consapevolezza fino ad afferrare ciò che sfugge attraverso la coscienza individuale. [“Der Tagesspiegel”]

La concentrazione focalizzata e metodica del suo linguaggio del movimento è anche sculturale nella sua realizzazione, a volte in senso letterale, come quando Teshigawara scolpisce immagini risonanti di silenzio usando i forti corpi dei danzatori della sua compagnia Karas. [“The Times”]

Il suo senso del movimento è unico, ogni tentativo di imitarlo risulta impossibile. Ciò che viene eseguito dal coreografo ed il suo gruppo è costruito su una solida tecnica di danza, ma al tempo stesso nega qualsiasi codice di movimento. [“Der Standard”]

Il corpo di Teshigawara è come l’ombra del platino bianco, che riflette vagamente. Il movimento con il minimo della velocità dà l’impressione che egli sia quasi immobile, ma continua a muoversi. Il movimento del corpo è ora oltre il movimento. Sebbene non sia sostanziale, si può sentirne l’esistenza tramite la densità dell’aria che lo circonda. Il suo corpo irradia continuamente luce verso l’esterno tramite il movimento.. .sembra aver trovato il mezzo di sunlimare il suo corpo in qualcosa di rarefatto e privo di sostanza. [Kazuko Kuniyoshi, “Ashai Graph”]

Egli ed il suo gruppo KARAS costituiscono l’apice delle arti di spettacolo odierne…. una sublime fusione di movimento da strada con un infallibile senso delle relazioni spaziali tra corpi e forma. Se mai il Giappone avrà una sua compagnia nazionale di danza, chi più adatto per formarla e dirigerla? [Gilles Kennedy, “Japan Times”]

Quando si vede danzare Saburo Teshigawara, si comprende che esistono ancora molte potenzialità nel corpo dell’essere umano. Fino al punto di ingoiare attorno a lui, le sue membra liberate velocemente si contraggono, espandono, fluttuano, e cadono. È una danza che stimola pienamente l’immaginazione… questo eccellente danzatore e coreografo ci conduce verso il futuro con il suo corpo. [Yutaka Takahashi, “Mainichi Shinbun”]

Saburo Teshigawara è assolutamente superbo non solo come danzatore, ma anche come artista in genere… dotato della volontà e del talento per continuare la ricerca e la considerazione dei rapporti tra il corpo e l’arte della danza. [Toru Kawasaki, “Daikoukai”]

La danza di Saburo Teshigawara è indicibilmente aggraziata persino nei massimi picchi di tensione. Ed inoltre è acuta. Si potrebbe dire che l’ideale dell’estetica giapponese si trovi qui. Come potrebbe essere possibile una tale precisione, un simile controllo? Non è più del livello tecnico che stiamo parlando. La tranquillità della perfetta serenità di mente e corpo. [Ryoko Sasaki, “Asahi Shinbun”]

giovedì 10 e venerdì 11 agosto | Spiaggia Lungomare Nord


VERTIGO DANCE COMPANY [Israele]
Birth of the Phoenix

direttore artistico Noa Wertheim
direttore generale e co-direttore artistico Adi Sha’al
assistente artistico e maestro di danza Rina Wertheim Koren
direttore musicale Ran Bagno
direttore delle prove Sandra Baron

coreografia Noa Wertheim
con Elad Shechter, Yaron Shamir
Nimrod Chirurg, Carmi Zisapel, Meital Blanaro.
ideazione Amos Stempel
collaborazione all’ideazione Adi Sha’al
musiche Ran Bagno, Rene Aubry
scenografie Moshik Yosifov
costumi Design School for Performing – Rakefet Levy, studenti del primo anno
disegno luci Dani Fishof – Magenta
suono Shasho

prima ed esclusiva italiana


Nulla di più emozionante per la conclusione del festival: il fascino del mare poco dopo il tramonto a far da cornice ad una danza vitale e seducente. Birth of the Phoenix è dialogo tra l’uomo e la natura, uno spettacolo strettamente legato allo spazio in cui è rappresentato, un lavoro unico, ricco e in continuo sviluppo. Sotto una cupola reticolata appositamente costruita, che raccoglie gli spettatori attorno allo spazio scenico, usando il linguaggio della danza contemporanea Vertigo Dance Company accompagna il pubblico in un’esperienza di danza poetica e coinvolgente.


Noa Wertheim
Danzatrice, fondatrice e direttrice artistica della Vertigo Dance Company, Noa Wertheim è nata negli Stati Uniti nel 1965.
Ha cominciato a danzare negli studi di danza di Esther Bash a Nataniya e con Sara Yochai, per diplomarsi nel 1990 presso la Rubin Academy of Music & Dance di Gerusalemme nonostante la sua educazione religiosa le impedisse di intraprendere questo tipo di carriera. Si è esibita con numerose compagnie tra cui la Jerusalem Tamar Dance Company, dove ha incontrato Adi Sha’al. Insieme hanno fondato e dirigono la Vertigo Dance Company dal 1992. Noa ha vinto numerosi premi, tra cui Premio per Coreografi dal Ministero della Cultura nel 1998 e il Landau Performing Arts Prize di Israele nel 2003.

