Appuntamenti gennaio 2007

 

Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi - Arca Azzurra Teatro

BUFFI SI NASCE

rondò di coppie liberamente ispirato a Boccaccio, Macchiavelli

Novelli, Palazzaschi, Chiti

con Lucia Poli e con Marco Natalucci

drammaturgia e regia Ugo Chiti

 

Ugo Chiti gioca con alcuni grandi autori toscani della letteratura, da Boccaccio a Palazzeschi, e intesse un testo bizzarro e umoristico sul rapporto amoroso. un girotondo che rimanda idealmente a tourbillon teatrali, ai giochi di coppia delle pochades, ma anche alle piccole storie quotidiane. Protagonista è il rapporto di coppia, colto nei suoi momenti più esilaranti ed esplosivi, seguendo un percorso di autori che va dal Boccaccio al Machiavelli, dal Palazzeschi al Novelli. In un continuo rovesciamento dei ruoli i due interpreti si alternano nelle parti maschili e femminili proponendo con raffinata ironia personaggi di diversa provenienza letteraria e teatrale. Piccole storie quotidiane di ieri e di oggi, dal sapore dolce amaro e tragicomico, dove i buffi, gli sciocchi, i gabbati, i perdenti mostrano la loro tenerezza, la loro anima e psicologia. Una rappresentazione allusiva di una specie umana sempre in bilico sul filo che attraversa la vita, mischiando assieme il tragico e il comico con ambigua consapevolezza.

Buffi si nasce è forse un'impropria titolazione per mettere assieme personaggi di diversa provenienza, letteraria e teatrale, con vertiginosi salti temporali, dal 1300 alla contemporaneità, ma tutti accomunati dalla stessa lingua, città e regione. Firenze, la Toscana.

 

3 gennaio 07 – Montecarotto, Teatro Comunale (info: 0731 206888 – www.amat.marche.it)

4 gennaio 07 – Treia, Teatro Comunale (info: 071 2075880 – www.amat.marche.it)

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BALLETTO DEL CREMLINO [Russia]

Lo Schiaccianoci

[prima ed esclusiva regionale]

 

Favola a lieto fine pervasa da un’atmosfera fatata di festa, Lo Schiaccianoci è il balletto classico che maggiormente ammalia i bambini e incanta i grandi. Non a caso questa fiaba fatta di fiocchi di neve e fiori che danzano è lo spettacolo più rappresentato nel mondo durante le festività natalizie. A portarla in scena il Balletto del Cremlino, una delle più prestigiose compagnie russe: fondata da Andrey Petrov (primo ballerino del Bolshoi e suo direttore negli anni ’80) con l’intento di preservare le tradizioni classiche della scuola del balletto russo e sovietico, ha raggiunto indiscussi successi sia

in patria sia all’estero.

 

