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TEATROLTRE ospita la BALLATA DEL CARCERE DI READING con UMBERTO ORSINI e GIOVANNA MARINI SABATO 31 MARZO al TEATRO ROSSINI di PESARO
Il Teatro Rossini di Pesaro torna ad ospitare TeatrOltre, rassegna che ospita le importanti esperienze della scena contemporanea su iniziativa degli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Urbino e Pesaro, della Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, della Provincia di Pesaro e Urbino e dell’Amat. Sabato 31 marzo saranno in scena Umberto Orsini e Giovanna Marini nella Ballata del carcere di Reading. Un inno alla bellezza anche dentro l’orrore più grande, la Ballata che Oscar Wilde scrisse dopo la sua reclusione nel carcere di Reading, perché accusato di omosessualità. Un atto di dolore e di amore per un giovane soldato condannato a morte per l’omicidio della sua amante, un poema appassionato che denuncia la crudeltà della vita carceraria e quella della giustizia umana. Umberto Orsini e Giovanna Marini portano in scena questo capolavoro della letteratura guidati dalla regia di Elio De Capitani. L’attore incanta mentre racconta d’amore e di omicidio; con una musica che spazia dalle ballate irlandesi ai lieder shubertiani, Giovanna Marini esalta, con il suo tocco, tutte le suggestioni del poema.
Il recital ha debuttato lo scorso anno al Festival di Asti e pare pensato su misura per i due interpreti d’eccezione. Giovanna Marini con la sua chitarra e la sua musica, Umberto Orsini con la sua voce e la parola del poeta. Così uno dei nostri maggiori attori italiani e la signora della ribellione e della musica, si confrontano sui versi di uno dei grandi della letteratura di tutti i tempi. La regia “sobria, misurata e intelligente” di Elio De Capitani, è fatta di geometrie, ombre e luci che simboleggiano un viaggio mentale e un cammino profondamente religioso di meditazione sui mali del mondo e sulla redenzione. Questo canto d’amore e di passione, di rabbia e dolore, intreccia con abilità musica e canzoni nella forma della ballata che è lamento poetico ed esistenziale al tempo stesso.
La ballata del carcere di Reading narra dell’impiccagione di un giovane detenuto, colpevole di omicidio e delle reazioni dei suoi compagni di pena. L’uomo aveva ucciso la moglie ed era condannato a morire. Le attenzioni che Wilde rivolge alle azioni di massa dei carcerati, sono solo il terribile contorno, il tragico scenario di un movimento ben più intimo che vuole un amore univoco e intimo con il soldato slanciato, giovane e bello. La prima parte della ballata evoca il rituale assurdo e feroce dell’esecuzione seguito da una meditazione, profondamente religiosa, sulla presenza di Cristo. L’antefatto alla ballata va ricercato nelle note biografiche dell’autore. Oscar Wilde aveva una relazione con Alfred Douglas, secondogenito ventenne del marchese di Queensberry. Il marchese cercherà in tutti i modi di recuperarlo, strappandolo alla relazione con Wilde, per consegnarlo alla dignità del matrimonio e alla perpetuazione del casato. Ma la coppia è inseparabile: sono sempre insieme ovunque, pranzano e cenano insieme, sotto gli occhi di tutti, vanno a teatro, al music-hall, viaggiano, urtando oltremodo la società e in primo luogo il marchese di Queensberry, il quale provoca Wilde in pubblico accusandolo di “atteggiarsi a sodomita”. Ricordiamo che l’Inghilterra di fine ‘800 puniva quel, peraltro non infrequente, peccato d’amore con la pena di morte. Aizzato da Alfred, Wilde fa causa al marchese per diffamazione. La causa si risolve con un’inversione dei ruoli e l’accusato si farà accusatore. Tutti si aspettano una fuga di Wilde in Francia, ma viene arrestato, non tanto perchè il poeta voglia andare in fondo al proprio destino, ma perchè al momento della partenza rimane bloccato in un albergo per insolvenza, a causa di spese smodate dell’incontenibile Alfred Douglas, miglior alleato involontario dell’odiato padre. Giudicato colpevole, Wilde viene incarcerato a Reading dove scriverà De Profundis, una lunga lettera mai spedita a Alfred Douglas, e La Ballata del carcere di Reading, che verrà pubblicata anonima con la sigla C.3.3., il numero di matricola che Wilde ebbe da carcerato.
Le musiche dello spettacolo – prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Eliseo – sono di Giovanna Marini, le luci di Robert John Resteghini e il suono di Marco Olivieri.
Biglietti: posto unico numerato 10 euro, ridotto giovani e studenti 8 euro. Informazioni: biglietteria del Teatro 0721 387621, aperta dal mercoledì al sabato con orario 16.30-19.30 e dal giorno precedente lo spettacolo anche al mattino con orario 9.30-12.30. Inizio spettacolo ore 21,15. Vendita biglietti on-line su www.amat.marche.it. |
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