Adi Sha’al
Danzatore, fondatore, direttore generale e co-direttore artistico della Vertigo Dance Company, Adi Sha’al è nato nel 1966 ad Haifa ed è sposato con la coreografa Noa Wertheim, matrimonio da cui hanno avuto due figli, Yehonatan e Nov. La sua prima esperienza da performer fu all’età di 17 anni con una tournée trimestrale della “Friendship Caravan”, una compagnia composta di danzatori e cantanti di musica folk israeliana.
I suoi primi passi di danza ebbero luogo negli studi di Emek Hayarden, per poi studiare presso la Kibbutz Dance Workshop. Ha danzato con il Bat-Sheva Ensemble e si è esibito con la Jerusalem Tamar Dance Company. Si è poi stabilizzato alla direzione della Vertigo Dance Company nel 1992, assieme a Noa Wertheim.

2006
XIII festival internazionale nel nome di Enrico Cecchetti






gli sponsor

Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche

Boccadigabbia

Cesare Paciotti

Eurosuole spa

Manas spa Shoes made in Italy



i collaboratori

Armony Center sas di Civitanova Marche

Nerea, acqua minerale

Biglietti
Balletto del Teatro Nazionale di Praga - Balletto di Roma
Aurélie Dupont, Manuel Legris & Friends
I sett. 25,00 euro | II sett. 20,00 euro | III sett. 15,00 euro – rid.* 10,00 euro
Strange Fruit - Vertigo Dance Company
posto unico 15,00 euro – rid.* 10,00 euro
Dervisci Roteanti Mevlevi
posto unico numerato 15,00 euro – rid.* 10,00 euro
Atelier di Teatrodanza della Scuola Paolo Grassi di Milano - Saburo Teshigawara / Karas
posto unico numerato 10,00 euro – rid.* 8,00 euro

diritto di prevendita di 1,50 euro sull’acquisto dei biglietti fino al giorno precedente lo spettacolo

Carta Civitanova Danza
[ingresso a 4 spettacoli. Fuori abbonamento Atelier di Teatrodanza della Scuola Paolo Grassi di Milano, Dervisci Roteanti Mevlevi, Saburo Teshigawara / Karas e Vertigo Dance Company.
Ai primi 180 abbonati ingresso a 5,00 euro per lo spettacolo Bicchiere bouquet chitarra e bottiglia]

I sett. 75,00 euro – rid.* 70,00 euro | II sett. 62,00 euro – rid.* 58,00 euro
III sett. 50,00 euro – rid.* 47,00 euro

* fino a 24 anni, iscritti scuole di danza, Amici di Civitanova Danza


Prenotazioni e vendita
da lunedì 19 giugno a domenica 2 luglio vendita carte
dal 3 luglio vendita biglietti per tutti gli spettacoli
Civitanova Marche
Biglietteria del festival c/o Teatro Rossini [orario: 18.30 - 21]
tel. 0733 812936
Ancona
Amat [orario: 10 – 16 sab e festivi esclusi]
tel. 071 2072439 / 2075880
Centro Servizi [mar – sab 8.30 - 12.30 / 16.30 – 19.45]
tel. 071 3580003
Ascoli Piceno
Teatro Ventidio Basso [orario: 9.30 -12.30 sab e festivi esclusi]
tel. 0736 244970 / 258035
Fermo
Teatro dell’Aquila [9.30 - 12.30 / 17 – 20 feriali | 9.30 - 12.30 sab]
tel. 0734 284295
Macerata
Biglietteria dei Teatri [orario 10,30 – 13 / 17 – 20 festivi esclusi]
tel. 0733 230735
Porto Recanati
Proloco [orario: 9.30 – 12.30 / 17 - 23]
tel. 071 7591872 / 9799151
Urbisaglia
Proloco [orario: 10 – 13 / 15 – 19]
tel. 0733 506566

nei giorni di spettacolo la vendita dei biglietti verrà effettuata anche presso i teatri di riferimento [orario: 18.30 - inizio spettacolo]

vendita on line www.teatridicivitanova.com - www.amat.marche.it

Amici di Civitanova Danza
Civitanova Danza ha un suo nutrito gruppo di Amici che, come accade nei più importanti teatri, ne sostiene l'attività partecipando attivamente a tale prezioso progetto. Per tutti coloro che intendessero diventare nuovi Amici di Civitanova Danza vale la pena ricordare che le agevolazioni dei soci comprendono:
- il diritto di usufruire di riduzioni sull'acquisto di carte e biglietti per tutti gli spettacoli di danza programmati nei Teatri di Civitanova;
- l'ingresso gratuito e garantito a tutte le prove generali alle quali è ammesso il pubblico;
- l'invito a tutte le attività collaterali.
Per diventare Amico di Civitanova Danza la quota di iscrizione è di 20,00 euro e la tessera annuale di 10,00 euro.


Inizio spettacoli
ore 21.30
Vertigo Dance Company
10 agosto, ore 5.30 – 11 agosto, ore 19.30


Informazioni
Teatro Rossini | Civitanova Marche, via Bruno Buozzi 1
tel. 0733 812936 fax 811536 – info@teatridicivitanova.com
Teatro Annibal Caro | Civitanova Marche Alta, c.so Annibal Caro
tel. 0733 892101
Amat | Ancona, c.so Mazzini 99
tel. 071.2075880 fax 071.54813
www.amat.marche.it / danza@centoteatri.com

www.civitanovadanza.it

I possessori di un biglietto o abbonamento di Civitanova Danza potranno usufruire del biglietto gratuito per la mostra Omaggio a Picasso [Chiesa di Sant’Agostino e Pinacoteca, 2 luglio – 31 ottobre].

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