Il Teatro del Balletto del Cremlino fu fondato nel 1990 dal coreografo Andrey Petrov, Artista del Popolo di Russia ed attuale direttore artistico. Il teatro è situato nel complesso presidenziale del Palazzo dei Congressi del Cremlino. Andrey Petrov, nel rispetto degli stilemi della tradizione classica, si è fatto promotore di una coraggiosa opera di rinnovamento dell’arte coreutica. Il repertorio del Teatro del Balletto del Cremlino include infatti sia spettacoli dei grandi maestri del passato (Petipa, Ivanov, Gorsky) che allestimenti di coreografi contemporanei (Grigorovich, Vassiliev, Petrov) e comprende i balletti La Halte de Cavalerie, balletto in un atto di J. Armsheimer, corografia di M. Petipa, Cenerentola, balletto di S. Prokofiev, coreografia di V. Vassiliev, costumi di Nina Ricci, Ruslan e Ljudmila, balletto di M. Glinka, coreografia di A. Petrov, i balletti di P. I. Cajkovskij Lo Schiaccianoci (coreografia di A. Petrov), Il Lago dei Cigni (coreografia di L. Ivanov, M. Petipa, A. Gorsky, A. Messerer e A. Petrov ) e La Bella Addormentata (coreografia di M. Petipa e A. Petrov), Don Quichotte, balletto di L. Minkus, coreografia di A. Gorsky nella redazione di V. Vassiliev, Napoleone Bonaparte, fantasia coreografica di T. Khrennikov, coreografia di A. Petrov, Zeus, balletto di D. Arapis, coreografia di A. Petrov, Prospettiva Nevsky, dittico su un soggetto di N. Gogol, musica di D. Shostakovich (1° atto) e A. Schnittke (2° atto), coreografia di A. Petrov, Tom Sawyer, balletto di P. Ovsyannikov da un racconto di M. Twain, coreografia di A. Petrov, Romeo e Giulietta, balletto di S. Prokofiev, coreografia di Yu. Grigorovich, scene e costumi di S. Virsaladze, Sinfonia Fantastica, balletto in un atto su musica della sinfonia omonima di H. Berlioz, coreografia di A. Petrov, Coppelia, balletto di L. Delibes, coreografia di A. Petrov, Ivan il Terribile, balletto di S. Prokofiev, coreografia di Yu. Grigorovich, scene e costumi di S. Virsaladze, Giselle, di A. Adam, cor. di Perrot e Coralli nella redazione di V. Vassiliev. Nel repertorio del Balletto del Cremlino figurano anche le “Serate di coreografia classica” e svariati programmi di “Divertissements”. Gli allestimenti scenici e i costumi sono curati da alcuni dei massimi esponenti della scuola russa, quali Stanislav Benediktov e Olga Polyanskaya, Marina Sokolova e Boris Messerer, Victor e Rafael Volsky, Vladimir Arefiev e Boris Krasnov, ma anche da stilisti della haute couture del calibro di Nina Ricci. L’abilità del corpo di ballo e dei solisti è continuamente affinata grazie all’attività della leggendaria Ekaterina Maximova, maître de ballet e repétiteur della compagnia.

I solisti del Balletto del Cremlino sono tutti vincitori di concorsi internazionali. Il Balletto del Cremlino è unanimemente considerato una delle migliori compagnie di danza della Russia. Di grande rilevanza l’attività del Teatro all’estero: i pubblici di Italia (Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Carlo Felice di Genova, Ravenna Festival, ecc.), Francia, Austria, Grecia, Ungheria, Spagna, Cipro, Israele, Cina e Taiwan hanno già potuto apprezzare la bellezza e l’intensità dei suoi spettacoli.

 

7 gennaio 07 - Civitanova Marche, Teatro Rossini (info: 0733 812936 – www.civitanovadanza.it)

 

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Fabbrica e La Biennale di Venezia

SCEMO DI GUERRA

Roma 4 giugno ‘44

uno spettacolo di scritto, interpretato e diretto da Ascanio Celestini

 

Mio padre raccontava una storia di guerra. Una storia di quando lui era ragazzino. L’ho sentita raccontare per trent’anni. È la storia del 4 giugno del 1944, il giorno della Liberazione di Roma. Per tanto tempo questa è stata per me l’unica storia concreta sulla guerra. Era concreta perché conoscevo le strade di cui parlava. Conoscevo il cinema Iris dove aveva lavorato con mio nonno e poi era concreta perché dopo tante volte che la ascoltavo avevo incominciato a immaginarmi pure i particolari più piccoli del suo racconto. Ogni volta che raccontava faceva delle digressioni, allungava o accorciava il discorso inserendo episodi nuovi o eliminando parti che in quel momento considerava poco importanti. Così quando ho incominciato a fare ricerca ho deciso di registrarlo e provare a lavorare sulle sue storie.

Da queste storie nasce Scemo di guerra.

Nello spettacolo si ritrovano alcuni avvenimenti molto conosciuti come il bombardamento di San Lorenzo o il rastrellamento del Quadraro con più di mille persone deportate. Alcuni fatti sono veramente accaduti a lui come quando ha rischiato di farsi ammazzare mentre raccoglieva una cipolla. Alcuni sono altrettanto veri, ma li ho ascoltati da altre persone come la storia del soldato seppellito vivo all’Appio Claudio. Certe cose, invece, me le sono inventate io o le ho prese da altri racconti di altre guerre che mi è capitato di ascoltare.

Adesso credo che questa sua storia per me sia diventata il modo per mantenere un duplice legame sentimentale: quello politico con la mia città e quello umano con mio padre.

Ascanio Celestini

 

9 e 10 gennaio 07 – Macerata, Teatro Lauro Rossi (info: 0733 230735 – www.amat.marche.it)

 

 

Nuovo Teatro - Compagnia Gli Ipocriti

QUESTI FANTASMI!

di Eduardo De Filippo

con Silvio Orlando

regia di Armando Pugliese

 

La storia di Questi fantasmi! è perfettamente sintetizzata da Eduardo nel sottotitolo della sua prima stesura dell’opera: “apparizioni raccapriccianti: uno sguardo agli uomini, un altro alle cose di tutti i giorni e ti accorgerai che al raccapriccio hai fatto l’abitudine”.

 

Fu scritta nel 1946, Eduardo racconta con un piccolo aneddoto, l’idea della commedia: «C’era un vecchio con la barba che veniva a casa quando ci trovavamo tra amici perché raccontava di essere uno specialista di sedute spiritiche. Per convincermi, mi diceva che spesso, tornando a casa sua, trovava un tipo che usciva e lo salutava. Diceva di essere un fantasma. Io gli chiesi: “Lei è sposato? E sua moglie non dice nulla?” “Non se ne accorge”- mi rispose - “non lo vede”. Così nacquero Questi Fantasmi!» ( “Corriere della Sera”, 17 gennaio 1983).

Ma c’è anche un episodio dell’autobiografia di suo padre che potrebbe aver sedimentato nella memoria dell’autore: Eduardo Scarpetta, da bambino, aveva abitato in un «palazzo grande come una caserma», dato in affitto a poco ai genitori perché si diceva infestato da un «munaciello»; ma la madre (Emilia Rendina) si suggestionò al punto di avvertire ogni giorno misteriose presenze e costrinse dopo qualche mese il marito (Domenico Scarpetta) a traslocare (M. Giammuso, Vita di Eduardo cit., p.183).

 

Questi fantasmi!, uno dei più famosi testi di Eduardo, etc., etc.

Mi viene da pensare: questo testo ebbi il piacere di metterlo in scena per Luca De Filippo e la sua compagnia alcuni anni fa e, se la memoria non mi inganna, lo spettacolo andò molto bene.

Molto mi concentrai sulla casa degli spiriti a quel tempo, e sul rapporto dei personaggi con quella casa, molto mi concentrai sulle influenze scarpettiane e su quelle pirandelliane nella stesura eduardiana di uno dei suoi primi capolavori del dopoguerra, eppure…

Eppure qualcosa sicuramente doveva mancare, forse per la mia non sufficiente sostanziosa esperienza teatrale o umana.

Certo il gioco in bilico tra apparenza e reatà tra finzione e verità, che pervade tutto il lavoro è ciò che cercai di evidenziare, ma i piatti della bilancia forse pendevano un po' troppo a favore dell’ingenuità del nostro Pasquale Lojacono.

Oggi mi chiedo: ma tutto il distinguo tra “fesso” e “furbo” così caro ai miei concittadini, quel distinguo che quasi sempre tralascia la considerazione che oltre a quelle due condizione possa esisterne una terza, l'intelligenza, l’avrò sottolineato a dovere? E riuscirò oggi a far capire che sostanzialmente di questa pasta è il nostro protagonista, perché così lo ha voluto l’autore, con le sue disperazioni e le sue esaltazioni, in una partita in cui mette in ballo il valore stesso della sua esistenza?

Speriamo di si, così come speriamo di far almeno intuire che aldilà del gioco dei fantasmi, aldilà dello svilupparsi degli interessi o degli appetiti o delle necessità dei nostri personaggi maschili, chiaro, anche se in forme diverse, fa risultare, l’autore, vero dramma quello delle donne.

Quello di Maria, donna inquieta e sballottata tra opposti sentimenti, che quando finalmente intravede la salvezza, se la vede sfumare sotto il naso.

Quello di Carmela, sorella del portiere rimasta scema dopo una sortita in terrazza, magari per uno scherzo di dubbio gusto del nostro dirimpettaio, il professor Santanna.

Quello di Armida, la moglie tradita, che si ritrova abbandonata dal marito a gestire in una campagna sperduta i due “muorbidi”, come essa stessa definisce i suoi due figli…

… e finanche quello della defunta moglie del portiere, che forse perse la vita proprio a causa degli amorosi schiaffoni che l’uomo si era abituato a somministrarle per ammansirla o per “farla parlare”.

Già, perché aldilà delle incredibili trovate comiche e delle paradossali situazioni grottesche, proprio di dramma stiamo parlando, con tutti i suoi risvolti amari, compreso quel “… è probabile… speriamo” che lo chiude, foriero di altri drammi a venire.

Armando Pugliese

 

11 e 12 gennaio 07 - Civitanova Marche, Teatro Rossini (info: 0733 812936 – www.amat.marche.it)

13 gennaio 07 – Urbino, Teatro Sanzio (info: 0722 2281 – www.amat.marche.it)

 

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Teatri Uniti

LE FALSE CONFIDENZE

di Pierre Marivaux

traduzione di Cesare Garboli

con Anna Bonaiuto, Andrea Renzi, Gigio Morra

Betty Pedrazzi, Toni Servillo, Monica Nappo, Francesco Silvestri

scene e regia di Toni Servillo

 

Scritta al culmine della produzione artistica di Marivaux, Le false confidenze è uno studio di un ambiente borghese nel quale il denaro conta quanto, se non più, dell’amore. In un contesto molto realistico si muovono: Araminte, bella e ricca vedova di un finanziere, un nobile interessato ad un’opportunità matrimoniale, e Dorante, borghese dalle molte qualità ma senza nemmeno un soldo. Che per essi il denaro e gli interessi materiali da salvaguardare siano un imperativo, lo esprimono benissimo i progetti di Madame Argante per sua figlia Araminte: ricchezza da un lato, dall’altro il nome, il matrimonio alla fine non è che un’alleanza di interessi. E, per Madame Argante, se Dorante ama veramente Araminte, non può che essere d’accordo su questo punto.

“L’amore ostacolato dall’interesse, dagli intrighi, soffocato dal denaro – dice Toni Servillo -: è questo l’argomento oggi più che mai attuale di questa bellissima commedia. Ma l’attualità, evidentemente, non è il solo motivo che mi ha spinto ad affrontarla. È la modernità del suo linguaggio ad avermi affascinato in modo irresistibile. Tutto è detto in maniera semplice, chiara, diretta, ma a questa limpidità corrispondono spesso zone oscure, torbide, ambigue, che creano intorno alla vicenda una atmosfera fatta di attese e di trepidazione".

 

16 e 17 gennaio 07 – Macerata, Teatro Lauro Rossi (info: 0733 230735 – www.amat.marche.it)

 

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Vis a Vis

GIOVANNA D’ARCO

di Elsa Scudieri

con Monica Guerritore

regia Monica Guerritore

 

Monica Guerritore si accosta al personaggio di Giovanna con la disarmante semplicità di chi crede in ciò che fa. Veste l’armatura che protegge e arma la vocazione dell’anima da chi insinua il dubbio e sceglie la via di un racconto che unisce gli spettatori nella commozione e nella forza.

Il racconto di una donna, Giovanna D’Arco, che diviene racconto di tutta l’umanità.

La Guerritore abbandona l’interpretazione delle figure femminile (figure che ha portato in televisione con Amanti e Segreti o in teatro con Madame Bovary, Carmen, La Signora delle Camelie), le cui azioni erano dettate dalla necessità di riempire “il disagio dell’assenza”. Nell’interpretazione di Giovanna D’Arco racconta la potenza della vocazione interiore  come vettore per uscire da sé.

Il corpo di donna che vediamo in scena è l’involucro della forza che trascende il suo sesso, che diviene quasi virile nella sua potenza carnale, che travalica il visibile e si trasforma in forza spirituale e passione, per un ideale cristiano che sia anche utopia ed estremo sacrificio, ma che solo cambia la realtà di un popolo.

Monica Guerritore si accosta al cuore della vocazione di Giovanna, alla sua chiamata dell’Anima che rappresenta una vocazione non solo “divina”, ma anche civile, verso la Libertà.

Da questo, come autrice e regista, prende spunto per realizzare un parallelo storico, politico e “sentimentale” con gli altri grandi martiri ed icone senza tempo della Libertà in un gioco di rimandi immaginari per delineare la storia più nascosta di Giovanna.

“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” dice il Piccolo Principe di Saint Exupery.

Così le immagini di Che Guevara, Martin Luther King, il ragazzo di Piazza Tien An Men, a cura di Enrico Zaccheo, che proiettate diventano scenografia emotiva, si intrecciano con il tessuto drammaturgico creato dalla fusione degli Atti del processo, dal De Immenso di Giordano Bruno, dai versi di Maria Lusia Spaziani, dai brani di Nicetsche e Brecht e insieme alla partitura musicale, dai Carmina Burana di Orff a Tom Waits, dall’adagio d’archi di Barber a Freddy Mercury, sottolineano la pienezza di questa “vita breve e luminosa” e superano la finitezza del corpo. Anche dell’attrice.

Il Gesto, la Parola, l’Immagini e la Musica sono parti di un unico vocabolario quello dell’anima che crea quella risonanza emotiva, accordo culminante tra l’attrice  e lo spettatore .

Monica, e il pubblico con lei, intraprende un viaggio in quell’immensità che Giovanna seppe non solo vedere ma anche raggiungere.

“Sorgendo impavida a fendere con l’ali l’immensità dello spazio”.

 

17 gennaio 07 – Montegranaro, Teatro La Perla (info: 071 2075880 – www.amat.marche.it)

18 gennaio 07 – Maiolati, Teatro Comunale (info: 0731 206888 – www.amat.marche.it)

 

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Compagnia La Piccionaia

UN CURIOSO ACCIDENTE

di Carlo Goldoni

con Armando e Titino Carrara

regia Flavio Albanese

 

Un triennio di eccezione, quello che conclude il contratto decennale di Carlo Goldoni con la famiglia Vendramin al teatro S.Luca: nel 1759-60 vedono la luce I rusteghi; nel 1760-61, Un curioso accidente, La casa nova, La buona madre; nel 1761-62, Le smanie per la villeggiatura, Le avventure della villeggiatura, Il ritorno della villeggiatura, Sior todero Brontolon, Le baruffe chiozzotte. Ma anche un triennio che si conclude con la partenza per Parigi, sigillata dal saluto de Una delle ultime sere di carnovale.

I testi dell’ultimo periodo veneziano di Carlo Goldoni rappresentano una grande sintesi di tradizione ed innovazione. Tutta la sapienza drammaturgica accumulata come poeta di compagnia, a rielaborare trame e canovacci, a cucirli sulla pelle e sulle corde degli attori con cui via via si trovava a lavorare, forniscono all’autore veneziano la base su cui sviluppare una psicologia dei personaggi e delle loro relazioni.

La tessitura teatrale continua a valersi di motivi che provengono dalla commedia delle maschere: contrasti, interzate, equivoci a ruotare intorno ad un amore contrastato dai vecchi. Ma ne Il curioso accidente la sapienza con cui questi motivi vengono gestiti li rende quasi del tutto trasparenti, permettendoci di seguire direttamente la vicenda, di riconoscere le ragioni dell’uno e dell’altro, non più schiacciate in un meccanismo inevitabilmente a senso unico come nel teatro delle maschere.

Flavio Albanese, regista formatosi alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e autore di una fra le più interessanti messainscena recenti de Il servitore di due padroni, propone un allestimento rigoroso del testo che metta in luce la complessità delle trasformazioni che Goldoni riuscì a catalizzare nella ambito culturale veneziano e veneto dell’epoca per quanto riguarda la lingua, la forma scenica, ma soprattutto i “panorami immaginari” di un nuovo pubblico teatrale. E la sapienza scenica della tradizione delle famiglie d’arte incarnata direttamente da Armando e Titino Carrara, memoria vitale di quei motivi teatrali che stanno alla base della commedia dell’arte, sa portare al pubblico la forza e la novità della grande commedia goldoniana.

 

27 gennaio 07 – San Marcello, Teatro Ferrari (info: 0731 206888 – www.amat.marche.it)

 

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MARA GALEAZZI & PRINCIPALS E SOLOISTS DEL

ROYAL BALLET DI LONDRA [Inghilterra]

Omaggio al Royal Ballet

 

Mara Galeazzi nasce a Chiari (Brescia) e si diploma alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano con il massimo dei voti. A diciotto anni, entra a far parte del Royal Ballet ed è promossa First Artist nel 1995, Soloist al termine della Stagione 1997/98 e Principal nel settembre 2003.

Tra i ruoli del repertorio classico che la vedono protagonista ci sono Uccello di Fuoco di Fokine, Marie, la Fata Confetto e la Fata delle Rose nello Schiaccianoci, Giselle e Myrtha in Giselle, Gamzatti in Bayadere, il passo a due di Aurora (atto III) e la Principessa Florine (pas de deux dell'uccellino azzurro) nella Bella Addormentata, Mercedes e la Regina delle Driadi nel Don Chisciotte .

Dal repertorio di Frederick Ashton ha danzato tra gli altri Lise ne La Fille mal gardée, Mrs Tittlemouse in Tales of Beatrix Potter, l'assolo di La Chatte metamorphosée en femme, il Thaïs pas de deux, Julia in Wedding Bouquet (ruolo creato da Margot Fonteyn), Diana in Sylvia, la Fata dell'Autunno in Cinderella.

Nel repertorio di Kenneth MacMillan ha danzato Giulietta in Romeo and Juliet, Manon, Mayerling, Anastasia, La sagra della primavera, Song of the Earth, Images of Love e Danses concertantes.

Dal anche danzato Tatiana nell' Onegin di John Cranko, in Les Biches di Bronislava Nijinska, Spectre de la Rose di Fokine, in La Ronde e Pierrot Lunaire  di Glen Tetley, in Fearful Symmetries di Ashley Page, Pavane pour une infante défunte di Christopher Wheeldon, Push Comes to Shove di Twyla Tharp, In the middle somewhat elevated di William Forsythe, Carmen di Mats Ek. Dal repertorio Balanchine ha danzato Symphony in C, Agon, Ballet Imperial e Apollo.

Sono stati creati per lei: Mr Worldly Wise della Tharp, Souvenir di Wheeldon, Puirt-A-Beul di William Tuckett, Two Part Invention, When We Stop Talking, Cheating, Lying, Stealing (Second Principal Couple), Tidelines di Cathy Marston e This House Will Burn di Ashley Page, La Grêle in Les Saisons di David Bintley, Eden e On Public Display di Vanessa Fenton.

Nel maggio 2006 viene premiata Miglior Ballerina Italiana all'Estero dalla rivista 'Danza & Danza'. Nel 2003 ha ricevuto la nomination come Miglior Ballerina dell'Anno al Critics' Circle National Dance Award, premio assegnato annualmente dalla critica britannica.

Nel febbraio 2005, al termine del gala benefico 'Mara in Motion', viene nominata membro onorario del Club internazionale Soroptimist, una libera Associazione di donne con qualificazione elevata nel proprio impegno lavorativo, sociale e culturale volta a promuovere i diritti umani e la solidarietà.

 

27 gennaio 07 - Civitanova Marche, Teatro Rossini (info: 0733 812936 – www.civitanovadanza.it)

 

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La fabbrica 1999 s.r.l - Politeama srl

QUELLA DEL PIANO DI SOPRA

di Pierre Chesnot

con Pino Quartullo e Sandra Collodel

regia di Gigi Proietti

 

Pudore dei sentimenti determinato dalla solitudine o solitudine determinata dal pudore dei sentimenti? Questo è uno dei tanti interrogativi che si celano dietro i divertenti e goffi tentativi d'intesa fra due non più giovanissimi single vicini di casa.

Lui al piano di sotto, lei "inquilina del piano di sopra", appunto...

"nessun uomo mi ha reso mai felice" afferma lei in un tragicomico tentativo di suicidio, e se fosse invece lei a rendere felice un uomo, come le suggerisce un'amica strappandole la promessa di fare un ultimo tentativo prima di arrendersi definitivamente? "sposarsi il primo scapolo che capiti sotto tiro".... beh, l'unico essere maschile, scapolo, disponibile in una città deserta per le ferie d'agosto, è proprio quell'orso scontroso del vicino di casa… anzi, sembra quasi che i due siano gli unici abitanti superstiti nella città anch'essa.

 

Pino Quartullo è laureato in architettura, diplomato in regia all'Accademia Nazionale D'Arte Drammatica Silvio D'Amico e diplomato in recitazione al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Luigi Proietti.

Ha debuttato in teatro ne L’avaro di Moliere, con Paolo Stoppa per la regia di Giuseppe Patroni Griffi e al cinema ne Il marchese del Grillo con Alberto Sordi, regia di Mario Monicelli. Tra i vari film da lui interpretati ricordiamo Piccoli Equivoci di Ricky Tognazzi e La Ciociara con Sophia Loren, di Dino Risi. Scrive, dirige ed interpreta Quando eravamo repressi, Le donne non vogliono più, Storie d’amore coi crampi e Le faremo tanto male e con Stefano Reali dirige il cortometraggio EXIT che ottiene tra i vari riconoscimenti una nomination all’Oscar per il miglior  cortometraggio (1987, Academy of Motion Picture Arts and Sciences). Anche in teatro dirige e interpreta numerosi spettacoli tra cui Deus ex Machina di Woody Allen, C’è un uomo in mezzo al mare e Nord & Sud con Gianfranco Jannuzzo, Quando eravamo repressi con Alessandro Gassman e Lucrezia Lante della Rovere, Le faremo tanto male con Stefania Sandrelli e Alessandro Gassman, Giovani Cannibali, Gli Innamorati. Con la compagnia Quartullo – Collodel e con la regia di Gigi Proietti interpreta numerosi spettacoli tra cui Dramma della Gelosia di Scola, Age e Scarpelli e Stregata dalla Luna. Recentemente al Globe Theatre di Roma è nel cast di Gossip per la regia di Toni Bertorelli.

 

Sandra Collodel si diploma presso il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da G. Proietti.

Da lui viene diretta in numerosissime commedie tra cui Karin di A. Chen, Liolà di Pirandello, Il sistema Ribadier di Feydeau, Per Amore e per Diletto di E. Petrolini, La Capannina di A. Roussin, Cose di Casa di P. T. Cruciani, Casa di Frontiera di G. Imparato, Come mi piace di R. Lerici, Non ti conosco più di Aldo de Benedetti, Stregata dalla Luna di J.Patrick Shanley.

Lavora con R. Guicciardini né Il Tartufo di Moliere, con M. Parodi in Tristi Amori di Giocosa, con L. Salveti nel Così è se vi pare di L. Pirandello, e con A. Calenda nel Prometeo Incatenato e poi ne La Tana di Bassetti, vincitrice del premio IDI per l’interpretazione.

Nel 1999 dà inizio ad una propria attività di produzione, allestendo spettacoli come Gorge Sand e Chopin, Il Dramma della gelosia, Falstaff e Le Allegre Comari di Windsor di W.Shakespeare, L’amante di Harold Pinter, Stregata dalla Luna di J.Patrick Shanley.

 

27 e 28 gennaio 07 - Fermo, Teatro dell’Aquila (info: 0734 284295 – www.amat.marche.it)

30 gennaio 07 – Pollenza, Teatro Verdi (info: 071 2075880 – www.amat.marche.it)

25 febbraio 07 – Maiolati Spontini, Teatro Spontini (info: 0731 206888 – www.amat.marche.it)

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